L'editoriale di Chiariello: "Dato per bollito, Conte ha dimostrato una capacità che non ha nessuno!"
Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello ha commentato la vittoria del Napoli contro la Roma nel suo editoriale: "Diceva Lucio Anneo Seneca che la fortuna teme i forti e schiaccia i paurosi. E Antonio Conte non è un uomo d'avere paura. Ha perso i pezzi per strada continuamente, stucchevole la discussione se deriva dalla preparazione, dagli allenamenti. Non ci entro proprio in questo ambito, anche perché non avrei la preparazione nelle conoscenze del caso specifiche e non mi avventuro in giudizi come fanno in tanti. Solo che i pezzi si sono persi fino all'ultimo, perché lunedì si opera Gilmour a Londra per un tema diverso dai soliti problemi muscolari, pubalgia. Napoli non ne ha più a centrocampo, è rimasto con due fiori e che fiori: McTominay, detto Hurricane Scott e Stanislav Lobotka. Questi sono gli unici che ci sono rimasti. E quando Scott McTominay è caduto al suolo, infortunato per una botta alla caviglia, siamo sobbalzati col fiato sospeso dalla sedia. Perché è come quando Mertens rimase unico fiore in attacco, ogni volta che andava a terra rimanevamo col fiato sospeso. E quindi il monito di Seneca per Antonio Conte è stato evidentemente, quello che lo ha guidato nella tre giorni di riflessione di Torino post-Bologna. Perché poi ci viene in soccorso anche vista la serata, che il Napoli sbanca Roma e va di nuovo in testa alla classifica. Rischiava perdendo la partita di andare a cinque punti alla vetta, pareggiandola usciva fuori dalla zona Champions, pensate un po', e invece è di nuovo capoclassifica.
Perché diceva Shakespeare che nelle cose umane c'è una marea che colta al flusso porta alla fortuna. Perduta l'intero viaggio della vita si arena nelle secche e le miserie. Ecco il flusso, la marea, il trend. Pronti via, si riparte con tre attaccanti, si cambia sistema di gioco. Il Napoli non giocava a calcio. Col 4-5-1, di fatto aveva abdicato alla fase offensiva, non tirava in porta. A Torino zero tiri in porta, a Milano 38 minuti in vantaggio numerico, zero tiri in porta. E poi col Como abbiamo strappato quel punto preziosissimo con le unghie, con i denti, ma senza tiri in porta. A Lecce è bastata una spizzata di testa di Anguissa, ma neanche un tiro in porta. A Bologna un ragazzino di 17 anni si è preso il caffè, perché nessuno gli tirava in porta. La riflessione ha portato a un Napoli diverso. Di Lorenzo liberato sulla fascia, la prima cosa. Beukema a guardia del fortino e davanti tre attaccanti, tre a far male, ad offendere. E oggi il Napoli con gli stessi, squadra che vince non si tocca, ha ripetutamente offeso la Roma che non aveva idee e non trovava sbocchi. Nel primo tempo il Napoli poteva anche farne di più, poi l’ha controllata e stavolta l'ha fatto anche bene. E come spesso accade poi nel finale, i portieri ci mettono la loro nel bene e nel male. Milinkovic-Savic si è fatto trovare pronto. passando da portiere di media squadra a 50 tiri in porta a partita a un tiro e una parata, quella decisiva. L'unico tiro della Roma, oltre uno alto di Pellegrini. La Roma letteralmente inane, incapace di costruire alcunché di fronte a un Rrahmani sontuoso, un Buongiorno aggressivo, come poche altre volte l'ho visto, attaccare su ogni palla come un cagnaccio furioso. Olivera sulla fascia, tonico, pronto, attento, neanche un cross concesso agli avversari. Un Napoli che ha capito che la miglior difesa era l'offesa. La Roma sempre in ambascia, sempre in affanno con un arbitro Massa molto permissivo che consentiva a N’Dicka, Mancini e Cristante a picchiare a man salda, perché erano in grande difficoltà.
Insomma, questa sera la capolista Napoli, a differenza della capolista Milan, ha dimostrato di essere affidabile. Milan che per un tempo è stata dominata dalla Lazio, ha trovato un gran gol e poi nel finale è stata salvata da un convulso consulto VAR arbitro che ha lasciato tutti molto perplessi. Perché in base alle regole attuali, lo ripeto, il mio vecchio pensiero, quello di oggi non è calcio. Siamo in una fase ridicola del calcio. Oggi si gioca alle belle ballerine in campo, ai pinguini, alle statuine, si danno rigori televisivi, ma se la regola è che su tiro in porta braccio fuori dalla sagoma del corpo, quello è calcio di rigore, altro che fallo dell'avversario. Quello per me non è mai rigore, lo ribadisco, ma secondo le attuali regole quello è rigore. E l'arbitro salva dal rigore inventandosi, arrampicandosi sugli specchi di un eventuale fallo quando i due si strattonavano a vicenda e non c'era proprio questo fallo. Ha smentito il suo VAR senza fargli fare brutta figura. Di fatto è stata una decisione politica quella dell'arbitro di San Siro che richiamato all’On Field Review, dovuto al braccio fuori sagoma, non se la sente di assegnare il rigore e si inventa una punizione che non c'è. Ha fatto bene, era un rigore da non darsi e in questo modo ha trovato la il cavillo per salvare la faccia a sé al VAR. Io so solo che il Milan quest'anno di vantaggi arbitrali ne ha avuti fin troppi. Due gol irregolari col Pisa, un rigore scandaloso con la Fiorentina, questa decisione è piuttosto controversa. No, il Milan non è una capolista affilabile, a mio giudizio, è solo il mio parere.
Il Napoli invece stasera ha dimostrato, che chi aveva dato per morto Antonio Conte, chi lo aveva dato per bollito, chi lo aveva dato per superato, vero amico Capuano? Perché sai che ti voglio bene e ti stimo, ma non fai altro che dire che è antistorico, è superato, che Conte qua, che Conte è là. Eh no, non è propriamente così. Conte ha una capacità che non ha nessun altro allenatore. È poliedrico, è camaleontico, è capace di trovare soluzioni, non si innamora delle proprie idee. E ha dimostrato cambiando il Napoli, con i residui che ha di questo Napoli. Togliete a qualsiasi altra squadra Lukaku, De Bruyne e Anguissa, uno affila all'altro, ammazzerebbe un toro, ma non certo Antonio Conte. E questo Napoli che di nuovo inventa, tre vittorie di seguito dopo la grande crisi sfiorata sono la dimostrazione che Antonio Conte è veramente il comandante di questa squadra, che De Laurentiis è stato formidabile nello spegnere sul nascere ogni belle età di crisi che i salotti del Nord hanno pompato con titoli: ‘Conte e De Laurentis ai ferri corti’. Ma che vi andate a inventare? Bugiardi e fedigrafi e pure con concubini, direbbe Totò”.
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