Conte in conferenza: "Situazione grave, posso solo ringraziare i ragazzi. Dobbiamo restare uniti. Sul rigore..."
Al termine della sfida contro la Juventus, il tecnico del Napoli Antonio Conte interverrà nella sala conferenze dall'Allianz Stadium di Torino per rispondere alle domande della stampa. Su Tuttonapoli.net, come di consueto, la diretta testuale della conferenza stampa.
20.44 - Inizia la conferenza stampa.
Cosa ha detto alla squadra? Ha parlato con l'arbitro per il rigore?
Quello che ho detto e che era giusto che dicessi è che si continua, si continua a lottare tutti insieme. Si continua a dare il massimo così come abbiamo fatto oggi, perché comunque fino all’1-0 la partita era stata in equilibrio. Mon c'era stata una squadra che aveva dominato l'altra. Eì chiaro che poi sul secondo sul secondo gol è stata un po' a livello psicologico una mazzata no? Una mazzata che poi c'è un po' fatto perdere le distanze, l'equilibrio, anche le sostituzioni. Provare lo stesso a dare dieci minuti a Romelu per vedere di farlo ritornare un po', per assaggiare un po' anche il clima del campo. perché ripeto stiamo parlando di un calciatore che non è pronto e che ci vorrà del tempo per rivedere il Lukaku. Anche l'entrata di Giovane per me è stata comunque una novità assoluta. E’ una novità assoluta nella mia carriera di aver fatto entrare un calciatore senza mai averlo visto neanche un secondo in allenamento. Questo testimonia un po' il momento un po' particolare che stiamo attraversando, ma lo stiamo attraversando a testa altissima. Questo deve essere molto molto chiaro. perché i ragazzi quello che hanno fatto appena adesso è qualcosa di straordinario secondo me. Sono stati bravi a coprire tante cose, tante disgrazie, che sono calcistiche. Dico a livello di infortuni che sono capitato. Il problema è che noi da inizio anno che stiamo avendo questo. Poi uno dice: ‘Ok passerà più in là e invece noi più andiamo avanti e più la situazione è andata peggiorando, non ultimo adesso l'operazione di Neres alla caviglia. Ieri un piccolo risentimento muscolare al portiere, diciamo che anche chi doveva rientrare ha rallentato i ritmi del rientro perché comunque stanno avendo delle problematiche e diventa difficile. Ve lo dico proprio, diventa proprio difficile. Diventa difficile. Al tempo stesso quello che ho detto ai ragazzi è che non si scende dalla barca. La barca è bella a largo in un mare tempestoso, ma non scende nessuno. Dobbiamo essere bravi tutti quanti a gestire questo momento, che già c'è da un po'. La tempesta non è finita e non finirà in breve tempo, quindi prepariamoci tutti quanti e quello che dobbiamo fare è non perdere fiducia, non perdere autostima, non perdere entusiasmo. Quello che ci ha tanto distinto fino adesso, perché fino adesso sono state fatte cose straordinarie coprendo gravissime situazioni. Ecco questo è per quello che riguarda la situazione. Ho chiesto a Mariani perché non è andato a vederlo ma non mi ha risposto, quindi significa che era era tranquillo. Ecco poi come quarto uomo c'avevo l'arbitro che aveva preso due decisioni giuste e chiamato al VAR le ha cambiate prendendo le sbagliate. Quindi ho detto: ‘Oggi è meglio che mi sto zitto, perché poi finisci sempre dentro il tritacarne e alla fine chi ne paga le conseguenze è l'allenatore’. Quindi da questo punto di vista è meglio stare tranquillo, perché ci sono situazioni che sono intoccabili. Quindi è meglio non toccarle”.
Come si prepara la partita contro il Chelsea?
“Come si prepara? Facendo riposare i ragazzi, facendoli recuperare preparando un po' la partita al video e al tempo stesso bisogna toccare anche dei tasti anche psicologici. Perché non dimentichiamo che comunque prima di oggi l'ultima partita l'avevamo persa contro l'Udinese, quindi poi avevamo fatto un filotto. Avevamo vinto la Supercoppa anche lì in emergenza, ma non come adesso, ancora che è peggiorata. E bisogna anche toccare dei tasti a livello psicologico, perché come dico non bisogna perdere entusiasmo in questi momenti, bisogna restare uniti. L'ambiente deve dare un supporto a questi ragazzi importante, perché se no sarebbe troppo facile fare il tifoso quando le cose vanno bene. Quando si sollevano le coppe, siamo tutti bravi. Oggi è un momento di difficoltà che lo sanno tutti e io mi aspetto che i nostri tifosi siano vicini nel bene e nel male alla squadra, ancora di più e che dimostrano veramente di essere tifosi del Napoli a trecentosessanta gradi. Perché ne abbiamo bisogno in un momento veramente di grande difficoltà, sapendo che mancano sedici partite alla fine del campionato. C'è la partita di Champions, ci sarà la Coppa Italia e quindi non è che finisce domani. Il problema è che l'emergenza non finisce domani. La grave emergenza c'è e ci sarà per un lungo periodo. Quindi dovremmo essere bravi tutti quanti. Uniti, compatti ad essere un corpo unico. Abbiamo bisogno di energia, energia positiva che ci venga smessa anche e soprattutto all'esterno. Non tanto a me, più ai ragazzi perché i ragazzi poi vanno in campo”.
Quali sono i vostri obiettivi?
"Quando ci sono queste tempeste devi navigare a vista, perché non puoi, le onde sono talmente alte che non riesci a vedere oltre che cosa che cosa c'è. Se trovi onde ancora più alte o magari trovi altre onde che tendono poi ad abbassarsi e noi non sappiamo, dobbiamo navigare a vista dando tutto e rimanendo compatti, uniti, non perdendo fiducia, non perdendo entusiasmo. Continuando a dare fiducia a chi sta giocando, perché tutti quanti stanno dando il 200%, quindi ragazzi posso solo ringraziare, perché comunque se poi uno va a vedere ogni partita mettono comunque a repentaglio. E’ un discorso fisico, perché giocare ogni tre giorni a questa intensità, a questi ritmi, giocatori anche che poi fanno anche la nazionale non è non è una roba da tutti. Quindi io non posso fare altro che tenermeli cari cari, ringraziarli per quello che dobbiamo fare. Sapendo, ripeto, che dobbiamo lottare tutti insieme. E non so, non sappiamo quanto durerà questa tempesta. In questo momento non sappiamo neanche come fare per ‘aiutarci’, quindi l'unico modo che io conosco è lavorare, lavorare in maniera seria. Credere in quello che facciamo, poi se affrontiamo squadre forti, che sono più forti di noi e lo dimostrano sul campo tanto di cappello. Però noi non dobbiamo mollare di un centimetro, dobbiamo dimostrare ogni partita che quello scudetto è la Supercoppa vinta hanno un valore non solo calcistico, ma anche di spessore umano”.
20.52 - Termina la conferenza stampa.
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