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Sarri-Napoli, Bucchioni: "C'è un grande rischio legato ai ritorni"

Sarri-Napoli, Bucchioni: "C'è un grande rischio legato ai ritorni"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Enzo Bucchioni, giornalista, editorialista di Tmw, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Sarà un miracolo trattenere Antonio Conte per la prossima stagione?

"No, un miracolo no, perché sono cose ponderate, cose molto umane da decidere. Non è miracoloso se Conte dovesse rimanere. Bisogna capire quali saranno i programmi che arriveranno, le intenzioni di De Laurentiis, tanto come ragiona Conte lo conosciamo, sappiamo benissimo che lui si pone sempre obiettivi molto alti, la famosa asticella la alza, vuole vincere, soprattutto vuole vincere, vuole una squadra che sia in grado di competere. Anche quest’anno, in una stagione non straordinaria, comunque porterà a casa una Supercoppa e molto probabilmente un secondo posto, quindi da lì devi ripartire. Cosa vogliamo fare di meglio? Abbiamo le possibilità? A queste domande dovrà rispondere De Laurentiis, ben sapendo che questa è una squadra un po’ ritoccata, perché l’età media è abbastanza alta, soprattutto in alcuni elementi sopra i trent’anni. Ci vuole un’iniezione di fame, chiamiamola così, perché molti di questi giocatori hanno già vinto due scudetti. Quindi una rivitalizzazione e un ringiovanimento della rosa si dovrà necessariamente fare. In queste condizioni è chiaro che per Conte sarebbero stimoli importanti e rimarrebbe: c’è un anno di contratto. Però facciamo questo colloquio, perché possiamo fare tutte le ipotesi possibili. Poi c’è anche il tema nazionale, che ora abbiamo accantonato: ci sono le elezioni, non sappiamo ancora i candidati. Se Malagò si candiderà davvero, allora penso a Conte in automatico, altrimenti le soluzioni possono essere anche altre."

Allegri o Conte in Nazionale?

"Sì, i nomi sono questi due. Vediamo chi sarà il presidente della Federcalcio e come andrà a finire. Anch’io non esco da queste due soluzioni. Conte ha detto che se fosse il nuovo presidente della Federcalcio uno come lui lo chiamerebbe o quantomeno lo consulterebbe, e questo succederà. Conte è uno che, a differenza di Allegri, dal punto di vista motivazionale è superiore. In Nazionale serve quello, perché non hai il tempo per allenarti, devi entrare subito nella testa dei giocatori e consolidare l’aspetto emotivo. Nel gioco poi serve personalità, ma non è quello il punto centrale. Si è visto cosa succede agli allenatori ‘giochisti’ in Nazionale, le difficoltà sono enormi. Sono due allenatori adatti al ruolo, hanno vinto, hanno carisma e personalità. Allegri però mi sembra meno propenso ad accettare questo incarico, mentre Conte si è detto disponibile."

Nel caso in cui Conte dovesse rimanere a Napoli, al di là del ringiovanimento della rosa che sembra necessario, cosa dovrebbe migliorare rispetto a questa stagione?

"Sicuramente bisogna analizzare fino in fondo la questione degli infortuni. Io non sono medico né preparatore atletico, ma da osservatore esterno è evidente che qualcosa non ha funzionato. 40 infortuni sono un’anomalia assoluta. Devono capire cosa è successo e chi ha responsabilità. Se c’è un responsabile va individuato. È la prima domanda che farei al presidente De Laurentiis. Voglio sapere perché questa stagione è stata compromessa da questi infortuni."

Spesso Conte, parlando dei giocatori infortunati, ha rimandato allo staff medico. Può esserci uno scontro interno?

"Sì, questo è evidente. Però Conte non sfugge alle sue responsabilità. Sa benissimo di essere lui il responsabile finale. Se alcune cose non funzionano, bisogna confrontarsi con la società e risolverle. Non è facile cambiare certe situazioni o prendere decisioni su alcune figure. Anche in altri contesti si sono viste dinamiche simili. Se ci sono responsabilità vanno accertate, perché 40 infortuni in una stagione non sono normali."

Manna può davvero andare alla Roma?

"È un grande tema. Nel calcio queste cose sono successe spesso. De Laurentiis sa gestire queste situazioni, anche se è un personaggio particolare. Manna è un dirigente di grande talento, giovane, ha fatto operazioni importanti. È normale che altre società si interessino a lui. Se una persona vuole andare via e non c’è sintonia, tenerlo diventa controproducente. Poi nel calcio, con i contratti, tutto può succedere, ma dipende dalle clausole. De Laurentiis ha sempre gestito queste situazioni in modo molto particolare."

Perché tutti siamo ancora innamorati del ‘Sarri-ball’ e il nome di Sarri scalda ancora per Napoli?

"Perché quella squadra è rimasta negli occhi. Ma è anche pericoloso. Sarri è un innovatore, ha portato un calcio straordinario, quasi perfetto, ma non puoi pensare di rivedere esattamente quello. Nel calcio i giocatori cambiano, gli allenatori cambiano approccio. Lui stesso al Chelsea, alla Juventus e alla Lazio ha fatto cose diverse. Il rischio dei grandi ritorni è proprio questo: creare aspettative legate al passato. Io Sarri lo prenderei ovunque, ma un ritorno a Napoli potrebbe creare aspettative sbagliate e poi delusioni."