Marolda: "Mi piace Conte allenatore, non quello manager che fa mercato"
Francesco Marolda, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
"Il Napoli non è una squadra qualsiasi da più di una dozzina d’anni. Non dobbiamo dimenticare che tutto quello che succede oggi è figlio di quello che il Napoli ha costruito negli ultimi quattordici anni: essere sempre in Europa, essere ai vertici del calcio italiano, lottare per vincere. Questa è una crescita faticosa, lenta, costosa, ovviamente. Non mi meraviglia che il Napoli sia una squadra di vertice. Quello che mi ha meravigliato, e da cui mi aspettavo di più onestamente, era una posizione migliore in Europa dopo tanto tempo. Invece questa è una ferita grave quest’anno e dovrà essere colmata negli anni prossimi."
Ma il secondo posto è l’unico obiettivo oppure, da qui a un mese e mezzo, può succedere qualcosa di diverso?
"È un luogo comune, lo so, e lo ripeterò: finché ci sarà la possibilità, anche incredibile, di un recupero, devi giocare per quel recupero. Però razionalmente io non ci credo, ti dico la verità. Può essere una speranza, non può essere una scelta motivata."
Il rammarico vero per quei punti persi riguarda anche le assenze? Il Napoli non ha mai avuto una formazione base stabile.
"Sì, il Napoli in questa stagione non ha mai avuto una formazione tipo. Ha dovuto fare salti mortali. Se partiamo da questo, senza entrare nel dettaglio degli infortuni, dobbiamo quasi parlare di miracolo per quello che sta facendo. Devo dire che Conte, che a me continua a non piacere come allenatore, è stato bravissimo nel trovare soluzioni tattiche e dare equilibrio nei momenti di difficoltà. Pochi allenatori ci sarebbero riusciti."
Quest’anno ci sono state tante critiche ad Antonio Conte, sul gioco e sulla gestione. Se si dovesse andare avanti con lui, come si affronterebbe la prossima stagione?
"Io sarei contento se restasse, per un fatto di continuità tecnica. È un valore importante: non deve arrivare un altro allenatore a conoscere tutto da zero. Però ti dico anche che mi è piaciuto il Conte allenatore da campo, quello che trova soluzioni. Questo è stato forse il suo anno migliore. Meno il Conte manager: quello che fa mercato, che gestisce budget. Dopo tre mesi abbiamo mandato via giocatori costati tanto, altri non trovano spazio. Il Napoli ha speso molto senza un ritorno tecnico adeguato. L’allenatore deve allenare, la società deve costruire la squadra."
Quanto è determinante Kevin De Bruyne e quanto sarà importante anche per il futuro?
"Peccato solo per l’età, perché godersi De Bruyne sarebbe bellissimo. È tornato più forte di quando è arrivato: probabilmente ora ha una condizione fisica migliore. Nei grandi infortuni però serve pazienza: bisogna aspettare qualche partita per capire se il trend continua. Al di là della tecnica, la sua personalità è fondamentale: è uno di quelli che dice ‘datemi la palla, ci penso io’. Questo dà sicurezza a tutta la squadra come successo col Lecce."
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