Savoldi: "In nazionale contavano i clan, io penalizzato perchè giocavo nel Napoli! In Italia nessuno come Insigne"

"Io penalizzato perchè giocavo nel Napoli"
31.05.2014 10:20 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 17231 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews
Savoldi: "In nazionale contavano i clan, io penalizzato perchè giocavo nel Napoli! In Italia nessuno come Insigne"

«Dei due Mondiali ai quali non ho preso parte, quella del ’74 fu assolutamente l’esclusione più dolorosa. Anche se lo ammetto, fu Bearzot nel ’78 a trattarmi davvero malissimo». Beppe Savoldi, ex attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista sulle pagine del Mattino. Ecco quanto evidenziato: La partenza di Lorenzo per il Brasile non dipenderà certo da questo? «Ora è tutto diverso.Credo che Prandelli deciderà in base al suo credo tattico e alle condizioni di Cassano e Rossi. Ai miei tempi era diverso. Contavano i clan. Assistevo impotente alle convocazioni di chi giocava nella Juventus o nel Torino o nella Lazio: per mantenere gli equilibri, spesso giocavano insieme Bettega e Graziani. E non si può davvero dire che chi andava in campo al mio posto fosse meglio di me".

Quattro anni dopo giocava nel Napoli ma in Argentina non andò lo stesso. «Lì Bearzot fu davvero scorretto:mi fece prendere parte a una serie di ritiri pre-Mondiale, poi a febbraio si giocava al San Paolo contro la Francia e non mi diede neppure la soddisfazione di giocare con l’Italia davanti al mio pubblico».

Insomma, lei porterebbe Insigne in Brasile? «Io sì. Una seconda punta come lui, con la sua rapidità e con il suo dinamismo è difficile da trovare nel nostro campionato. È stato tra i protagonisti con Benitez, quindi bravo anche in termini di personalità».

Però rischia di essere beffato «Eh sì, beffato. È il termine giusto. Ma Prandelli starà soffrendo moltissimo nel fare le sue scelte. Anche se io uno tra Pazzini e Gilardino con me lo avrei portato».