Guido Clemente di San Luca a TN: "Tutti a celebrare Ibrahimovic, nessuno a deprecare l'orribile gomitata a Koulibaly"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha analizzato per Tuttonapoli la gara Napoli-Milan 

24.11.2020 11:20 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    vedi letture
Guido Clemente di San Luca a TN: "Tutti a celebrare Ibrahimovic, nessuno a deprecare l'orribile gomitata a Koulibaly"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha analizzato per Tuttonapoli la gara Napoli-Milan 

Quanti commenti. Molti insopportabili. Come di consueto. Chiariamo subito una cosa: non basta essere sublimi in qualche giocata per avere il salvacondotto. Tutti a celebrare Ibra, per la sorprendente longevità e la strabordante personalità. Nessuno, dico nessuno, a deprecare il suo rendersi (non di rado) protagonista di un gioco violento. La gomitata a KK è un gesto obiettivamente orribile. E invece schiere di commentatori pronubi, al solito, minimizzano. E quel che è ancor più grave non censurano − senza se e senza ma, come sarebbe doveroso − l’omissivo operato del VAR.

Per non parlare di Valeri, che non si smentisce. Perdona all’inizio Saelemaekers per un fallo d’ammonizione su Politano, limitandosi ad un bonario avvertimento, e subito dopo s’inventa, invece, un fallo inesistente di Bakayoko sullo stesso milanista, per il quale addirittura lo ammonisce. Il francese prende nettamente prima la palla (che è in suo possesso) e poi tocca la caviglia del belga, il quale, peraltro, è lui a sopravvenire, nel tentativo non riuscito di anticipare l’avversario (semmai, dunque, la pericolosità dell’intervento è tutta di Saelemaekers). In questo modo la partita è bella che indirizzata sul piano disciplinare.

Ciò nonostante, il Napoli, a prescindere dai suoi errori (su cui torniamo), aveva preso a comandarla. E allora, nel momento in cui − lo si percepiva chiaramente − stava costringendo il Milan nella sua metà campo, l’ineffabile Valeri non sanziona il colpo vile di Ibra. Pur volendo concedere che possa effettivamente non aver visto, è inspiegabile come Irrati al VAR (quello che si dice essere, per quel ruolo, il migliore, il preferito di Rizzoli e dei colleghi) non lo richiami per il rosso INDISCUTIBILE (e chi sostiene il contrario è testimonianza vivente in favore della tesi secondo cui la libertà di pensiero non può essere assoluta): come ha osservato Pistocchi, «Rizzoli spiegava che in questi casi va guardata la mano: se chiusa, vuol dire caricare la gomitata. Lui l’aveva chiusa». Così come è incomprensibile il mancato richiamo sul netto fallo da rigore di Donnarumma su KK.

E veniamo a noi. Perché non facciamo sconti. Caro Ringhio, stavolta c’hai messo del tuo. Diversamente dai luoghi comuni su di te, ho scritto che non eri un difensivista, né un integralista. Che avevi più consapevolezza tattica di quanta te ne si accreditasse. Stavolta mi hai smentito. Ero certo che, pur confermando il modulo, avresti proposto gli uomini che potessero consentirti di volta in volta una virtuosa adattabilità alla partita. Utilizzando Elmas o Zielinsky nei tre a sostegno di Ciro. Portando in panchina, oltre a Petagna, uno fra Politano e Lozano, così da disporre di due eventuali mosse per cambiare in corso. Hai scelto la soluzione più azzardata, rinunciando alla intelligenza dell’avversario che ti è propria. E non mi è piaciuto che abbia poi difeso questa scelta. Perché con la onestà intellettuale che ti si riconosce, avresti potuto dire che forse, accanto all’errore (che hai ammesso) di non sostituire Baka per tempo, avevi commesso pure questo.

Dovrebbe esserti ben noto, infatti, il limite di garra e personalità dei ragazzi, che inutilmente attribuisci alla tua responsabilità. Tenendone conto, con Elmas o Zielinsky (e pure con Demme) avresti potuto ovviare alla difficoltà di impostazione da dietro (che pure hai dichiarato di aver previsto: perché loro «andavano a prendere Kouly per non farci giocare»). Tre centrocampisti ti avrebbero fatto avere il sopravvento, sia nella costruzione del gioco, sia nella distruzione di quello avversario, sia in fase di non possesso. Insomma, i ragazzi avranno anche avuto un approccio sbagliato, cominciando a giocare solo dopo aver subito gol; è vero, bisogna «arrivare alle partite con l’occhio diverso»; e la squadra deve sempre avere «il coltello tra i denti». Però ci sta pure che per giocare il 4-2-3-1 con 4 attaccanti puri, devi avere disponibili quelli giusti (capaci, cioè, di accorciare sempre coi tempi adeguati), e in piena forma, non spompati dalle nazionali. Altrimenti tocca a te capire come rimediare: con un po’ di duttilità, alla bisogna il modulo si può trasformare in 4-3-3.

Comunque, benché avremmo potuto certamente fare meglio, resta il fatto che non so come sarebbe finita senza errori arbitrali. Perché in fondo, anche al netto dei nostri sbagli, abbiamo dominato il gioco, persino in 10 contro 11. A Benevento e Bologna siamo riusciti a vincere nonostante gli arbitri. Ieri no. E allora mi ripeto, come un disco incantato: gli arbitri devono vigilare sul rispetto delle regole, e garantire la loro corretta applicazione! Se non lo fanno, la competizione è falsata!

Ora testa a giovedì sera. Tutto è ancora in gioco. Manteniamo intatta la fiducia. Anche perché, in oggi, senza questa è ancor più difficile campare. Come si dice? 'C’è rimast’ sul’ o’ Napule!'. Amati nostri ragazzi pensateci, e date l’anima per il popolo azzurro che vi ama!