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Caso Lukaku, Salvione: "E' nel torto! Nel calcio ci sono le regole e vanno rispettate"

Caso Lukaku, Salvione: "E' nel torto! Nel calcio ci sono le regole e vanno rispettate"
Oggi alle 22:20Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Io non posso non salutarti con il titolo del Corriere dello Sport di quest'oggi: questa è andata per quanto riguarda la nazionale?

"Eh sì, il primo passo è stato fatto e ora c'è il secondo, quello più importante, quello più difficile, quello anche più rischioso. Martedì in Bosnia ci giochiamo questa qualificazione al mondiale, dove manchiamo dal 2014, dove tanti giovani nati negli ultimi anni non hanno mai visto giocare l'Italia al mondiale. Quindi la responsabilità che ha questa squadra del CT Gattuso è molto alta. L'avversario è alla portata e speriamo che l'Italia possa centrare questa qualificazione e che quel video dell'esultanza ai rigori sbagliati dal Galles non possa caricare oltremodo i giocatori della Bosnia, che hanno anche una buona qualità e hanno Džeko, un giocatore che non tramonta mai."

Ti sei dato una spiegazione del perché arrivi addirittura un'esultanza nel momento in cui passa una e non l'altra squadra?

"È chiaro che il Galles è una squadra che... Io leggevo anche il post di Ivan Zazzaroni, che la affrontava con ironia, perché se vogliamo dare una spiegazione impazziamo dietro questa scena. Io penso che il Galles sia una squadra più forte, con un ambiente molto più caldo, però poi c'è l'avversario: in una partita secca sappiamo che certi valori si riducono e quindi c'è da stare molto attenti. Può succedere di tutto. Si fa bene a essere concentrati: non si esulta mai prima, lo sappiamo bene. Anche quando vediamo esultanze prima di segnare un calcio di rigore è un errore strategico. Si esulta sempre alla fine. Mi auguro che questo video non diventi un fattore motivazionale per la Bosnia, anche se sono sicuro che il loro CT lo farà vedere alla squadra. Spero possa motivare anche i nostri."

Come ti spieghi quel primo tempo, nonostante un avversario modesto? Si fatica a tirare in porta e il progetto tecnico sembra a rilento.

"È costruito pochino. Credo che le uniche cose rimaste a livello tecnico siano Politano che va uno contro uno da un lato e Di Marco che, quando ha campo, riesce a mettere palloni importanti. Per il resto c'è molto poco. Sono d'accordo: anche i centrocampisti non mi sembrano brillanti né capaci di trovare verticalità. Un po' di brio l'ha dato Esposito quando è entrato, per temperamento e partecipazione. Ma di qualità e sviluppo di gioco ne abbiamo poca. L'obiettivo è andare al mondiale, ma se guardiamo più avanti non credo che l'Italia possa avere grandi ambizioni con questi presupposti. Poi se lo scenario cambia, applaudiremo Gattuso, ma al momento abbiamo poca qualità nel fraseggio."

Perché in Italia c'è questo “maniavantismo” cronico? Prima si ha paura, poi diventa tutto facile.

"Io credo che la crescita di un movimento calcistico dipenda anche da come se ne parla. Noi abbiamo grande capacità di sparare sentenze ogni minuto. Spesso non abbiamo pazienza, non diamo il tempo ai giocatori di dimostrare il loro valore e finiamo per farci del male da soli. Questo atteggiamento danneggia chi prova a costruire qualcosa di positivo. Fa parte di un processo di maturazione che dovrebbe esserci, perché non si può non riconoscere il lavoro fatto e non avere pazienza. Allenatori e giocatori vengono bocciati con una facilità che è davvero superficiale."

Caso Lukaku: il Napoli sembra andare allo scontro. Come lo valuti?

"Le regole sono chiare per tutti. Se la società ti aspetta e non ti presenti a un allenamento, è giusto prendere provvedimenti. In un gruppo bisogna rispettare le regole. Se Lukaku non ha rispettato una convocazione, è nel torto. È una situazione che probabilmente porterà a una separazione in estate. Forse si aspettava più spazio dopo l'infortunio, ma con Højlund che ha fatto progressi e ha giocato tanto, non si può giustificare un comportamento del genere. Sono d'accordo anche con Conte nelle scelte fatte."

Sandro Tonali può essere l’oggetto del desiderio della prossima estate, anche per il Napoli?

"Sì, ma c'è il problema della valutazione: credo oltre i 60-70 milioni. Non penso possa essere una soluzione per il Napoli al momento. Poi De Laurentiis l'anno scorso ci ha sorpreso con il mercato, quindi mai dire mai. Però un investimento così è complicato. Ci sono nodi da sciogliere, a partire dall'allenatore. Da quello dipenderà anche il mercato."

Il Napoli può permettersi un’operazione del genere?

"Con le nuove regole viste recentemente, De Laurentiis ha avuto ragione: il Napoli è uno dei club che può permettersi certe operazioni. Però bisogna anche capire come rinforzare la rosa. Se resta tutta, diventa difficile inserire un investimento così importante senza una cessione rilevante. Solo con una partenza importante si potrebbe pensare a un colpo come Tonali. Finché non sarà chiaro il quadro su allenatore e possibili uscite, il Napoli farà tanti sondaggi e poi affonderà su ciò che riterrà più giusto."