Chiariello: "Madrid non è la partita chiave, lo sarà l’Inter per due motivi"

"Al Maradona voglio vedere 11 belve feroci e lì la camicia bianca e l’orologio di Mazzarri dovranno brillare".
29.11.2023 07:15 di Antonio Noto Twitter:    vedi letture
Chiariello: "Madrid non è la partita chiave, lo sarà l’Inter per due motivi"

A Radio Napoli Centrale, nel corso di 'Un Calcio alla Radio', il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo editoriale: "L’EditoRadio del lunedì serve per spiegare l’Editoriale della domenica, colpa di molte pagine social che nel dedicarmi attenzione – cosa per cui ringrazio – col famoso clickbait mi deturpano le idee, sia forzando i titoli – cosa che genera guai perché la maggior parte delle persone non legge i contenuti – e poi deturpando anche i contenuti non pubblicando l’intero discorso. Ribadisco, dunque, che resto preoccupato, ma un po’ meno. Spiego perché. Il Napoli da trasferta, già con Garcia era da scudetto, tralasciando il gioco, ma per i risultatisti è stato efficacissimo.

Mazzarri ha avuto pochissimi giorni, cosa poteva fare? Cosa poteva fare se ha conosciuto Anguissa giovedì pomeriggio e l’ha messo in campo? Si è visto subito come ha creato un rapporto umano che ha liberato la squadra di una cappa greve: questa squadra non sorrideva più, lui ha cominciato a dare un’anima alla squadra. Nel primo tempo si è visto un bel Napoli, altroché. Il vantaggio era meritato. Detto ciò, vogliamo parlare del secondo tempo? Se questa vittoria fosse arrivata con Garcia, si sarebbe detto che è del tutto casuale e che il Napoli non ha fatto un tiro in porta. Il Napoli ha preso un gol su una copertura sbagliata da parte di Juan Jesus e Rrhamani che si è fatto mangiare in testa da uno di 1,75 cm. Mazzarri vuole contezza di quel Napoli e io la spiegazione ce l’ho: molta responsabilità è di Raspadori che non è riuscito a far salire la squadra. Poi c’è stata molta fortuna ed il Napoli ha vinto la partita. Mazzarri ha dimostrato tanto, innanzitutto che i giocatori sono più liberi di testa, che sa fare i cambi, quindi bravo Mazzarri, ma da qui a dire che il Napoli è guarito ce ne vuole.

Madrid non è la partita chiave, lo sarà l’Inter per due motivi: se si vuole accorciare la distanza occorre batterla e poi ripristinare l’effetto Maradona e vincere in casa. Per ora sospendo il giudizio vedendo dei buoni sintomi. Il bacio finale di una persona così composta come Kvara a Mazzarri è un bel segnale, come l’abbraccio di Di Lorenzo e Victor Osimhen che ha tolto la maschera ed è tornato a postare sui suoi social del Napoli e su Napoli. Al Maradona voglio vedere 11 belve feroci e lì la camicia bianca e l’orologio di Mazzarri dovranno brillare sotto gli ululati del pubblico di Napoli che lo ama a dismisura".