Non solo il gol, ecco il Fabian 2.0: come Gattuso sta cambiando il pupillo di Ancelotti

E adesso non può che guardare con grande ottimismo al futuro: così Rino sta cambiando il giocatore più talentuoso a sua disposizione.
13.02.2020 16:45 di Pierpaolo Matrone Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Non solo il gol, ecco il Fabian 2.0: come Gattuso sta cambiando il pupillo di Ancelotti

Testa alta, come sempre deve fare uno col suo talento. Uno-due con Di Lorenzo, combinazione geometrica perfetta di un triangolo verticale. Sguardo alla porta, finta a mandare al bar Brozovic per eludere il suo muro e sinistro a giro all'angolino che Padelli può soltanto accompagnare con lo sguardo in fondo al sacco. C'è poco da dire: il gol di Fabian Ruiz è la Grande Bellezza di Inter-Napoli. Ma tutta la prestazione del centrocampista spagnolo è da considerare tale. Perché San Siro non s'è illuminato soltanto al 57' con quella perla. Fabian gli ha dato luce dall'inizio alla fine. Era ora.

MARATONETA - Umiltà è la parola chiave che Rino Gattuso sta trasmettendo alla sua squadra. Ottimismo è l'unica che viene andando a cogliere i particolari della prova di Fabian. Prima e dopo la rete decisiva, il numero 8 ha dato dimostrazione di essersi finalmente calato nella nuova realtà gattusiana. Pupillo di Ancelotti, ci ha messo un po' perché lui è - per riprendere una frase cult di Gattuso - più Brad Pitt che Calimero, tanto bello da far fatica a sporcarsi la faccia. Ma adesso ha capito di doversela imbrattare per forza se vuole continuare ad essere determinante. Lo dimostrano i chilometri percorsi, ben 12.457, secondo solo a Demme e Brozovic, meglio di Barella, Di Lorenzo, Elmas e tutti gli altri. Ciò che sorprende di Fabian è lo spirito di sacrificio messo al primo posto, come mai aveva fatto prima di questa serata milanese. Correre, correre e correre ancora: in linea con il diktar di Ringhio.

CHIRURGO - Da marzo scorso in avanti Fabian ha vissuto alti e bassi con Ancelotti, perlopiù down con Gattuso. Aveva lasciato a bocca aperta, ma in senso negativo perché nessuno ci era abituato, quando contro Inter (in campionato), Lazio e Fiorentina aveva sbagliato la maggior parte dei suoi passaggi. Un aspetto in controtendenza con la sua tecnica. E dopo l'assenza con Sampdoria e Lecce qualcuno aveva pensato (e magari pensa ancora) che potesse pian piano perdere il posto. Invece no, nella partita fin qui più importante della sua esperienza in azzurro, Gattuso non ha avuto dubbi a mandarlo in campo e l'ha di fatto ritrovato. Con la corsa e con la precisione. Perché malgrado abbia fatto il maratoneta, è stato anche il chirurgo che abbiamo scoperto l'anno scorso: due tiri, uno in porta e un gol; 46 passaggi riusciti su 48 tentati, con un rapporto pari al 96%; 55 palloni giocati, 5 recuperi palla, primo ad uscire per l'abbozzato pressing. Ha corso e non ha perso lucidità, Fabian. E adesso non può che guardare con grande ottimismo al futuro: così Rino sta cambiando il giocatore più talentuoso a sua disposizione.