L'editoriale di Chiariello: "Conte ha fatto spendere 350mln! Vuole restare? Deve accontentarsi"

L'editoriale di Chiariello: "Conte ha fatto spendere 350mln! Vuole restare? Deve accontentarsi"
Ieri alle 23:30Le Interviste
di Antonio Noto
"Ma è tutto rimandato ai risultati di fine stagione e a quello che si diranno quando si confronteranno. Mi sembra giusto e normale che sia così".

Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto editoriale: "Le tre vittorie consecutive del Napoli mettono gli azzurri in una situazione di relativa tranquillità per la qualificazione alla prossima Champions. Quale sarà la posizione finale non è dato oggi sapere, visto che la Juventus è passata a Udine su un campo difficile in maniera abbastanza convincente. Con Spalletti la Juventus ha ritrovato gioco e qualità e che il Como ha superato tutti in tromba battendo la Roma con le solite polemiche arbitrali perché c'è un'espulsione di Wesley letteralmente inventata dall'arbitro internazionale Massa e che ha condizionato la partita. Polemiche che fanno seguito a quelle di Inter-Atalanta, dove l'Inter è stata penalizzata nettamente per un gol irregolare dell'Atalanta e un rigore non dato all'Inter, anche se i vertici arbitrali continuano a difendere i propri arbitri dicendo che è tutto giusto, che va tutto bene. Non va niente bene. Questo è un campionato estremamente condizionato dagli errori arbitrali a larghissimo raggio. Non conosco una società che non abbia di che lamentarsi. Il Napoli è tra queste ovviamente perché parecchi errori hanno penalizzato nel rapporto d'area VAR. Certamente il saldo è negativo per gli azzurri".

Sul futuro di Conte:
"Si è sbottonato parlando del suo futuro a Napoli. Ci sono molte cose che diremo, di cui parleremo. Conte ha fatto capire che è sua intenzione rispettare il contratto, ovviamente ove ci fosse unità di intenti con la presidenza. È un tema ampio. Ho già spiegato ieri e lo ribadisco ad abundantiam che Conte non è uomo che guarda ai contratti firmati. E in studio ne abbiamo uno che è stato della stessa pasta, tale Gigi De Canio che strappò un contratto ricchissimo perché non sentiva la fiducia della nuova proprietà, cosa che nel calcio fanno in pochissimi. Tutti guardano i soldi. Antonio Conte di soldi ne ha abbastanza da potersi permettere di dire: se non sono d'accordo sul progetto, se il presidente non mi rinnova la sua stima, io non sono disponibile a continuare. Quindi il contratto c'è, la voglia di restare c'è. Ma è tutto rimandato ai risultati di fine stagione e a quello che si diranno quando si confronteranno. Mi sembra giusto e normale che sia così.

Però dove sta il però? Sta nel fatto che il Napoli non può continuare a spendere come Conte amerebbe, anche perché molti soldi sono stati buttati, diciamolo chiaramente, e chiama in responsabilità anche come concausa l'allenatore. 350 milioni di euro investiti in due anni è una cifra enorme anche per le big del calcio italiano che non li hanno spesi questi soldi. Il Napoli è vero che ha goduto delle cessioni con plusvalenze abbondanti di Kvaratskhelia, di Osimhen e di Raspadori, ma è anche vero che il Napoli in due anni ha speso 350 milioni e si ritrova una squadra parecchio anziana, quindi va rinnovata e va rinnovata nella continuità, nel senso che il Napoli non potrà fare una campagna acquisti roboante. Che Conte è d'accordo su un progetto in questo senso che faccia rimanere il Napoli competitivo. Vorrei ricordare che tutti parlavano di smantellamento e di De Laurentiis addirittura che era praticamente sul punto di vendere il Napoli, un'invenzione assoluta di parecchia gente perché aveva a fine contratto liberato dal roster azzurro gente come Insigne, Mertens, Koulibaly, Fabian Ruiz, Spinazzola e Ghoulam e l'anno dopo vinse lo scudetto, tanto per capirci che a volte molte sono chiacchiere, i fatti sono altri".

