Inchiesta arbitri, De Magistris: "Gravissima anche se non sono coinvolti i club"
Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Inchiesta arbitri? Parliamo di una vicenda complessa e delicata. La prima cosa che mi viene da dire, anche da tifoso, è l’amarezza: si parla sempre meno di calcio giocato e sempre più di scandali e sospetti. Nemmeno il VAR, che doveva garantire maggiore oggettività, sembra riuscirci. Alla fine il tema è sempre lo stesso: etica, onestà, questione morale”.
Dal punto di vista giudiziario che fase è questa?
“Invito alla massima cautela. Non siamo proprio all’inizio: l’indagine va avanti da tempo. Però, per esperienza, non mi sembra ci sia un quadro indiziario particolarmente robusto, altrimenti avremmo già visto perquisizioni o misure cautelari. Essere indagati non significa nulla: è solo un accertamento”.
Può trattarsi davvero solo di una faida interna al mondo arbitrale?
“È possibile che ci siano anche conflitti interni, ma la magistratura ha autonomia e non si fa trascinare. Il punto è capire se si tratta di conversazioni interne o se ci sono coinvolgimenti esterni, come eventuali società. Questo cambia completamente lo scenario, anche sul piano sportivo”.
Quanto è importante distinguere tra sospetti e prove?
“È fondamentale. Un conto sono le chiacchiere tra tifosi, un altro è avere intercettazioni, testimonianze, riscontri. Quando ci sono elementi concreti, non si parla più di ipotesi ma di fatti. Ed è lì che bisogna fare chiarezza”.
C’è il rischio di un coinvolgimento più ampio del sistema calcio?
“Non lo sappiamo. Potrebbe emergere qualcosa oppure no. Ma se anche solo arbitri, senza società, avessero condizionato delle partite, sarebbe comunque gravissimo. Poi bisognerà capire il livello di consapevolezza dei club e le eventuali responsabilità”.
Come giudica lo stato attuale del sistema arbitrale?
“Siamo al minimo della credibilità. Tra squalifiche, dimissioni e indagini, i vertici sono stati di fatto azzerati. Ma il problema è più profondo: è un sistema che da tempo mostra limiti evidenti, anche a livello tecnico”.
Al di là dell’indagine, qual è la sua sensazione sul campo?
“Ho visto un livello scadente. Errori, decisioni discutibili, torti e favori distribuiti un po’ a tutti. È difficile perfino dire chi è stato più penalizzato. La sensazione è che non ci sia regolarità, e questo è preoccupante”.
Il VAR non ha migliorato la situazione?
“Paradossalmente no. Abbiamo più strumenti, più controlli, ma restano decisioni incomprensibili: falli di mano valutati in modo diverso, interventi del VAR incoerenti. E adesso scopriamo anche segnali, bussate, comunicazioni non chiare. È inquietante”.
Qual è il rischio per il futuro del calcio?
“Il rischio è l’allontanamento dei tifosi. Se passa l’idea dell’imbroglio, la gente smette di credere nel calcio. Lo sport deve essere passione, competizione leale, accettazione del risultato. Se perdiamo questo, perdiamo tutto”.
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