Prandelli su Vergara: "Come Insigne al Mondiale 2014! Se fai quelle cose a Napoli..."
Cesare Prandelli, ex allenatore della nazionale Italiana e della Fiorentina tra tutte, ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine in edicola quest'oggi de Il Mattino: tema centrale della discussione con il quotidiano, l'esplosione di Antonio Vergara nel Napoli e l'ascesa dei giovani.
Vergara?
"Ha quella cazzimma che mi stregò di Insigne e che mi spinse a portarlo con me in Brasile, nel Mondiale del 2014. Se uno fa quelle giocate con la maglia pesantissima del Napoli addosso e in uno stadio come il Maradona è pronto per qualsiasi tipo di avventura".
Conte lo ha fatto esplodere.
«Una volta quando i ragazzi facevano bene c’era sempre qualcuno pronto a dire “sì, però...”. Prima si cercavano tre o quattro doti prima di portarlo in serie A, ora una basta e avanza, bisogna accontentarsi e allora evviva il talento e la spregiudicatezza di Vergara, il suo coraggio a cercare sempre la giocata, l’uno contro uno, il suo perenne tentare di saltare l’uomo. Ma chi ce li ha giocatori così, che fanno la differenza in mezzo al campo? Spesso vedi mezze punte giocare lontano da tutto, lui no».
Stupito da questa esplosione a ben 23 anni?
«È una cosa che ci spinge a riflettere: prima a 18-19 anni se non portavano risultati, venivano abbandonati. Il caso Vergara ci porta a fare valutazioni differenti anche in Federcalcio. Si può sbocciare anche a 22-23 anni, quindi non devi perderli o abbandonarli troppo presto come si faceva una volta: dobbiamo imparare ad aspettare di più, con maggiore pazienza. Un po’ come con i nostri figli che non vanno via di casa presto: non sono sempre tutti dei bamboccioni, magari c’è chi ha solo bisogno di sicurezza, di trovare “il posto fisso”. Lui ha trovato Antonio Conte. Ovvio, ha sfruttato il momento ma se non avesse sentito di essere comunque dentro al progetto, non avrebbe avuto questa esplosione».
Un Napoli pieno di giovani?
«Vero, sono rimasto colpito l’altra sera dalla prova di Alisson contro la Roma. Ma non solo lui: Hojlund ha le movenze dell’attaccante moderno, alto, potente. E anche Giovane, con Conte, farà sicuramente degli step di crescita importanti. Quando trovi ragazzi che hanno tecnica, hanno gamba, il sistema di gioco non è più così importante, bisogna solo trovare delle soluzioni per assecondare queste qualità»
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