Acerbi, l’uomo che si scusava senza aver commesso il fatto

Francesco Acerbi ha solamente detto sottovoce, bisbigliato dal centro dello stomaco fino all’orecchio di Juan Jesus, quelle parole orribili
26.03.2024 17:30 di Arturo Minervini Twitter:    vedi letture
Acerbi, l’uomo che si scusava senza aver commesso il fatto

Sussurrare: parlare in tono sommesso o sottovoce, bisbigliare. Il dizionario è spesso una fonte di verità troppe volte dimenticata. Francesco Acerbi ha solamente detto sottovoce, bisbigliato dal centro dello stomaco fino all’orecchio di Juan Jesus, quelle parole orribili che il difensore del Napoli aveva avuto il coraggio di denunciare. 

Dinamiche abbastanza chiare, così come la motivazione del Giudice Sportivo, che si inchina dinanzi all’omertà, che ancora una volta vince in Italia. Recita il comunicato: “risulta essere stato percepito dal solo calciatore “offeso” (Juan Jesus), senza dunque il supporto di alcun riscontro probatorio esterno, che sia audio, video e finanche testimoniale”. 

Nessun testimone, nessuno ha sentito, ho forse chi ha sentito non ha voluto parlare. Però Acerbi si era scusato, chissà per cosa. Resta tutto nelle coscienze, di Acerbi e di Juan Jesus, una pena forse ancor più pesante di una squalifica da scontare per il difensore dell’Inter. Salva la facciata, di un palazzo sempre più in rovina, salva pure la nazionale, che magari ad Acerbi proprio non voleva e poteva rinunciare in vista dell’Europeo.

E vissero tutti felici e scontenti. Col livore, con quelle parole che in pubblico ci si vergogna a pronunciare, poi tra quattro mura, invece, tiri fuori tutto l’odio e l’intolleranza. Questa sentenza è un chiaro invito a proseguire, a tenere certi comportamenti, a minimizzare certe frasi. L’importante è non farsi beccare dalle telecamere e non lasciare testimoni. Sussurrare, in Italia, si può...

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