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Bruscolotti: "Abbiamo trovato un gioiello di casa, godiamoci la crescita di Vergara"

Bruscolotti: "Abbiamo trovato un gioiello di casa, godiamoci la crescita di Vergara"
Oggi alle 14:20Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Giuseppe Bruscolotti, ex difensore e storico capitano del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Bastoni ha simulato, è una cosa normale nel calcio di oggi o va condannata? "Tutte le simulazioni vanno condannate. È vero che nel calcio di oggi succedono spesso, da una parte e dall’altra, e tante volte si lasciano correre certi episodi mentre su altri si fanno grandi polemiche. In Italia è sempre così: ne parlano i tifosi, i giornalisti, i dirigenti e gli allenatori. Essendo una situazione di campo, però, va analizzata in modo corretto, soprattutto da chi è stato calciatore. Se quella è simulazione, è giusto dirlo chiaramente.

L’esultanza dopo l’episodio è stata una provocazione? "A prescindere dall’episodio, non bisogna cadere in queste cose. Sembra quasi una bravata, come se si fosse riusciti a ingannare l’avversario. Anche le provocazioni vanno fermate sul nascere".

Il calcio è cambiato rispetto ai tuoi tempi? "Sì, è cambiato molto. Una volta si badava prima di tutto al gioco e al rispetto dei ruoli. Oggi si dà più potere all’arbitro e ai suoi collaboratori. Nel bene e nel male, bisognerebbe accettare la decisione dell’arbitro e andare avanti. Invece ogni domenica ci sono discussioni".

Ti piace il VAR? "Non lo considero una grande novità. È diventato solo un altro motivo di discussione. Anche prima non è che si sbagliasse così tanto. L’importante è accettare il gioco e le decisioni".

Il Napoli prende più gol rispetto all’anno scorso: è solo colpa degli infortuni o è cambiato qualcosa tatticamente? "Quando si cambiano moduli e sistemi di gioco è normale che serva tempo per assimilare i meccanismi. Però non servono tante giornate per capire certi movimenti. Forse bisogna tornare a insegnare meglio i fondamentali ai difensori, perché oggi vedo un modo di difendere molto diverso rispetto al passato, soprattutto nelle marcature".

È un problema di tecnica individuale? "Non solo di tecnica. Un difensore deve conoscere i fondamentali: come posizionarsi, come difendere, come affrontare l’avversario. Una volta eravamo considerati “catenacciari”, ma abbiamo vinto dei Mondiali. Questo calcio “champagne” non so poi quanto sia davvero efficace.

Oggi mancano le letture difensive? "Sì, la lettura è fondamentale, soprattutto per chi gioca d’anticipo. Il ruolo del difensore è anticipare l’avversario. Se lo lasci girare e prendere palla, poi recuperare diventa molto più difficile".

Tra i centrali del Napoli chi è il miglior marcatore? "Sono tutti bravi, ma come veri marcatori sono un po’ lontani dai centrali di una volta. Per caratteristiche, qualcuno può avvicinarsi di più a quel tipo di gioco, ma manca continuità. Il difensore “marcatore puro” oggi è difficile da trovare".

A livello nazionale c’è un difensore che ti piace particolarmente? "Oggi molti difensori pensano più alla costruzione del gioco che alla marcatura. Se analizzi bene, quasi tutti hanno qualcosa da migliorare nella fase difensiva pura".

Che consiglio daresti a Vergara, giovane talento napoletano? "Credo che non abbia bisogno di molti consigli. Si vede che sa stare in campo, è intelligente e conosce le sue qualità. Non le scopriamo certo oggi. È un ragazzo eccezionale e, nonostante gli infortuni, possiamo dire di aver trovato un gioiello di casa. Ora dobbiamo solo goderci la sua crescita".