Biazzo ricorda Pasquale Fiore: "Simpatico con baffi più imponenti dei miei..."
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Il Napoli ha salutato con un messaggio sui social Pasquale Fiore, ex calciatore del Napoli, ex portiere, classe '53, un eterno numero 12, Nell'immaginario collettivo, pur con ruolo secondario, era poi primario dal punto di vista dell'immagine che ha legato al Napoli. "Ma sì, sicuramente, per due motivi. Intanto aveva dei baffi imponenti, molto più dei miei, che sono proprio, insomma, ridicoli rispetto ai suoi. Quindi già questo dava un'immagine molto simpatica, pacione, di Pasquale Fiore. Poi aveva un fisico imponente, come portiere l'ho visto rarissime volte, non vorrei inventarmi conoscenze che non ho. L'ho visto però un paio di volte, due o tre volte nel Napoli. Ed era sicuramente anche in allenamento, perché lui per un certo periodo, credo a metà degli anni 70, è passato in forza anche all'Avellino, che all'epoca io pure seguivo. Fu un'operazione di Sibilia che però non si è mai capito bene, perché in effetti poi con l'Avellino non giocò nessuna partita. Lui era un esplosivo come portiere, era irruente, non aveva paura dei centravanti. Questo è il ricordo minimo che io ho, mi dispiace non poter essere ancora più preciso su di lui".
Tornando all'attualità, parliamo di Alisson Santos. Perché oggi addirittura apprendiamo che lo sta seguendo Carlo Ancelotti, che evidentemente pensa a lui anche per una probabile convocazione con il Brasile. Da questo è arrivato un po' tra lo scetticismo, ora Manna rischia di aver fatto un colpaccio? "Questo però mi rimanda ad una considerazione, che a volte un eccesso di precipitazione vengono valutati dai calciatori prima ancora di averli visti sul campo veramente. Lo dico di Alisson Santos che è arrivato qui, insomma sì se ne parlava bene, però oggi se ne parla in maniera veramente notevole, così come pure per Bergara. Cioè sono due giovani che hanno una storia pressoché simile, finché non hanno giocato non hanno potuto dimostrare di avere dei numeri. Io ricordo che la prima volta in cui Vergara ha giocato una partita intera, ho ripetuto la stessa frase che poi ho ripetuto successivamente per Santos, perché a volte anche io mi ripeto. Certi numeri che fai sul campo non li fai per caso, li fai se li hai nel DNA, e nel DNA di Alisson Santos e di Vergara c'è qualità, c'è classe. Addirittura nel caso di Alisson Santos, giocando nel Brasile di Ancelotti potrebbe diventare veramente un numero molto ma molto importante. Parimenti per Vergara se Gattuso, come io immagino, come io penso, lo convocherà, perché poi ha bisogno veramente di gente che fa i gol per andare avanti".
Per il gol che ha fatto mi porta a pensare che lui è piuttosto simile come passo e come chiusura sul primo palo a Lookman? "Ma guarda, francamente non li vedo, nessuno dei due, perché Kvaratskhelia aveva una particolarità. Anche Alisson Santos parte da centrocampo a velocità, si muove, sterza. Solo perché sono nella stessa zona li hanno paragonato. Anche perché poi il calcio va alla ricerca del sostituto di Kvaratskhelia, perché in qualche maniera poi se ne parla sempre. Adesso che ha dei problemi nel Paris Saint Germain diciamo eh ma se ritornasse a Napoli, e poi non ci si rende conto che Napoli ha trovato in Alisson sicuramente un elemento, senza fare paragoni, che però può dare gli stessi grandi risultati. Io credo che il nostro amico Kvaratskhelia avesse qualcosa in più. Adesso se dovessi fare proprio una scheda difficilmente andrei a individuare quel qualcosa in più. Però forse aveva quella fantasia brasiliana, pur non essendo brasiliano, essendo europeo. E quindi in qualche maniera però fisicamente mi sembrava più gracile Alisson".
E invece con Lookman c'è qualche analogia secondo te? "Ma guarda a me Lookman, tutti quanti Lookman, Lookman, Lookman. Tanto è vero che scherzando io dicevo ma forse si parla di Lucca Mann, cioè del nostro Lookman nel Napoli. Cioè a me Lookman non è che mi ha sempre dato… sì è un ottimo calciatore però io credo che Vergara e Alisson, a differenza forse di quello che pensa Conte, sono quei calciatori che entusiasmano le platee. Sono i calciatori che fanno spettacolo, sono dei calciatori che ti inventano il numero e quello vale per tutto il campionato. Potrebbero anche poi giocare in maniera mediocre per il resto del campionato. Però chi è che non si ricorda i due gol che ha fatto Vergara girandosi su se stesso o Alisson addirittura?".
