Bucchioni: “I bonus per Allegri sono già finiti! Ora voglio vedere la sua mano"
Enzo Bucchioni, direttore di Italia 7, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. Con lui siamo partiti dalla Nazionale e dalla possibilità di vedere Antonio Vergara titolare contro la Francia: “Speriamo, perché questo ragazzo tutte le volte che lo vedi giocare sembra avere un'energia diversa, oltre alla capacità tecnica che conosciamo e alla capacità di saltare l'uomo. È uno di quei giocatori che va oltre i moduli e gli schemi, che ti porta quel qualcosa in più e l'Italia ha bisogno di qualcosa in più, di ritrovare la gioia di giocare e il divertimento, quello che si è un po' visto contro la Turchia e che può essere un nuovo inizio del lavoro di Mancini. Mi immagino che, in questo tipo di calcio che proporrà Mancini come fece nel 2021, uno come Vergara, con quelle qualità, possa diventare centrale e determinante. Quindi aspettiamolo stasera, tra l'altro in una partita in uno stadio meraviglioso contro la squadra secondo me più forte al mondo. Anche se non ha vinto il Mondiale, come organico è la più forte al mondo. Sarebbe un bel test e anche una grande soddisfazione per lui, capace di caricarlo, di aumentare l'autostima: tutte quelle cose che poi ti ritrovi nella crescita di un giovane”.
Quanto è importante il test contro la Francia per capire se i segnali positivi visti con la Turchia possono essere confermati?
“È quello che io mi aspetto stasera, al di là del risultato, perché sai che giochi contro un gigante e tu in questo momento sei molto piccolo, quantomeno sei in fase di ripartenza. Però vorrei continuare a vedere, al di là del risultato, quelle qualità che questa squadra ha messo in mostra contro la Turchia: la personalità, la voglia comunque di andarsela a giocare, fare quel tipo di calcio veloce, a uno o due tocchi, il movimento e quindi anche il coraggio. Sono queste le qualità che vorrei vedere stasera. Il calcio è strano, due anni fa Spalletti è andato a vincere 3-1 a Parigi contro la Francia, ma il risultato mi interessa relativamente. Quello che mi dispiacerebbe e sarebbe per certi versi inaccettabile è un ritorno a quelli che erano stati i difetti e i limiti della gara vista con il Belgio. Questa sera deve essere la conferma che quella squadra lì non c'è più, che ha iniziato un nuovo percorso e all'interno di questo percorso, step by step, ci deve essere una crescita costante. A volte può essere anche stimolante andare a giocare contro una squadra così, quando non hai niente da perdere. A maggior ragione vai lì, la guardi in faccia e dici: sei più forte, però guarda anche me e le mie qualità, sfidiamoci. Proprio partendo dal presupposto che se perdi è scontato, hai la voglia di fare qualcosa di diverso, magari di cercare un'impresa che possa essere un motore per questi ragazzi. Mancini di sicuro ha lavorato su questo aspetto motivazionale”.
Che Francia ti aspetti e quanto ti incuriosisce il nuovo corso con Zidane?
“Questa è una squadra straordinaria. Quando abbiamo visto le convocazioni per i Mondiali, lo ricorderete, sono rimasti a casa una ventina, forse anche più, di giocatori e abbiamo detto: questi, se fossero italiani e li avessimo noi, sarebbero la nostra Nazionale. Almeno altre due Nazionali sono rimaste a casa, oltre a quella che ha portato ai Mondiali. Questo ti dice lunga su un movimento calcistico enorme che ha prodotto in questi anni qualità e quantità, attorno a un'idea di gioco che non è quella del calcio spagnolo, ma un'idea di calcio molto tecnico e molto veloce. Secondo me è la Nazionale più forte al mondo per tutte queste cose. Siamo anche per loro a un nuovo inizio: dopo tanti anni di Deschamps è arrivato un allenatore che ha delle idee diverse, qualcosa abbiamo già visto in queste prime due partite. Sta sperimentando dei giocatori, sta immettendo qualche giocatore nuovo che porti quelle motivazioni e cambi anche uno spartito che da diversi anni era sempre il solito. Stasera non ci sarà Mbappé, ma le soluzioni sono talmente tante. Quindi guardo con curiosità anche lo Zidane allenatore. Lo abbiamo visto al Real Madrid e ha fatto grandi cose, però il Real Madrid è una grande squadra e una grande società. Non ti dico che sia più facile allenare, però in qualche modo sì. Quando devi mettere insieme una Nazionale con giocatori che vedi una volta ogni tanto, queste sono le difficoltà che tutti i ct hanno avuto, grandi e piccoli. Quindi voglio vedere come se la cava Zidane, che è sempre stato un fuoriclasse in tutto. È una nuova esperienza e per lui c'è tanto da scoprire”.
Il Napoli può trovare nuove energie attraverso Vergara, Favasuli, i recuperi dagli infortuni e la valorizzazione di altri elementi della rosa?
