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Nessuno tra infortuni De Bruyne, Lukaku e Rrahmani? Parla il prep. atletico Malta

Nessuno tra infortuni De Bruyne, Lukaku e Rrahmani? Parla il prep. atletico Malta TuttoNapoli.net
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Oggi alle 15:10Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Fabio Esposito, preparatore atletico Malta, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Che cosa significa nel dettaglio il comunicato su Rrahmani? Quanto lavoro c’è da fare e quali sono i tempi di recupero?
"Premetto che la lettura di un referto spetta ai medici. Noi preparatori interveniamo successivamente, nella fase riabilitativa e nel return to play. Da quanto emerge, si tratta di un infortunio non di basso grado, che porterà il calciatore a stare fuori per un periodo piuttosto lungo, direi non meno di un mese e mezzo o due mesi. L’iter è quello classico: prima l’approccio fisioterapico, poi il reinserimento progressivo con lavoro analitico e infine il ritorno alle gestualità tipiche del calcio. L’obiettivo è recuperarlo nel miglior modo possibile, evitando ricadute."

Si parla spesso della preparazione di Antonio Conte quando ci sono tanti infortuni. Quanto incide davvero la preparazione sulla quantità di problemi muscolari?
"Bisognerebbe fare chiarezza. Dall’esterno è difficile giudicare, perché non siamo all’interno dello staff. Inoltre, nel calcio moderno non si può dividere tutto in compartimenti stagni: preparazione fisica, parte tecnica, dati. È un sistema olistico. Un infortunio può dipendere da tanti fattori: l’allenamento invisibile — quindi sonno, alimentazione, stress, viaggi — oltre alla metodologia in campo. In squadre di alto livello, con impegni ravvicinati, il sovraccarico è elevato. È un discorso complesso che va affrontato a 360 gradi."

Scott McTominay si è fermato per un’infiammazione al tendine del gluteo che si portava dietro da inizio stagione. In questi casi cosa serve per rimettere il giocatore in condizione e quanto è rischioso giocare sopra un’infiammazione?
"Il primo approccio è sempre medico. Una volta ridotta l’infiammazione, la risposta diventa molto soggettiva. Se il problema si trascina da tempo, bisogna valutare eventuali cause biomeccaniche o cinematiche che portano a sovraccaricare quel distretto. Solo così si può impostare un percorso che permetta al calciatore di affrontare il resto della stagione con maggiore serenità."

C’è qualcosa che accomuna infortuni come quelli di De Bruyne e Rrahmani, entrambi al bicipite femorale, e quello di Lukaku al retto femorale? Esiste un modo per prevenire questo tipo di problemi?
"L’infortunio al bicipite femorale è il più comune nel calcio, a tutti i livelli, perché è una zona molto sollecitata, soprattutto negli atleti di alto livello. È un muscolo biarticolare che partecipa a più movimenti. La prevenzione passa dall’esporre il calciatore alla gestualità tipica del suo sport, oltre a curare l’allenamento invisibile e i protocolli di recupero post-gara. Non è semplice: spesso si tende a semplificare, ma parliamo di un’unità biologica complessa. La prima forma di prevenzione resta un’esposizione adeguata e progressiva alle richieste specifiche del calcio."