Psg-Bayern show, De Luca: "Calcio è business ed è giusto che faccia divertire"
Diego De Luca, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Hai visto la semifinale tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco? Cosa ti è rimasto della gara?
"L'ho vista. Sono un po' controcorrente, forse perché sono cresciuto con il calcio anni ’80 e ’90. Se devo scegliere, però, scelgo lo spettacolo di ieri: il calcio è diventato un business, deve divertire chi va allo stadio o guarda da casa. Se pago un abbonamento voglio un prodotto godibile, e la partita di ieri lo è stata. È anche vero che c’è un disequilibrio: rispetto al passato manca una fase difensiva più attenta. Tra fase difensiva e catenaccio c’è un mondo. Bisogna essere più attenti in non possesso senza abbassare troppo il baricentro. Questo è il punto di equilibrio che dobbiamo cercare in Italia. Potremmo essere precursori, perché abbiamo questa cultura difensiva: dobbiamo implementarla senza tornare al catenaccio. Compattare le linee e trovare un equilibrio. Non sta a me trovare la soluzione, ma l’Italia può adeguarsi a un gioco più offensivo mantenendo una fase difensiva più degna."
In Europa però ci sono squadre come l’Atletico Madrid che riescono a coniugare fase difensiva e intensità. Le italiane possono competere senza subire troppi gol?
"C’è stato un periodo in cui il 3-5-2 ha dato frutti anche in Europa, ma oggi si è andati oltre. È come se in Italia avessimo inventato le enciclopedie, mentre in Europa sono passati agli e-book. Dobbiamo evolverci. La difesa a tre oggi spesso penalizza la produzione offensiva, perché gli esterni si abbassano e manca chi salta l’uomo. Se riusciamo a evolvere il 3-5-2 bene, altrimenti va abbandonato. In Europa stiamo riscontrando difficoltà. L’Atletico Madrid, per esempio, con Simeone è riuscito a creare un’identità forte coniugando fase difensiva e non possesso."
I dati della partita mostrano grande qualità offensiva. Quanto incide il livello dei singoli?
"La qualità dei singoli incide tantissimo. Se hai giocatori di alto livello, quando calciano fanno la differenza anche da posizioni difficili. L’esempio lampante è De Bruyne: è uno dei giocatori più intelligenti dal punto di vista tecnico-tattico. Però, se la squadra non gira, nemmeno lui riesce a fare la differenza da solo. L’unico che riusciva a far vincere le partite da solo era Maradona. De Bruyne invece alza il livello del gioco, aumenta intensità e qualità, ma ha bisogno del contesto."
Guardando al campionato, ti aspetti cambi dal Napoli contro il Como?
"Mi aspetto la stessa formazione, perché ha fatto rendere meglio gli interpreti. Poi a Napoli siamo autolesionisti: se vincono le altre sono corazzate, se vinciamo noi si dice che l’avversario è scarso. Conte potrebbe cambiare qualcosa in base alla condizione fisica, ma credo partirà con la stessa squadra. Mi aspetto però una gestione più flessibile durante la gara. Il Napoli deve affrontare il Como con equilibrio: attenzione alla fase di non possesso, ma cercando di produrre gioco. L’obiettivo è chiudere il campionato in modo sereno e raggiungere la qualificazione in Champions League, che è fondamentale per il futuro del club."
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