Chiariello: “Rosicate milanisti, tacete juventini! Da oggi davvero parte la new era”

Nel corso di ‘Un Calcio alla Radio’ su Radio Napoli Centrale, il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo editoriale: “Ci siamo: la firma è arrivata, Conte è il nuovo allenatore del Napoli!
De Laurentiis ha dimostrato nei fatti di essere un uomo straordinariamente capace ed intelligente. Ha saputo riconoscere tutti i suoi errori mettendo dentro gente che ha voglia di lavorare, giovane e pimpante. Al marketing Bianchini, una furia, a fianco a lui c’è un manager di livello altissimo, Chiavelli. La figlia Valentina con l’autoproduzione delle maglie sta facendo un qualcosa di strepitoso. Manna ha dimostrato subito di essere bravissimo, perché se non fosse stato per lui Conte non sarebbe mai arrivato. Ha dimostrato subito di essere: operativo, incidente e capace. Poi arriva Lele Oriali, un team manager fatto a team manager, senza nulla togliere al bravo Peppe Santoro che rimane in società nel ruolo dove è bravissimo, che lo portò a scoprire Insigne nei ragazzi. Abbiamo un dirigente che sa di calcio, quell’ammortizzatore necessario che lavora in tandem con Conte e che fa dà riferimento per la squadra col ds. Nessuno può andare da Oriali e dire: ‘Chi sei tu e che capisci tu’. Mi ricordo Novellino che litigava nell’androne del San Paolo con Filippo Fusco, che aveva portato Galletti. Sentì queste testuali parole: ‘Walter garantisco io, questo è forte’, Novellino lo guardò e gli disse: ‘Chi sei tu? Non garantisci un cacchio, non sei nessuno!’. Poi Fusco fece la sua carriera dimostrando di essere bravo, ma all’epoca era un giovane interprete in cerca di autore. Galletti era forte sul serio, ma certo non aveva l’autorevolezza per poterlo imporre. Si organizzò un’amichevole, il mandato di Novellino fu di non passargli la palla, Galletti invece giocò da esterno e dimostrò di essere bravo. Poi andò al Siviglia e fece la storia entrando nella hall of fame, era forte ma il problema era l’autorevolezza. A Lele Oriali nessuno può dire: ‘Chi sei tu?’, ‘Io sono un campione del mondo! Ho fatto finali di Coppe dei Campioni e vinti scudetti. Chi sei tu per parlare con me, chiedi udienza’. I rapporti, ovviamente, non saranno questi, ma l’autorevolezza è tutto in questo mondo.
Ora voglio proprio vedere gente come Di Lorenzo, Kvara, Anguissa, Rrahmani e Lobotka come reagiranno all’arrivo di Conte. Voci che ho letto dicevano che la gran parte di loro ha chiesto, nei colloqui individuali con Manna, Antonio Conte come allenatore. Non so se corrisponde a verità, ma è un bel segnale. Primo perché hanno voglia di lavorare, perché con Conte lo slogan sarà: ‘Vi faccio lavorare come dannati’. Secondo perché hanno anche voglia di vincere, Conte è sinonimo di vittoria. Non è matematica, bisogna appianare le situazioni Kvara e Di Lorenzo, trovare un acquirente per Osimhen, blindare gli altri, ma ha ragione Conte questa squadra non è scarsa, è formata da gente che ha vinto. Bisogna ritrovare l’orgoglio, la testa, l’anima, la compattezza, la voglia di lavorare, ma con una guida carismatica e sicura questa squadra che aveva dato un distacco a tutti non può finire così in maniera miserrima come l’abbiamo visto con l’Empoli e il Lecce. Quello non è il vero Napoli, lo vedremo con Antonio Conte. Lui saprà anche scegliere i calciatori che gli serviranno, ci concerto con Manna, Oriali e il presidente. Perché questa storia che ora si è sposta l’attenzione dall’averlo preso a quando litigheranno la trovo risibile.
Quando ci sono matrimoni così importanti, si ragiona prima di litigare, perché 60mln sono 60 buoni motivi per andare d’accordo per forza, perché ne hanno tutti bisogno che sia così. Se poi i risultati arriveranno, non ci sarà neanche bisogno della convenienza per andare d’accordo. Sarà un afflato naturale. Ricordiamo che De Laurentiis e Conte si sono conosciuti in vacanza nel 2016 e che in tempi non sospetti si lanciò in un elogio su Conte, quando non era proprio nelle liste, come l’allenatore che giusto e perfetto per un certo tipo di società. Ora cari milanisti, io lo so che state rosicando. Cari juventini, io lo so che ci guardate con quella spocchia nel dire: ‘Noi non riprendiamo i cavalli di ritorno’. Perché Allegri che cos’era? Non era un cavallo di ritorno? Meglio tacere quando non si ha che dire. So solo che oggi la new era, con un anno di ritardo, davvero parte”.
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