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Nuovo Centro Sportivo a Pozzuoli, Russo: "Ben collegato, pochi ostacoli. Sui tempi..."

Nuovo Centro Sportivo a Pozzuoli, Russo: "Ben collegato, pochi ostacoli. Sui tempi..."
Oggi alle 20:50Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Antonio Russo a Radio Tutto Napoli sul centro sportivo del Napoli a Pozzuoli: iter normativo in corso, massimo riserbo ma i contatti tra i tecnici ci sono

Il giornalista Antonio Russo è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG) o qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.

Si parla molto in questi giorni del nuovo centro sportivo del Napoli a Pozzuoli. Puoi dirci di più?

"Il centro sportivo di Pozzuoli è un'area coperta da fondi PNRR attraverso la comunità europea. La zona è via Antonio De Curtis: dividendola, da una parte ci sono i lavori per il nuovo stadio comunale della città di Pozzuoli, oltre a quello esistente del Domenico Conte, e un parco pubblico attivo. Dall'altra parte della strada c'è il cosiddetto centro tennis mai realizzato, un'area molto estesa che comprende circa 17 ettari. C'è anche una volontà politica locale di mantenere una parte pubblica per non perdere i fondi comunitari, quindi preservare lo stadio comunale, che potrebbe essere utilizzato anche per le formazioni giovanili del Napoli. Vicino all'area c'è anche la stazione della circumvesuviana di Monterusciello. È un'area ben collegata, è l'area che il Napoli ha scelto. Il sindaco di Pozzuoli, l'ingegner Manzoni, vorrebbe completare il cerchio di una sorta di cittadella sportiva, perché nelle vicinanze c'è anche il palazzetto dello sport Palatrincone."

I terreni sono proprio limitrofi al palazzetto?

"Assolutamente sì, parliamo di terreni comunali. Bisogna sempre andarci con i piedi di piombo, perché comunque parliamo di una trattativa che riguarda proprietà pubbliche."

Quali sono gli ostacoli in questo momento?

"Ostacoli non ce ne sono dal punto di vista delle volontà. Da una parte sembra proprio che questa sia l'area che il Napoli ha scelto, facendo vari sondaggi su diversi terreni, ed è un'area facilmente collegata dal punto di vista logistico. La volontà dell'amministrazione Manzoni c'è. È solo la tempistica che in questo momento può rappresentare un passaggio, insieme ai passaggi normativi, perché i terreni al momento non fanno parte di quelli edificabili e andrebbero classificati come tali. Il Napoli ha comunque uno studio di professionisti prescelti che sanno come muoversi con le norme e nei rapporti con l'amministrazione. C'è massimo riserbo, però in questi silenzi c'è un fitto contatto tra i tecnici della società e i tecnici del comune di Pozzuoli. A Pozzuoli non si parla di altro."

Puoi darci una linea temporale, perché il silenzio non potrà essere eterno?

"Quando il Napoli sta andando avanti in certi discorsi, che sia un'operazione di mercato o un centro sportivo, il silenzio è quasi una conferma. Da cronista devo ricordare che negli ultimi anni Pozzuoli ha avuto una certa stabilità con la stessa amministrazione, ma ha avuto anche molti rimpasti. Il discorso è soprattutto normativo, legato anche all'utilizzo di istituti come la ZES, zona d'economia speciale, e alla rinuncia di determinati fondi. Quando ci saranno passaggi più certi, sicuramente il sindaco Manzoni e il suo staff parleranno, perché è un obiettivo forte della sua amministrazione. Il prezzo, secondo i beninformati, sarebbe già stato fissato. L'iter in atto è più che altro normativo e burocratico, e quando si parla di questo tipo di percorso bisogna attendere, perché gli intoppi possono arrivare da un momento all'altro, ma potrebbero anche non esserci."

Quanto è difficile fare queste operazioni in Italia, tra vincoli urbanistici e iter burocratici?

"È un'operazione molto importante anche dal punto di vista sociale, perché parliamo di una città che ha più di 30 mila abitanti, con zone molto popolari. In generale i discorsi urbanistici in Italia sono molto lunghi. L'ultimo mondiale lo abbiamo avuto con Italia 90 e su YouTube ci sono tanti servizi sullo scempio di quell'epoca. Tantissimi stadi in Italia sono stati violentati da Italia 90: se non avessero sbagliato lo stadio delle Alpi, non sarebbe mai stato abbattuto."

E sul campionato, come la vedi?

"Il Napoli sta attraversando il campionato partita dopo partita: adesso c'è Cagliari venerdì, che conclude un cerchio di tre vittorie consecutive. Sono 9 punti che ci permettono di stare lì, poi c'è la Costa e poi Napoli-Milan. È oggettivamente difficile, ma ho sempre pensato che da quando si assegnano 3 punti per una vittoria, il discorso della matematica vada fatto sia in positivo che in negativo. Il risultato tra Como e Roma ha un po' scemato il valore della vittoria del Napoli, perché ricordiamo che il Napoli dovrà andare a Como. Mi spiace che non verrà aperto il settore ospiti per i non residenti in Sardegna, almeno per i tifosi in trasferta. Cagliari la vive come una delle partite dell'anno, c'è una rivalità sportiva e territoriale. Testa alla prossima è il mio claim. Per quanto riguarda la Champions, al Napoli manca un trofeo internazionale: il primo Napoli maradoniano ha vinto proprio un trofeo continentale. Questa è la nuova Champions, per il Napoli è la prima volta in questa formula, anche per Conte. Prima era una fase a gironi e dopo la terza partita già conoscevi il tuo destino. Questo è un campionato nel campionato, un gol cambia tutto."