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Parlato: "Chi dice che Conte non è adatto per la Champions è in malafede!"

Parlato: "Chi dice che Conte non è adatto per la Champions è in malafede!"
Oggi alle 18:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Il giornalista Manuel Parlato è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android): "Eliminazione meritata se guardiamo il complesso delle partite. Ieri sapevamo che sarebbe stata un’impresa, una partita quasi impossibile da vincere, eppure il Napoli è rimasto in partita fino al 65’-66’. Il problema è che hai sprecato delle opportunità che non dovevi perdere. La partita con il Copenhagen era il match point e andava sfruttato. Così come si poteva fare meglio con l’Eintracht di Francoforte nello 0-0 e anche a Lisbona. È la Champions dei rimpianti, un cammino fallimentare che però può trovare delle giustificazioni nei tanti infortuni, che non devono diventare alibi. Se non batti il Copenhagen la colpa è tua, se non riesci a battere l’Eintracht di Francoforte quando non avevi l’emergenza di oggi vuol dire che potevi gestire meglio. Il Napoli esce meritatamente. Detto questo, non ha fatto bella figura nemmeno il calcio italiano: nessuna squadra tra le prime otto, Inter, Atalanta e Juventus ai playoff. C’è un dominio delle inglesi con cinque squadre su otto. Il calcio italiano deve interrogarsi, così come il Napoli che non è riuscito nemmeno a entrare tra le prime 24".

Conte ha detto che questo gruppo si è irrobustito: sei d’accordo?
"Sì, è una chiamata di responsabilità al gruppo. Se analizzi le assenze, parliamo di undici o quindici calciatori che in Champions avrebbero potuto ben figurare tutti insieme. Il lato positivo è la nascita di una stella come Vergara. Antonio Conte è stato il primo a credere in lui, non facendolo partire e spendendo parole positive già prima degli infortuni. Ci sono poi gli sliding doors nelle carriere: Cannavaro fu lanciato perché si infortunarono altri, Kvaratskhelia esplose anche perché Insigne andò via. Vergara, se ci fossero stati tutti disponibili, probabilmente non avrebbe avuto questa chance, ma quando un calciatore ha qualità viene fuori comunque. Lui ha le stimmate del campione che verrà fuori alla distanza, sarebbe emerso comunque, magari con tempi diversi. C’è anche una componente di fortuna: tanti potevano diventare campioni e non ci sono riusciti. In questo caso il destino ha dato a Vergara una strada più rapida".

Si parla molto di Conte come allenatore poco europeo: che ne pensi?
"È un discorso in malafede. Nessun allenatore italiano ha vinto la Champions negli ultimi anni. Lo stesso ragionamento lo facevano l’anno scorso quando si diceva che il Napoli non avrebbe vinto lo Scudetto senza Kvaratskhelia, poi sono saliti tutti sul carro del vincitore. È una Champions fallimentare, ma la stagione non lo è: il Napoli ha già vinto la Supercoppa, cosa che a Napoli era successa solo nel 1990 con lo Scudetto. La stagione è ancora lunga e può riservare sorprese. Il distacco dall’Inter è di nove punti, ma poteva essere minore considerando episodi come Napoli-Verona e alcune decisioni arbitrali. Ora c’è una corsa Champions molto dura con Como, Juventus, Roma e Milan e c’è anche la Coppa Italia che può diventare una coppa di consolazione. Fare Supercoppa, Coppa Italia e qualificazione in Champions non sarebbe affatto una stagione fallimentare".

Contro la Fiorentina che Napoli ti aspetti?
"È una gara imprevedibile. La stanchezza c’è, il contraccolpo psicologico pure, giochi sempre con gli stessi. Però devi ripartire. Me la immagino come la partita con il Sassuolo: la Fiorentina è in difficoltà, l’allenatore è in bilico, verrà a giocarsi la partita della vita. Il Napoli deve rimettersi in marcia e mettersi alle spalle questa che è la prima vera delusione stagionale, ma non un fallimento della stagione".

Sul mercato: che colpi servono e che giudizio dai su Giovane?
"Giovane è un buon acquisto, è duttile, può giocare da seconda punta, da prima punta o alle spalle del centravanti. Ha bisogno di un percorso ma entrerà nelle rotazioni, soprattutto se tornerà Lukaku e si potrà vedere un Napoli a due punte. Al Napoli serve un esterno che salti l’uomo, perché Elmas fa sacrificio ma non ha quelle caratteristiche. Serve anche un vice Di Lorenzo sulla fascia destra, perché Gutierrez non può giocare lì. E poi c’è il nodo centrocampo: bisogna capire le condizioni di Anguissa, se i tempi di recupero saranno brevi o lunghi. Io penso che il Napoli farà un esterno offensivo, un alter ego di Di Lorenzo e poi valuterà se prendere un centrocampista in base alla situazione di Anguissa".