AUDIO - Mutti contro la Superlega: "E' un insulto, il calcio non è dei Raiola"

L'allenatore Bortolo Mutti è intervenuto ai microfoni di TMW Radio, partendo inevitabilmente dalla Superlega naufragata
21.04.2021 19:20 di  Antonio Noto  Twitter:    vedi letture
AUDIO - Mutti contro la Superlega: "E' un insulto, il calcio non è dei Raiola"
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© foto di Federico De Luca

L'allenatore Bortolo Mutti è intervenuto ai microfoni di TMW Radio, partendo inevitabilmente dalla Superlega naufragata: "Per fortuna è naufragata, era un insulto al movimento calcio che ha permesso anche a quelle tre di avere quel lustro, era un egoismo".

L'UEFA dovrà rivedere qualcosa?
"Ci saranno riflessioni da fare, il Fair Play, certe situazioni contrattuali e di agenti assurde, non possiamo lasciare il calcio ai Raiola ma mettere paletti ben precisi, e chi non li rispetta è fuori. Prendo come esempio Donnarumma".

Gli hanno offerto tanti soldi.
"Certe situazioni sono eccessive, Kessie ha tirato la barca per tutto l'anno e ora cosa chiederà? Si accontenterà dei 2 milioni? E Calhanoglu? Non puoi portare le società a indebitamento e sofferenze così da farne risentire l'intero movimento. Una situazione incredibile, che deve essere rivista globalmente. Faccio un'altra riflessione: una società di Serie B, con bilanci da 6-7 milioni, fa fatica a tirare avanti... Aiutiamo quelle! Il Milan se non rinnova Donnarumma spenderà quei soldi in strutture e sviluppo, è impensabile andare verso queste situazioni così esagerate. A un neurochirurgo quanto devi dare?".

Bisogna mettere una quota precisa di bilancio da destinare a strutture e investimenti certi?
"Per me sì, iniziando dagli stadi di proprietà. La società è un'azienda e deve gestire tutto ciò che ha intorno, ma con oculatezza, creando positività e non eccessi. Cito l'Atalanta, che nel suo piccolo ha cambiato di vedere il modo di vedere il calcio giovanile. Prima facevano scouting nelle vallate bergamasche, ora vanno in Africa e in altri paesi, lavorando bene sul giovanile seppure trascuri il territorio nostro. Quand'è che l'Inter mette un ragazzo del suo settore giovanile? L'Ajax lo fa, altre squadre internazionali pure. Qui da noi non così stabilmente".

Quindi contenere anche i costi se sei indebitato?
"Normale, se non si riesce a fare le cose entro un certo livello ti ridimensioni, non è nulla di umiliante, giusto il tempo di risistemarsi. Vedere il percorso di ripresa della Juventus dopo che è retrocessa. Quando hai strutture sane e un certo meccanismo rimani a un certo livello, non cadi nel purgatorio".

Ormai conviene retrocedere con il paracadute, è da correggere questo aspetto?
"Però prendo ad esempio il Benevento, che ha le strutture per competere. Certo, le risorse andrebbero ripartite in maniera diversa... Leghe e presidenti impongono certe direttive per interessi, forza politica ed alleanze".

Chi vede messo peggio nella lotta salvezza?
"C'è il Cagliari che ha preso tre punti in maniera insperata, il Torino è in grande ripresa ma deve stare attento e non mollare niente, ci sono dentro però anche Benevento, Spezia e Genoa".

La Fiorentina?
"No, dopo la vittoria di Verona hanno dato una bella scossa. Sono tre punti importanti a livello psicologico, il Verona non è una squadra per niente morbida".

Un ascoltatore ricorda i tempi di Mutti al Taranto.
"Mi fa piacere, che ricordi Taranto, lo stadio scoppiava dalla capienza".