Ci sta uno sceicco milionario, le voci di cessione e il silenzio misterioso di ADL

14.10.2014 17:00 di Arturo Minervini Twitter:    vedi letture
Ci sta uno sceicco milionario, le voci di cessione e il silenzio misterioso di ADL
TuttoNapoli.net
© foto di Image Sport

Sembra l’inizio della più classica barzelletta che ti raccontano al bar: “Ci sta uno sceicco, un romano mezzo napoletano ed un giro di soldi imponente”. In realtà è una storia che sta assumendo i contorni di quelle leggende urbane, nelle quali è difficile delineare i contorni tra fantasia e realtà. La voce, insistente nelle ultime settimane, viene alimenta giorno dopo giorno al punto da farti credere che ci sia qualcosa di concreto. Le notizie di un Aurelio De Laurentiis disponibile all’eventuale ingresso in società di soci pronti ad investire non è certo una novità, ipotesi che era stata prontamente smentita dalla società attraverso un comunicato ufficiale diffuso dal proprio sito (clicca qui per il comunicato). Smentita che non ha certo arrestato un flusso di notizie ed indiscrezioni in tal senso, fino ad arrivare a quanto accaduto nelle ultime ore.

“Il Napoli verrà ceduto ad Hamad bin Khalifa bin Ahmad Al Thani dopo la Supercoppa”. Questa la voce clamorosa arrivata dal Qatar e riportata da alcuni organi di stampa italiani, con tanto di dettagli e nome dell’acquirente. Probabilmente, come consuetudine delle leggende urbane, in questo caso lo spazio da dedicare alla fantasia ha superato quello riservato alla realtà. In ogni caso il tempo sarà foriero di verità. Detto questo c’è lo spazio per qualche riflessione. Il classico “però”, che tiene aperta una questione e impedisce di scrivere la parola fine ad un capitolo. Diverse le domande da porsi, molteplici le motivazioni che potrebbero tenere in vita il sospetto che possa esserci qualche fondamento in questa storia.

L’ultima intervista concessa da ADL risale al 3 settembre scorso. Da allora un silenzio assordante soprattutto per chi, negli anni, aveva abituato sempre a parlare e far parlare anche durante i suoi viaggi negli Stati Uniti legati agli impegni cinematografici. Ed invece nulla. Nemmeno quando qualcuno ha iniziato ad insinuare che – per un guerriero come lui un onta difficile da sopportare – avesse intenzione di tirarsi fuori dalla battaglia e cedere il giocattolo che con tanta fatica aveva costruito. Una fredda smentita attraverso il sito ufficiale non appartiene al De Laurentiis style. Chiaro, questo non prova nulla. Ma è un fatto su cui soffermarsi. Il primo tassello di un puzzle che inizia anche a diventare interessante.

Secondo tassello: la Supercoppa da disputare in Qatar il 22 dicembre. I complottasti potrebbero già considerarlo un segnale importante. In realtà la scelta nasce in primis per motivi economici e da valutazioni fatte non di certo esclusivamente dal Napoli. Ma la scelta della Lega, e la richiesta da parte del Qatar di ospitare l’evento, confermano l’attenzione che gli sceicchi nutrono nei confronto del nostro calcio. Un’attenzione destinata a crescere in maniera esponenziale nei prossimi mesi. Il motivo? Il Mondiale da disputarsi in terra qatariota nel 2022. Il terzo tassello del fantasioso puzzle…

Di cosa ha bisogno una nazione in crescita esponenziale quando ha la possibilità di ospitare un evento globale come un Mondiale di calcio? Chiaramente di pubblicità. E la cifra richiesta per acquisire in ogni modo la pubblicità, ma questo è piuttosto chiaro, non rappresentano certo un problema. Anzi. Evidente quindi che – nonostante una tassazione che per essere eufemistici non favorisce gli investitori – anche il campionato italiano può diventare appetibile in un contesto del genere. Figuriamoci il Napoli con il suo bacino di utenza ed un patrimonio tecnico che potrebbe permettere con gli investimenti giusti di raggiungere risultati in tempi brevi. Un hotel a quattro stelle che potrebbe ambire presto a diventare un cinque stelle extralusso, per dirlo in parole comprensibili.  In un contesto simile, pensare ad uno sceicco del Qatar interessato a colonizzare anche una società del nostro campionato non è certo folle. Tutt’altro, appare conseguenza inevitabile seguendo l’evolversi della mappa geo-politica nei club calcistici in Europa negli ultimi anni.

Il puzzle della nostra leggenda urbana è completo. Difficile capire al momento quante siano le possibilità che diventi realizzabile. Ancora più arduo penetrare nelle idee di Aurelio De Laurentiis e stabilire se da parte del patron possa esserci un'eventuale apertura alla cessione. La certezza è una sola al momento: fino a che perdurerà il suo silenzio, il volume di queste voci incontrollate è destinato ad alzarsi sempre di più.