Altro che reazione, prova piatta e i big sono ancora i peggiori in campo

Il Napoli non è andato oltre lo 0-0 con il Genoa, ma a differenza degli altri passaggi a vuoto ha creato anche poco.
10.11.2019 09:08 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Antonio Gaito
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Altro che reazione, prova piatta e i big sono ancora i peggiori in campo

Doveva essere la gara della svolta, della reazione dei senatori a quanto accaduto in settimana, ma in realtà al San Paolo è arrivata l'ennesima delusione, la conferma di un gruppo senza stimoli e di una crisi che sembra a tutti gli effetti irreversibile. Il Napoli non è andato oltre lo 0-0 con il Genoa, ma a differenza degli altri passaggi a vuoto ha creato anche poco. L'occasione più pericolosa è arrivata con un colpo di testa del '99 Elmas, entrato per l'ultima mezz'ora, soffrendo per il resto le lunghe fasi di possesso palla del Genoa di Thiago Motta. A deludere sono stati nuovamente i big: mai realmente in partita i vari Callejon, Mertens e Insigne, con quest'ultimo che ha rimediato anche i fischi sia al momento della lettura delle formazioni che del cambio, mentre s'è fatta sentire l'assenza per Milik - comunicata nel pre-partita - col polacco che nelle difficoltà offensive è autore di 5 dei 6 gol azzurri nelle ultime 6 di campionato.

Altro che reazione. A quanto accaduto in settimana, gli azzurri hanno aggiunto una gara piatta, vuota, che ha portato lo stadio ai fischi assordanti al termine della gara e consegnato alla città uno scenario complesso anche per il quarto posto Champions, con tre squadre davanti e la classifica che oggi rischia di complicarsi ulteriormente. La gara non ha avuto risvolti sulla guida tecnica, con ADL che come da programma tornerà negli Stati Uniti per impegni cinematografici, ma senza una ripresa nelle prossime gare anche la figura di Carlo Ancelotti verrà inevitabilmente messa in discussione. Potrebbe essere l'ultimo tentativo del club per dare la scossa ad un gruppo senza stimoli, chiaramente che ha chiuso un ciclo, e che tra gennaio e giugno non potrà che essere smembrato e rivoluzionato proprio negli uomini chiave per ritrovare quella fame, quell'entusiasmo e voglia di trascinare il pubblico che ha caratterizzato il Napoli sin dal ritorno in serie A.