Filardi difende Conte: "Va giudicato dopo la terza stagione! Diamogli tempo..."
Massimo Filardi, ex azzurro, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “È paradossale: le due gare più belle il Napoli le ha fatte con lo Sporting Lisbona e con il Chelsea, due squadre che sono andate direttamente agli ottavi tra le prime otto. Questo la dice lunga su quello che abbiamo lasciato per strada. Io penso che la qualificazione l’abbiamo persa a Copenaghen, è chiaro. Lì avevi il match point e l’hai fallito: quando fallisci il match point poi la partita la perdi, e spesso la perdi facilmente. È una Champions League insufficiente, sì. Però spero che staff e società ne traggano spunti per il prossimo anno, anche a livello di dati, perché secondo me qualcosa è andato storto all’inizio: rotazioni, preparazione delle gare. Quando arrivano queste “scoppole”, la bravura è analizzarle bene e farsi trovare pronti”.
Conte però non ammette mai responsabilità: è una tua impressione?
“Non chiedetemi… Io sono stato dentro qualche spogliatoio importante. È chiaro che un allenatore difende il proprio lavoro, ma sono straconvinto che lui e tutto lo staff si siano già interrogati su cosa è andato storto, questo è fuori dubbio. Una cosa è fare una partita a settimana, un’altra è farne due: è un altro sport. E con questa formula nuova la differenza reti pesa tantissimo: lo abbiamo visto, ci sono squadre che la gestiscono capendo che fa la differenza. Secondo me anche loro si sono trovati impreparati a certe dinamiche”.
Tu dici spesso che un allenatore va giudicato alla terza stagione…
“Io un allenatore lo giudico sempre alla terza stagione, non alla prima e non alla seconda. Guardate Sarri: il capolavoro l’ha fatto nella terza. Conte l’anno scorso ha ricomposto i cocci, è stata una ricostruzione anche mentale su calciatori che sembravano pronti a partire. Quest’anno ha impostato una costruzione anche di gioco: più europea, di aggressione, non attendista, padrona del proprio destino. Secondo me l’anno giusto per andare all’incasso è il prossimo. Diamogli tempo”.
Quanto stanno incidendo gli infortuni?
“Una cosa così io non l’ho mai vista. L’infortunio di solito è un mese. Quest’anno ci sono cinque calciatori che stanno fermi cinque mesi, non un mese. Diventa difficilissimo impostare un lavoro di costruzione e ambizione”.
Hai anche parlato di mercato estivo come “lezione” da ricordare…
“Secondo me sì. Lui giustamente voleva gli acquisti subito per portarli in ritiro e impostare il lavoro, ma molte volte non è la strada giusta. La fretta è cattiva consigliera anche economicamente. Un allenatore fa una lista al direttore sportivo con cinque nomi per ruolo, dal primo al quinto. Se vai di fretta, fai più fatica a prendere il primo nome e spesso ti accontenti della terza o quarta scelta. E li paghi anche di più a luglio rispetto al 31 agosto. Guardate: i migliori acquisti il Napoli li ha fatti il 31 agosto. Anguissa, McTominay… capite cosa intendo? Se non puoi sbagliare acquisti, meglio prendere le prime scelte anche se non fanno tutta la preparazione con la squadra”.
Breaking di mercato: “Napoli in pressing su Sulemana”. Che ne pensi?
“Lo dico chiaramente: o prendi Lookman, oppure io lascerei il Napoli come sta. O prendi uno che ti fa davvero la differenza e allora fai all-in su Lookman, e capisco. Altrimenti preferisco valorizzare sempre di più Vergara. Prendere un calciatore tanto per prenderlo… no. Se devo mettere uno solo per mettere numero, preferisco dare spazio a chi ho già. E poi, diciamolo: ma per quale motivo l’Atalanta dovrebbe darti Lookman in prestito? Ha rifiutato 50 milioni d’estate, è un’operazione ai limiti dell’impossibile. Se vuoi un “colpo”, devi andare su un esubero di una grandissima squadra, magari con un ingaggio alto e te lo fanno partire in prestito: quello sì, può succedere. Ma prendere uno tanto per prenderlo, io dico: allora resta così”.
Sabato c’è Napoli-Fiorentina: che gara ti aspetti?
“Complicatissima, una partita terribile. In due giorni non recuperi. Mi auguro che Conte inserisca tre o quattro giocatori freschi: Giovane è fresco, Beukema pure… quelli sono. Io non so come facciano: calciatori che giocano 18 partite ogni tre giorni senza saltare un minuto, non l’ho mai visto. Di Lorenzo, McTominay, Lobotka, Hojlund… e Lobotka mica sta fermo: pressa, corre, gioca. Guardate, ieri Oliveira – che ha giocato un po’ meno rispetto ad altri – è stato tra i migliori: era più fresco, lo vedevi. Assist, recuperi, tonicità. Contro la Fiorentina serviranno lucidità e freschezza mentale, perché loro si chiuderanno e faranno la partita della vita. E quando trovi squadre che mettono il pullman davanti alla porta, senza lucidità fai fatica”.
Con una partita a settimana può cambiare tutto?
“Si apre un altro mondo. Conte potrà finalmente lavorare settimanalmente e portare avanti il discorso iniziato: una squadra che prova a essere dominante. Secondo me vedremo un finale di stagione forte. E sarà anche propedeutico alla prossima: l’anno prossimo non servono nove acquisti, ma due o tre titolari veri, quelli che ti fanno fare il salto. Poi la rosa va anche svecchiata. E sul bilancio bisognerà stare attenti: questa Champions è durata poco e i proventi sono stati persi. La Supercoppa ha aiutato, ma attenzione: non penso a spese folli. L’importante è non perdere soldi su certe operazioni e magari fare anche piccole plusvalenze”
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