Chiariello: "Non puoi perdere punti, ma ora mi aspetto un Conte più sperimentale"
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto "Punto Chiaro" ai microfoni di Radio CRC: "Poniamo un interrogativo che può essere anche intrigante. Antonio Conte deve utilizzare queste 10 partite per dare la caccia al secondo posto, per mantenere quelle che sono le sue peculiarità. Lui ha una carriera spezzata in due: mediocre sul piano europeo, straordinaria, non buona, straordinaria sul piano domestico, diciamo così, dei campionati nazionali; si usa dire domestico.
Campionati indigeni. Usate le parole che vi piacciono di più o che vi aggradano di più. Lui non ha mai, nei campionati che ha concluso alla guida su una panchina di Serie A o anche straniera, mai fatto meno. In Italia di sicuro devo controllare; in Inghilterra forse no, lì. Non ha mai in Italia chiuso meno del secondo posto. Infatti Caressa, mi pare che o anche Buffon dice: il Napoli con Conte o fa primo o fa secondo, perché Conte con la Juve allora innanzitutto in Serie B ha vinto, è stato promosso col Siena e col Bari addirittura ha vinto il campionato oltre che essere promosso. Ha fatto due promozioni, aveva fatto anche una retrocessione con l'Arezzo e fu proprio la Juve a condannarlo. Pensa un po', quando la Juve era in Serie B, l'unico anno di Serie B. In Serie A, in 3 anni di Juve tre scudetti; in 2 anni di Inter uno scudetto e un secondo posto. L'anno secondo posto però ha fatto la finale d'Europa League. In un anno concluso col Napoli uno scudetto, cioè lui in sei campionati conclusi in Italia ha fatto cinque scudetti e un secondo posto e quando non ha vinto è arrivato in finale Europa League, perché in Europa League ha fatto una semifinale e una finale; in Champions male male. Quando ha vinto col Chelsea al primo anno, al secondo anno ha fatto, ha vinto l'FA Cup che in Inghilterra ha un valore ben diverso da quelle che sono la Coppa Italia o le coppette italiane. È un'altra storia. Quindi arrivare secondo per lui significherebbe confermarsi come uno che o fa primo o fa secondo.
E quindi queste 10 partite le deve usare per lucidare i suoi galloni di maresciallo domestico che in campionato è un drago, che fa o primo o secondo. Ma comunque arrivare terzo, non dico quarto, entrare in Champions è votato a questo unico obiettivo, per poter poi programmare la prossima stagione, posto che resti, come pare molto probabile. O queste 10 partite possono essere anche utilizzate in maniera non dico sperimentale, ma per capire chi veramente potrà essere utile al Napoli l'anno prossimo. Mi spiego meglio.Antonio Conte in ritiro, aveva cambiato idea: aveva messo in soffitta il 4-3-3 con cui aveva vinto lo scudetto, che poi era diventato 4-4-2 di fatto quando ha messo la Spadol in squadra; aveva tolto l'ala e aveva messo i quattro centrocampisti con l'idea intelligente di dire: "Io c'ho il centrocampo più forte d'Italia insieme a quello dell'Inter". Due assaltatori straordinari come Angissa, soprattutto McTominay; un regista che nella fase difensiva al mondo non ce n'è di quali Lobotka. A questi tre aggiungo la sapienza tecnica e tattica di De Bruyne. Vinciamo per distacco lì in mezzo al campo. E come terminale offensivo Lukaku era ideale perché faceva da sponda a tutti gli inserimenti dei centrocampisti. Questa idea Conte non l'ha inventata lui. Secondo me gli è venuta in mente la Lazio del 2000, la Lazio di mister Goran Eriksson che si era venduta Vieri e sembrava aver perso le stimmate da favorita. Era una delle squadre più forti in Italia, ma aveva perso il grande bomber; gli era rimasto Salas e quel Simone Inzaghi che era un buon attaccante, ma non era un grande bomber. Non era Pippo, per capirci. E chi si inventò Eriksson? Salas, che era un piccoletto, somigliava un po' a Lautaro Martinez. Unica