Centro sportivo e stadio: progetti di De Laurentiis.
"Vorrei ricordare che il nostro piccolo Vladimir Il'ič Ul'janov, detto Lenin, a Napoli lo abbiamo avuto ed è stato Aurelio De Laurentiis perché all'atto del suo insediamento nel 2004 l'imprenditore romano cinematografico di origini campane aveva 55 anni. Si presentò con un discorso programmatico, proprio come se parlasse nel 1921. Cosa fece Lenin? Lenin all'atto dopo la rivoluzione d'ottobre programmò la ripresa dell'economia sovietica prima con una liberalizzazione con i piani NEP, la nuova economia russa, con una certa liberalizzazione dei mercati, la ripresa delle piccole imprese, i piani NEP, e poi fece i piani quinquennali dal '28 in poi. Beh, De Laurentiis si è presentato con i piani quinquennali. Noi lo guardavamo e dicevamo: abbiamo il nuovo Lenin, sorridendo, perché lui disse i primi cinque anni per tornare in Serie A nel calcio che conta e il Napoli ci ha messo meno, ci ha messo tre anni. I secondi cinque anni per consolidarci in Serie A, per non fare la squadra ascensore, come è già capitato nel passato recente di quei tempi, negli anni 99-2000: salivamo, scendevamo e insomma eravamo diventati l'Atalanta dell'epoca, il Brescia, l'Empoli, questa era la nostra realtà di quegli anni. E quindi consolidarci e il Napoli con quel secondo quinquennio si consolidò. Arrivò Mazzarri che fu molto importante in quel consolidamento e vincemmo perfino una Coppa Italia. I terzi cinque anni per diventare competitivi. Il Napoli prima con Benitez e poi con Sarri diventò fortemente competitivo. Vinse anche una Supercoppa italiana e una Coppa Italia e fece secondo e lottò per lo scudetto più volte. Ai napoletani, disse Massimiliano Gallo, era andato il grasso al cuore. Secondo posto non ci basta. Volevamo vincere, siamo Napoli. Questo era il refrain. E poi si chiudeva sempre con: Pappò, c'accattammo. Questa era la Napoli di quegli anni. De Laurentiis non progettò il quarto quinquennio, si fermò al terzo, ma il quarto quinquennio era quello della competitività, competitività raggiunta con addirittura la conclusione vittoriosa dello scudetto con Spalletti. Ora qual è il quinto quinquennio all'indomani del fatto che lui ha vinto due Supercoppe italiane, tre Coppe Italia e due scudetti e negli ultimi tre anni due scudetti e una Supercoppa italiana? Qual è la sua aspettativa, le sue idee sul quinto quinquennio? Lanciare il Napoli nell'élite internazionale attraverso le strutture. Lui è convinto, e se n'è fatto portavoce il capo dell'area marketing Bianchini, del fatto che il Napoli ha bisogno di strutture. Sta lavorando fortemente al centro sportivo al di là delle chiacchiere. Ha messo sotto consulenza un ex assessore regionale architetto che sta progettando il centro sportivo. Ha preso un club manager, anzi uno stadium manager di grande esperienza dalla Fiorentina che ha guidato il progetto del Viola Park come Baiesi. Ne parleremo anche di questo con dovizia di particolari. Insomma il Napoli finalmente al centro sportivo non ci sta solo pensando, ci sta lavorando. 

E poi c'è l'annosa questione dello stadio. Mentre il Comune sta andando fortemente avanti sul progetto di ristrutturazione, finalmente dopo settant'anni di vita sullo stadio Maradona, De Laurentiis non condivide questa posizione, vorrebbe farsi lo stadio suo. Le ultime voci portano una trattativa, che non sono solo voci perché ho intervistato l'avvocato della Kuwait, una trattativa con la Kuwait per i terreni di San Giovanni a Teduccio che potrebbero essere acquisiti dal Napoli. Il Napoli potrebbe trovarsi due stadi, uno rimodernato completamente e uno nuovo qualora si riuscisse da parte del re De Laurentiis ad arrivare a tanto. Io non so quale sarà l'epilogo sullo stadio. Sono certo che il centro sportivo verrà fatto. Lì gli ostacoli verso Monterusciello non mi sembrano alti, anzi per niente. I terreni sono comunali del comune di Pozzuoli. Il valore ipotizzato è circa dieci milioni di euro. Insomma quella è un'operazione che probabilmente avrà un fine, anche se non così veloce come lo ipotizzava De Laurentiis quando ha posato la prima pietra virtuale il primo settembre. Ma a me interessano i fatti, no? Le chiacchiere, se mesi in più o se mesi in meno, dopo ventidue anni e dopo una vita che non abbiamo mai avuto un centro sportivo — perché ancora ci piangiamo il paradiso che era un solo campo e questo era — e le giovanili giocavano sul campo dell'Italsider in affitto. Quindi noi saremo per la prima volta in possesso di un centro sportivo che non c'è mai stato in questa città. Detto questo, sullo stadio stasera avremo modo di fare il punto della situazione, anche perché c'è il discorso di Euro 2032 che vede Napoli fortemente sfavorita. Non è stata chiamata tra le nove città in lizza dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, anche se la città non si è arresa e presenterà le sue carte. Sapremo tutte le fiches che ha in mano il Comune di Napoli. De Laurentiis e il Comune non hanno le stesse opinioni".