“Io mi aspetto un po' tutte queste cose da Allegri. Da uno come Allegri mi aspetto la valorizzazione del patrimonio di giocatori che hai e il rilancio di altri. Parlavate di Beukema prima: non ho mai capito perché Beukema non riesca a trovare posto. Noi l'abbiamo visto a Bologna, ha fatto un paio di campionati straordinari. Non a caso il Napoli è andato a comprarlo e l'ha pagato più di 20 milioni, se ricordo bene mi pare 25. Quindi è un giocatore che ha spessore. Un allenatore come Allegri, con il suo carisma e la sua qualità, è stato chiamato apposta anche per fare questo e per avere il coraggio di lanciare i giovani, per usare tutta quanta la rosa. Se Di Lorenzo in questo momento è in difficoltà e non sta bene fisicamente, ci vuole anche il coraggio di dire: magari salti una partita, ti ritrovi più fresco la partita dopo e dentro Favasuli, magari esterno basso e non al posto di Politano, perché Favasuli nel suo ruolo è esterno basso, è sempre partito da dietro. Quella mossa lì a metà del secondo tempo sa molto di sostituzione conservativa. Io invece vorrei vedere un pochino più di coraggio, ma tutte queste cose sono nelle corde di Allegri. Per ora non l'ha dimostrato, ma ci vorrà del tempo e questo dobbiamo darlo a tutti. È chiaro che non puoi dare un tempo infinito: i bonus secondo me dopo cinque partite sono già finiti e voglio vedere dalla prossima la mano dell'allenatore. Che intervenga, faccia qualcosa. Vuole cambiare modulo? Non ha garanzie con la difesa a quattro e vuole tornare alla difesa a tre perché si sente più coperto? Lo faccia. Però intervenga, perché ho avuto la sensazione in queste prime cinque partite che l'allenatore abbia inciso un po' poco rispetto a quelle che sono le sue qualità. Allegri per me è un grande allenatore, non discuto il tipo di calcio che fa, che può piacere o non piacere. È un grande allenatore e per ora non l'ha dimostrato a Napoli. Un po' di rodaggio anche per lui”.
Una vittoria contro la Francia significherebbe che l'Italia è davvero ripartita?
“Io guardo la vittoria: se arriva, ovviamente, ti fa accelerare nel percorso di crescita, perché quando parli di autostima e di convinzione, dovessi vincere sarebbe un messaggio forte e chiaro: ecco, siamo sulla strada giusta, continuiamo così. È il nuovo inizio, certo, ti consolidi, però il lavoro da fare è ancora lungo perché Mancini è tornato adesso e questa è appena la terza partita. Io credo che, anche per sfruttare i giovani che sono dietro, che in prospettiva stiamo vedendo e ce ne sono tanti, ci sia qualcosa dietro questa squadra. Credo che l'obiettivo vero, quello finale, anche di Mancini, in parte dichiarato, ma pure della Federcalcio, sia quello di andare ai Mondiali fra quattro anni e di presentarsi con una squadra competitiva. Una squadra che possa andare lì e dire: non lo so se vinco il Mondiale, però me lo gioco. Quello che è sempre stata un po' l'Italia storicamente, prima di questi disastri. Dal 2006 in poi, dopo il Mondiale in Germania, è stato un disastro continuo. L'idea è ritrovare nell'arco di un quadriennio una Nazionale forte, con personalità e competitiva. Non si fa tutto in un momento, in un attimo”.
Quanto può incidere sul nuovo corso della Nazionale la situazione che si è creata intorno alla FIGC?
“Purtroppo qui siamo in un grande pasticcio, una guerra per bande, con un ministro che entra continuamente a gamba tesa in un territorio che non è il suo. Dire quello che ha detto il ministro, che ha confermato Mancini anche se Malagò dovesse essere commissariato, la Federcalcio commissariata e Malagò esautorato, non spetta al ministro dello Sport. Queste cose deve dirle casomai il commissario, se dovesse venire, o il presidente della Federcalcio. Quindi una continua invasione di campo che è il filo conduttore di questi mesi, purtroppo per un'antipatia, per essere buoni, tra il ministro e Malagò che sta portando nel caos. Perché se dovesse essere commissariata la Federcalcio e la Federcalcio stessa facesse tutti i ricorsi che ha già annunciato, andremmo in un caos per mesi con ricorsi contro ricorsi. Si può arrivare persino al TAR per ottenere la decisione finale. Quindi capite cosa c'è all'orizzonte. Quando diciamo: la squadra com'è, chi la segue, le riforme chi le fa? Nessuno in questo momento. A nessuno interessa il bene del calcio italiano, ma il proprio interesse personale, il proprio potere, oppure le rivincite. È una cosa molto triste, diciamo la verità, per chi invece avrebbe voluto da Malagò, che potenzialmente è un dirigente di altissimo livello, le riforme e tutto quello che il calcio aspetta da tanto tempo. Per me Malagò poteva essere l'uomo giusto, per altri no evidentemente, ma se lo avessero detto prima delle elezioni, se avessero impedito questa elezione magari portando un candidato altrettanto forte, probabilmente i lavori sarebbero già cominciati. L'assurdo è che fai eleggere Malagò aspettando poi l'imboscata per farlo fuori dopo mesi. Siamo in Italia, purtroppo”.
Enzo Bucchioni a Radio Tutto Napoli chiede una svolta ad Allegri: più coraggio, giovani e valorizzazione dell'intera rosa.
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