punta. Attorno a lui giostravano tutti i centrocampisti, non forti, straordinari. Perché voi non lo potete ricordare, ma Almeida era un centrale difensivo di centrocampo pauroso: non passava niente dalle sue parti, aveva una capacità interdittiva clamorosa, fortissima. Io quella Lazio l'ho vista dal vivo a bordo campo perché seguivo la Champions e a bordo campo proprio ho visto giocare quella Lazio che ha scoperto in Nesta un difensore di proporzioni bibliche. Nesta, se non avesse avuto gli infortuni che ha avuto, sarebbe nella nostra storia come uno dei primi tre di tutti i tempi; ma comunque, se non nei primi tre, tra i primi cinque o sei, perché tolto Scirea, tolto Baresi, tolto Fabio Cannavaro, Nesta chi c'ha davanti nella nostra storia? Non metto Maldini che lo guardo più come terzino sinistro, ma che è stato il più forte di tutti in assoluto. Beh, aveva a centrocampo una tale ricchezza. Io me li ricordo: Stankovic, fortissimo. Veron: come calciava Veron! Veron aveva una caviglia che era tanta; quando piantava il piede induriva la caviglia, pim, palla a 50 metri che viaggiava proprio coi giri giusti. Aveva un piede pazzesco però. E poi c'aveva Pavel Nedved, una furia. Insomma, aveva un centrocampo forte forte forte. Il Cholo Simeone pure, se ricordo bene: uno che in campo picchiava pure la mamma, fortissimo, faceva gol, fortissimo. Aveva talmente… e poi c'aveva il re in mezzo al campo, il Mancio, Roberto Mancini. Che giocatore, che giocatore ragazzi. Insomma, la Lazio aveva mezze punte e centrocampisti fortissimi, non aveva attaccanti. Quella Lazio vinse lo scudetto, la famosa faccenda di Perugia eccetera eccetera.
Conte ha pensato: ma io sacrifico un'ala, non c'ho più Kvaratskhelia e c'ho Lukaku. Questo me li manda in porta tutti. Ricordo l'amichevole col Girona, se non sbaglio: 25 minuti, mezz'ora di spettacolo puro, tre gol in mezz'ora, De Bruyne che ne fa due, Lukaku che fa delle sponde. Questo progetto non è mai decollato, mai. Non hanno mai giocato insieme. La prima volta è capitata col Torino la coppia… boh. Ora io voglio capire: non è che Conte possa utilizzare queste 10 giornate per capire il futuro di De Bruyne, il futuro di Lukaku, come sistemare insieme col nuovo sistema di gioco che comunque sta dando dei frutti, il 3-4-2-1; come sistemare insieme Anguissa, McTominay, Lobotka, De Bruyne; come metterli in campo non più col 4-1 senza sacrificare Alisson Santos? E vogliamo vederlo questo Giovanni, se serve o non serve, visto che sono stati spesi per gara quando tornerà, lanciando magari nel frattempo il giovamento delle due punte Lukaku e Rasmus Højlund, magari col trequartista alle spalle che li becca. C'ha tante di quelle opzioni in questo momento, tranne una: la difesa a quattro, che sarebbe utile ma non c'è il terzino destro, se lo dovrebbe inventare. E se passa a quattro, il primo sacrificato è uno di quelli che a lui ha dato tanto: Politano. Quello che è a rischio posto è Politano, che oggi è l'unico uomo di fascia che abbiamo a destra e Conte ci mette più di una volta Gutierrez a piede invertito.
Io spero che queste 10 giornate servano anche per chiarire idee sul futuro, perché il vero busillis della prossima stagione è: il Napoli riparte da Conte, Lukaku, De Bruyne. Chi va via tra Rrahmani, Lobotka, Anguissa? E sempre con i soliti Spinazzola, con Jesus, Politano che ormai c'hanno un'età, Di Lorenzo… qualcuno partirà. E allora queste 10 partite servono o non servono per chiarirsi anche le idee, oltre che per fare i punti necessari? Secondo me servono e quindi non vorrei che Conte faccia scelte conservative che non ci consentano poi di capire niente sulle potenzialità future di questo Napoli. Mi aspetto un Conte un po' più sperimentale, anche se non può perdere punti per strada".
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