Esultanza Italia, Pochesci: "Caduta di stile! Ct Bosnia userà quel video per caricarli..."
Il tecnico Sandro Pochesci è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Una partita brutta, soprattutto nel primo tempo, ma a questi livelli conta soprattutto il risultato. È così?
"Soprattutto il risultato in questa competizione. Non possiamo chiedere la bellezza: conta la qualificazione. L’Italia non è mai stata una nazionale che ha giocato sempre un bel calcio, siamo sempre stati più di difesa che di attacco. Quando abbiamo provato a copiare gli altri abbiamo fatto brutte figure, non andando a due Mondiali. Ieri però mi è piaciuto lo spirito: primo tempo brutto, ma non abbiamo concesso niente, tranne un calcio d’angolo dove siamo stati anche fortunati. Non abbiamo mai rischiato davvero, e questo è un grande vantaggio."
Cosa è mancato all’Italia dal punto di vista del gioco?
"L’Italia deve fare qualcosa in più, soprattutto prima di arrivare ai rigori. Ho visto bene i blocchi difesa, centrocampo e attacco, ma mancavano i collegamenti. Non possiamo aspettare che i difensori come Mancini o Calafiori impostino quando abbiamo centrocampisti e trequartisti per farlo. Non capisco perché giocare a cinque dietro quando dobbiamo vincere. Bastava un collegamento tra centrocampo e attacco: le occasioni sono nate da errori loro. L’unico che ha preso iniziativa è stato Politano. Mi aspettavo di più da Di Marco, in nazionale lo vedo frenato. Barella così così, Tonali bene anche per il gol, ma da questo centrocampo serve più qualità e inserimento. Le mezzali devono accompagnare gli attaccanti, altrimenti restano isolati."
Chi l’ha convinta di più?
"In difesa abbiamo visto un’Italia più pulita. Ken è il nostro gioiellino: ha fatto cose eccellenti. Deve però essere più freddo, perché corre tanto a vuoto e sotto porta può fare meglio. Il gol più difficile lo ha fatto: il gol nasce dal controllo, e lui ha fatto un controllo orientato straordinario. Quello lo fanno i grandi campioni. Se diventa più lucido può essere il centravanti più forte d’Europa nei prossimi anni."
Cosa pensa dell’esultanza degli azzurri dopo Bosnia-Galles?
"Nel calcio c’è un detto: non sputare in cielo che ti cade addosso. A me quell’esultanza ha dato fastidio a livello scaramantico. Così carichi gli avversari. Io usavo queste cose per motivare la mia squadra. L’allenatore avversario userà quel video per caricare i suoi. È stata una caduta di stile: certe cose si fanno nello spogliatoio. Nel calcio nessuno può dire oggi vinco. Dobbiamo restare umili e concentrati."
Che partita sarà contro la Bosnia?
"Sarà una finalissima, come Macedonia o Svezia. Non siamo abituati a questi spareggi. È una questione mentale: la palla pesa. Se guardiamo i valori siamo superiori, ma conta come ci arriviamo mentalmente. Servono coraggio e spregiudicatezza. In trasferta è più difficile anche per dettagli come il campo. Io sono convinto al 100% che andremo al Mondiale, ma dobbiamo dimostrarlo."
Quanto può incidere la pressione nella corsa scudetto?
"Quando arriva la paura, il campo diventa grande e la porta piccola. Ho visto perdere campionati con grandi vantaggi. L’Inter deve stare attenta. Il Milan può rientrare, il Napoli lo vedo più in difficoltà per gli infortuni e la gestione. Conte spinge sempre al massimo e questo si paga. Il Napoli per me era la rosa più forte. Oggi vedo l’Inter al 70%, il Milan al 20% e il Napoli al 10%. Ma dipende tutto dall’Inter."
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