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Scudetto? Forgione: "Porta ancora aperta, da Milano pensano che spallata possa arrivare dal Napoli"

Scudetto? Forgione: "Porta ancora aperta, da Milano pensano che spallata possa arrivare dal Napoli"
Oggi alle 17:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
“Scudetto ancora aperto”, dubbi Inter e crisi del calcio italiano tra ritmo lento e strutture carenti

Il nostro opinionista Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Il campionato è davvero riaperto oppure no?

"C’è una sorta di dicotomia: da una parte chi crede nella rincorsa, dall’altra chi pensa sia chiuso. Io vedo una porta ancora aperta, non blindata. Dietro c’è l’Inter che prova a resistere e davanti Napoli e Milan che devono dare la spallata. In questo momento l’Inter non sembra avere tutta questa forza per resistere e la sensazione è che la spallata possa arrivare più dal Napoli che dal Milan."

La sosta può aiutare l’Inter o le rivali?

"La sosta fa bene più all’Inter. È un momento in cui deve riordinare le idee. Se nelle prossime due partite non fa sei punti e perde ancora terreno, rischia di entrare in difficoltà psicologica. Milan e Napoli invece non possono più permettersi passi falsi."

Il Napoli può permettersi ancora qualche errore?

"No, ma non si può neanche pretendere che vinca tutte le partite. Pareggi e sconfitte del passato pesano e sono lì che fanno la differenza. Oggi un pareggio può anche starci, ma il problema è quello che è stato lasciato per strada prima."

Come interpreti le parole del CT del Belgio su De Bruyne?

"Lui guarda agli interessi della nazionale. Sa che De Bruyne ha una certa età e vuole averlo al massimo per il Mondiale. Dal punto di vista del Napoli può sembrare sgarbato, ma è comprensibile. Ognuno guarda ai propri obiettivi."

Questa sosta può aiutare alcuni giocatori del Napoli?

"Sì, paradossalmente qualcuno ha bisogno di giocare per ritrovare la condizione. Però i commissari tecnici non fanno calcoli sul minutaggio: se un giocatore è disponibile, lo utilizzano. Il rischio infortuni resta sempre."

Che aspettative hai sull’Italia nei play-off?

"Non ho grandi aspettative. È giusto che l’Italia vada ai Mondiali per il movimento, ma è una nazionale modesta rispetto al passato. Non mi aspetto grandi risultati, già la qualificazione sarebbe importante."

I problemi del calcio italiano sono più tecnici o strutturali?

"Ci sono problemi strutturali importanti. Mancano impianti e investimenti nei settori giovanili. Non è vero che altrove i ragazzi giocano per strada: semplicemente hanno strutture migliori. In Italia molti talenti si perdono."

Il livello del gioco incide sulle difficoltà internazionali?

"Sì, il calcio italiano è troppo lento. Troppe interruzioni, poco ritmo, poca verticalità. Anche i dati lo dimostrano. Serve cambiare mentalità e velocizzare il gioco."

Anche il sistema arbitrale è da rivedere?

"Sì, ci sono dinamiche che rallentano troppo il gioco, come alcune gestioni del VAR. Serve una revisione complessiva del sistema, non solo tecnica ma anche organizzativa."

Serve una riforma generale del calcio italiano?

"Assolutamente sì. Il calcio è un’economia e in questo momento siamo indietro. Bisogna ripartire da zero, cambiare visione e struttura, altrimenti sarà sempre peggio."