E se l’erede di Callejon fosse arrivato sette anni fa?

Esiste qualcosa di diverso e quella sarebbe una scelta. Uno come Callejon, però non lo trovi
21.05.2020 16:57 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
E se l’erede di Callejon fosse arrivato sette anni fa?

(di Arturo Minervini) - Chissà che non ci sia ancora margine. Chissà che Callejon non possa vestire panni che non ha mai dismesso, insistere con la filosofia che da sempre lo ha distinto dagli altri dal suo avvento napoletano: l’eterno ritorno. Personaggio instancabile, mosso dal fuoco primitivo, uno Zarathustra rubato dalla penna di  Nietzsche nel suo peregrinare infaticabile.

Josè, l’instancabile. Stakanovista del pensiero, lubrificante di equilibri generali che hanno sempre retto il proprio fondamento sulla sua capacità di armonizzatore. Essenziale senza doverlo raccontare, titolare senza non essere mai in discussione perché così hanno sempre voluto tutti gli allenatori che hanno avuto la fortuna di allenarlo. Ora, mentre risuona una musica malinconica da ‘ultimo ballo’, una domanda nasce spontanea. O meglio, una piccola speranza:  E se rinnovasse anche Callejon?

Dopo l’arroventata questione Mertens, infiammata più da certi giornali che da una volontà concreta di andar via del belga, il Napoli valuterà anche la posizione dello spagnolo. Classe ’87, come Dries, capace di garantire ancora qualche anno di grande calcio, come Dries. Va bene pensare a rinnovarsi, ma è lecito anche interrogarsi sull’opportunità di perdere un calciatore che probabilmente non ha eguali. 

Esiste qualcosa di diverso e quella sarebbe una scelta. Uno come Callejon, però non lo trovi. Non a certe cifre, non in un mercato sconquassato dagli effetti del Coronavirus destinato ad influenzare in maniera decisa le mosse e le strategie dei club. E allora, il piccolo dubbio. Ad oggi una percentuale ancora bassa, ma non azzerata. Un tarlo nel cervello che va e che ogni tanto ritorna, proprio come Josè sulla fascia. Se l’erede di Callejon fosse Callejon stesso? Un pochino come la storia dell’attesa e del piacere. Un eterno ritorno, posticipando magari un addio che sarebbe doloroso. Sul piano tecnico e umano.

Insomma, prolungare questo contratto in scadenza al 30 giugno sarebbe davvero una cattiva idea? Rubando le parole dello stesso Zarathustra: “C'è sempre un pò di follia nell'amore. Ma c'è sempre un pò di ragione nella follia”. Follia, ragione e amore: tutte nella giusta misura contenute in quell’incredibile, instancabile, commovente iberico con la numero 7.