Biasin, messaggio a Conte e Allegri: "Chi dice che il risultato è solo il piazzamento mente"
Fabrizio Biasin, giornalista di Libero, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android): "In questo momento più che +4 direi +1, perché bisogna aspettare anche la partita del Milan. Mi sembra tutto molto prematuro. I giudizi cambiano settimana dopo settimana e non credo ci sia già qualcosa di decisivo. La partita di domenica è importante, non solo per i tre punti ma perché può spostare molto gli umori. Se vince l’Inter ci sarebbe il primo allungo sul Napoli, ma se dovesse fare risultato il Napoli si tornerebbe a parlare di un’Inter che non vince scontri diretti con Napoli, Milan e Juventus dal 22 aprile 2024, il giorno dello Scudetto della seconda stella".
Nonostante le sei vittorie consecutive, l’Inter non è ancora pronta a comandare il campionato?
"Io penso che ci siano almeno tre, forse quattro squadre che possono lottare per lo Scudetto. Milan, Inter, Napoli e anche la Juventus, che aveva iniziato male ma ora si sta riprendendo, sono tutte attrezzate. Gli allenatori lo sanno benissimo. Quando sei sulla panchina di una di queste squadre hai il dovere di provare a vincere lo Scudetto. Se qualcuno racconta che l’obiettivo è solo il piazzamento, racconta bugie".
Ti convince il modo in cui il VAR sta incidendo sulle decisioni arbitrali?
"No, non mi piacciono tante cose. Il VAR sta diventando una sorta di moviola in campo, con ogni singola azione vivisezionata. Sembra che i varisti cerchino costantemente qualcosa per imporre la loro decisione. Io sono per il dialogo tra VAR e arbitro di campo, ma non per le imposizioni. Se il VAR cerca un’immagine per sconfessare a tutti i costi la decisione presa sul campo, si generano situazioni grottesche. E non mi piace nemmeno che Open VAR, che dovrebbe avvicinare utenti e arbitri, sia diventata una trasmissione di autoassoluzione: se deve servire a dire che non hanno mai sbagliato, allora tanto vale non farla".
Parliamo di Chivu: ti ha sorpreso il suo impatto sull’Inter?
"Sì, perché non ha voluto imporre una rivoluzione. Spesso si pensa che per migliorare bisogna stravolgere tutto, invece gli allenatori intelligenti prendono il buono che c’era prima e lo fanno proprio. L’Inter veniva da anni di alto livello, non da stagioni disastrose. Chivu è arrivato e ha dato continuità a quel lavoro, aggiungendo piano piano qualcosa di suo. Oggi vedo più verticalità, qualche giocatore più centrale nel progetto, ma soprattutto vedo continuità. È il frutto di un lavoro molto intelligente".
Tra i singoli, Zielinski sembra tornato quello visto a Napoli. È così?
"Sì. L’anno scorso non si era imposto perché non stava bene fisicamente e non aveva continuità. Ora è tornato in forma, sta giocando con regolarità e si rivede il giocatore che ha fatto grandi cose in Serie A con il Napoli e con la sua nazionale. Quello scorso è stato solo un anno di transizione, oggi è tornato un super giocatore".
Conte ha risposto in modo secco a chi parlava dell’Inter favorita. Come leggi le sue parole?
"Penso che sia stato bravo a non esagerare dopo una partita che poteva renderlo molto più nervoso. Strategicamente ha fatto bene a non alzare i toni. Conte sa di essere un personaggio mediatico e spesso utilizza questa caratteristica per alzare o abbassare la temperatura a seconda del momento. Qualunque cosa dica viene amplificata, lui lo sa benissimo".
Questo duello dialettico tra Inter e Napoli ci accompagnerà fino a fine stagione?
"Sì, ma attenzione anche al Milan di Massimiliano Allegri, che è bravissimo a comunicare. Anche lui fa strategia quando parla di duello Napoli-Inter. Sono dinamiche tipicamente italiane. Funzionano finché le squadre sono vicine in classifica, poi quando le distanze aumentano spariscono. È tutto contorno, facciamo finta che non ci piaccia, ma in realtà ci piace".
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