Torna anche una fonte di gioco importante, perché abbiamo visto questi ultimi minuti per Kevin De Bruyne. Sta Conte ora a guidarlo nel ritornare alla migliore condizione e poi nell'impiegarlo lì credo. Cioè Alisson Santos l'alto trequartista può essere De Bruyne. Come vedi il suo percorso, il suo reinserimento? "Oggi siamo di domenica, siamo prossimi al pranzo domenicale, si stanno imbandendo le tavole. Ognuno poi cerca a questo punto il vino. Allora ci sono tanti tipi di vini, il vino fatto in casa che è buono e che dicono che è stato fatto con i piedi e che perciò è più buono degli altri. Poi ci sono i vini a denominazione naturale, quelli a denominazione geografica, poi ci sono i DOCG. I DOCG sono quei vini a denominazione di origine certificate eccetera. E poi ci sono dei vini che vanno oltre, che sono dei vini puri, che sono dei vini che costano tantissimo. E questi vini vanno bene su tutto, sul pesce come sulla carne e sui formaggi. Kevin De Bruyne è uno di questi vini pregiati, è classe brutale. Potrebbe essere un Sassicaia o un Sassicaia come vogliono dire. Un vino veramente importante, o un Petrus, anche se io preferisco i vini campani e i vini dell'Irpinia perché ce ne sono alcuni che sono veramente strepitosi. Penso al Polifemo che è un vino rosso straordinario oppure a qualche vino soprattutto dei Mastroberardino e di Terredora che sono vini eccezionali. Venduti dappertutto, hanno dei prezzi medi ma tra tutti i vini Kevin De Bruyne è secondo me il vino migliore che posso citare".
Un giudizio su Meret e su Milinkovic Savic immaginando che io sia del partito di Meret. "Io non sono né del partito di Meret né del partito di Milinkovic Savic. Dico semplicemente… io ecco se proprio dovessi per simpatia direi Caprile. Allora tra i due noi abbiamo uno che è impostato molto bene tecnicamente ed è Meret. Lo dicono i numeri, lo dicono ciò che ha vinto, lo dicono il fatto che lui esce sui cross e poi è meno alto di Milinkovic Savic. Qualcuno dice ma quelli più alti sono meglio e non è vero perché se uno va a vedere le leggi della fisica e chiede all'intelligenza artificiale quale dei due portieri è meglio, uno che è 1,80 e uno che è 2,02, ti dirà quello che è 1,80 perché quello di 2,02 ha difficoltà a piegarsi. E difatti se voi ricordate la partita dell'andata col Torino con Simeone che arriva da sinistra e Milinkovic Savic tenta di bloccarlo non si può distendere, si inginocchia quasi per essere alla stessa altezza ed essere più vicino al pallone. Milinkovic Savic è uno che non esce mai anche quando dovrebbe e questo è un limite. Poi para i rigori, qualcuno lo fa pure. Dice che è stato prescelto perché fa i lanci lunghi però poi l'unico assist sul lancio lungo lo ha fatto Meret. Andate a rivedere le immagini e direte sì effettivamente hai ragione. Allora io tra i due dico non capisco la scelta tra i due da parte di Conte se non per il fatto che ha scommesso in questo mercato su Milinkovic Savic avendo ben chiaro che Meret a fine stagione andrà via. Questa è l'unica motivazione oppure è il fatto dice l'ho scelto io e secondo me è il migliore. Però se andiamo a vedere i numeri non è così. Vi prego di andare a vederlo. Allora voglio dire la società, l'allenatore hanno fatto una scelta, però questo non significa che questa scelta ce la dobbiamo ingoiare senza fare un minimo di critica. Io questo sono pagato per fare, tu questo sei pagato per fare. Poi abbiamo le nostre passioni ma io tra i due, voglio dire tecnicamente, per i numeri, per ciò che hanno vinto, per ciò che hanno fatto avrei scelto Meret. Però la società si è mossa in maniera diversa assumendosi delle responsabilità, quelle responsabilità che io per grazia di Dio non ho e andrò a pranzo tra poco con maggiore tranquillità e serenità e col piacere di avervi sentito".
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