Sosa: "Garcia, Mazzarri e Calzona: giocatori bloccati e frustrati da troppe informazioni"

Roberto "Pampa" Sosa, ex attaccante del Napoli e opinionista, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TvPlay.

27.02.2024 21:30 di  Antonio Noto  Twitter:    vedi letture
Sosa: "Garcia, Mazzarri e Calzona: giocatori bloccati e frustrati da troppe informazioni"

Roberto "Pampa" Sosa, ex attaccante del Napoli e opinionista, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TvPlay.

"Il ruolo dell'allenatore? Al di là degli aspetti tattici, credo che l’importante sia sempre l’input che dà l’allenatore. Thiago Motta, Gasperini, Italiano e Inzaghi hanno smascherato le solite scuse del ‘non ho i calciatori’ o ‘non riesco ad allenarli bene durante la settimana’, di conseguenza ci fanno vedere belle partite che non annoiano. Molti altri allenatori si nascondono dietro a questi alibi, pur essendo strapagati. Quelli che ho citato, invece, stanno facendo vedere cose diverse con un input differenti. La Fiorentina schiera il solo Arthur in mediana, con tutti gli altri votati all’attacco; il Bologna con la Lazio, nonostante il vantaggio, ha continuato ad attaccare, oppure l’Atalanta che ha comunque strappato un buon punto a San Siro col Milan. In tutti questi casi vuol dire che c’è la volontà di essere propositivi, di attaccare in avanti per recuperare il pallone, mentre se l’intenzione è sempre quella di aspettare e ripartire con la mentalità del ‘vediamo cosa succede’ penso che continueremo a vedere spettacoli brutti. L’input dell’allenatore è di provare a fare qualcosa di diverso, se no rimaniamo con le solite scuse del calcio antico quando in realtà il mondo sta evolvendo.

Il Napoli? È stato sovraccaricato di informazioni in questa stagione: da Garcia a Mazzarri passando per Calzona. L’errore principale è stato non valutare il fattore emozionale che l’anno scorso con Spalletti era dominante e che aveva rappresentato una spinta decisiva. Man mano che passavano le partite penso che la squadra sia andata in confusione proprio per aver assorbito troppe informazioni che hanno bloccato e frustrato i giocatori. Con Mazzarri si parlava di tanto possesso palla, ma erano tutti passaggi all’indietro e pochissimi in verticale. Va bene rifugiarsi sul portiere o sui difensori quando necessario, ma il dato del possesso palla secondo me va valutato quando la squadra è nella metà campo avversaria, perché se nessuno riesce a smarcarsi o a trovare linee di passaggio in avanti è un grande problema.

La fase difensiva del Milan? Il Milan in fase di non possesso palla lavora sugli spazi, perché i tre giocatori offensivi non riaggrediscono ma lavorano sulle linee di passaggio. Una volta che viene superata la pressione sulla trequarti di campo, secondo me i rossoneri non hanno dei calciatori così adatti al sacrificio. Spesso rimane Adli da solo a proteggere la difesa. Quando viene passata la metà campo senza essere riusciti a recuperare il pallone, si fa fatica poi a chiudere e il Milan in questo va in difficoltà. 

Vlahovic? A me piace un sacco, nel Napoli che ha vinto lo scudetto secondo me avrebbe fatto gli stessi gol di Osimhen. Il nigeriano messo in questa Juve farebbe molta fatica. I bianconeri stanno provando ad alzare un pochino il proprio baricentro difensivo, ma ci vuole tempo perché storicamente ha sempre difeso molto bassa, con il motto di vincere a tutti i costi che è un marchio di fabbrica, ed è giusto che ognuno segua la strada che preferisce per arrivare al risultato. Quando da quest’anno si parla di far giocare i giovani con l’obiettivo del quarto posto a me viene da ridere perché significa che è cambiata una storia, quella bianconera, che per cent’anni è stata diversa. In ogni caso la Juve ha degli ottimi attaccanti, ma dipende da dove li fai partire e come li fai giocare.

Dybala? Per me è sempre stato forte, sia con Mourinho che con De Rossi. Ha oltre 100 gol in Serie A, è un talento che va lasciato libero dietro le punte perché lui riesce sempre a trovare il gol”.