Bellucci: "Infortuni e società hanno condizionato la mia avventura a Napoli, peccato!"

Claudio Bellucci ricorda a Tuttomercatoweb l'esperienza con la maglia del Napoli: "Un errore mandare via Zeman e Schwoch"
18.05.2019 21:45 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Bellucci: "Infortuni e società hanno condizionato la mia avventura a Napoli, peccato!"

Oltre 150 goal tra i professionisti, svariate piazze in Italia trascinate a suon di reti, molti tifosi che ancora lo ricordano con affetto. Questa la carriera di Claudio Bellucci che, a fine mese, compirà 44 anni e già da tempo è passato dall'altra parte della barricata, cioè la panchina. Prima nelle giovanili della Sampdoria, suo grande amore di sempre, per poi misurarsi con il calcio dei grandi ad Arezzo ed infine ad Albissola. Ai microfoni di Tuttomercaotweb Bellucci rievoca alcuni passaggi della sua carriera, compresa l'esperienza napoletana. 

Che ricordi hai di Napoli? E' stata un'avventura chiusa fra tantissime polemiche
"Delle volte mi capita di pensare a quel periodo, purtroppo ho beccato in pieno il passaggio tra Ferlaino e Corbelli. Ero giovane, nel pieno delle mie forze, potevo fare meglio anche se due infortuni mi hanno massacrato. I napoletani hanno lasciato un ricordo eccezionale nel mio cuore, sono felice che quando li incontro mostrano un affetto particolare nei miei confronti. Loro hanno voluto bene a questo ragazzino ed io l'ho voluto a loro".

Il problema quindi era Corbelli
"Successe un macello. Mi avevano detto che personaggio fosse, e i fatti mi hanno dato ragione visto come è andata a finire. Anche se io avessi firmato mi avrebbe venduto in ogni caso, stavamo trattando il rinnovo da un anno ma la mia sorte era segnata. Le sue accuse non erano vere, mi sono svincolato ed ho firmato con un nuovo club solo a fine stagione.

Ragionando a posteriori, fu un errore mandare via Zeman?
"Con il mister mi trovavo benissimo, non ero mai stato così bene a livello fisico. Sapevo che lui poteva darmi uno scatto in più nella carriera, da attaccante sono sempre e comunque a favore di Zeman. Con il senno di poi cacciarlo fu un errore, eravamo poco esperti ed avevamo bisogno dei nostri tempi per assimilare gli schemi e smaltire la fatica. La cessione di Schwoch fu a sua volta uno sbaglio? Sì, anche perché poi Stefan andò in un'altra squadra dove giocò poco, mentre a Napoli già sapevamo cosa poteva dare dopo una stagione strepitosa".

Edmundo era poi così terribile come carattere?
"Con lui avevo un ottimo rapporto, era un giocatore di un altro pianeta, forte come pochi, ma secondo me non era adatto per l'impresa che dovevamo fare noi. il Napoli doveva salvarsi e badare al risultato più che al gioco, se fosse andato in un club come Milan o Roma avrebbe potuto fare la differenza. Quando andò al Carnevale di Rio con l'accordo della società la situazione peggiorò, ed al suo ritorno eravamo ancora più in crisi. Non è una persona cattiva, dava confidenza a poche persone essendo timido e riservato. Andavamo spesso a cena insieme, da fuori non si direbbe ma lui è calmo ed educato. Poi magari i soggetti calmi quando perdono la brocca fanno i danni".