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Napoli, l'ex preparatore atletico: "Vi spiego come nasce l'infortunio di Vergara"

Napoli, l'ex preparatore atletico: "Vi spiego come nasce l'infortunio di Vergara"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 11:40Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Luigi Febbrari, ex preparatore atletico del Napoli, è intervenuto durante il Bar di Tutto Napoli su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video

La lesione alla fascia plantare di Vergara: come si gestisce un infortunio così raro?

"È un tipo di lesione che personalmente non ho mai affrontato direttamente nella mia carriera. Fasciti plantari sì, ne ho viste parecchie, ma una distrazione della fascia plantare è davvero rarissima. In questi casi la deontologia va rispettata: i tempi li stabilisce l’area medica, perché dipendono dal tipo di lesione e dall’eventuale necessità di un intervento. Sicuramente comporta uno stop di diverse settimane, ma fare una prognosi precisa adesso non sarebbe corretto. Ogni atleta ha un percorso di recupero molto personale".

Il percorso riabilitativo

"Si parte dall’area medica e gradualmente si passa all’area fisica. Quando il giocatore viene dichiarato disponibile per il lavoro atletico, si avvia una fase di collaborazione stretta tra staff medico e preparatori. Poi pian piano il calciatore viene reinserito nella componente tecnico-tattica. Ma è impossibile stabilire tempi standard: anche con la stessa patologia ogni atleta reagisce in maniera diversa".

Come può nascere una lesione del genere

"Potrebbe essere stato un evento traumatico oppure una sollecitazione da stress. Biomeccanicamente è complicato spiegare una lesione del genere. Anche in caso di contatto è difficile immaginare una distrazione della fascia plantare: è qualcosa di davvero poco comune".

Il ritorno in campo di De Bruyne e Anguissa

"Il principio è semplice: accumulare minutaggio. Non si può programmare a lungo termine, bisogna valutare giorno per giorno. Il minutaggio è ciò che garantisce la performance. Si aumenta progressivamente, osservando sempre le risposte del giocatore e gli esami strumentali. È un equilibrio delicato perché bisogna evitare le ricadute".

Gli infortuni e la gestione dei carichi

"Bisogna analizzare il rapporto tra volume e intensità dei carichi di lavoro nei vari microcicli. Oggi abbiamo strumenti come i GPS che aiutano a leggere i dati, ma serve grande capacità di interpretazione. Io andrei a verificare i cicli di carico, l’organizzazione del lavoro e soprattutto il recupero".

Il recupero come parte dell’allenamento

"Il recupero è il momento più allenante. Se lo consideriamo davvero tale, diventa molto più semplice programmare una seduta o un ciclo di lavoro. Vale sia nella singola unità di allenamento sia nel microciclo settimanale".