Bucchioni: "Lucca-Lang? Capita a tutti di sbagliare colpi sul mercato"
Enzo Bucchioni, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
"È vero, l’emergenza è pesante, ma questa squadra ha dimostrato di avere carattere e determinazione. Sono qualità che Conte, in questo anno e mezzo abbondante di lavoro, ha sempre cercato di trasmettere. Anche nei momenti più delicati la squadra ha spesso risposto. Mi aspetto stasera una grande prestazione proprio sotto l’aspetto caratteriale, la voglia di andare oltre tutte queste sventure. Sembra quasi che qualcuno abbia fatto il malocchio, per usare un’espressione colorita".
Gli infortuni sono continui e colpiscono giocatori chiave.
"Esatto. Rrahmani è insostituibile perché guida la difesa, gli altri hanno caratteristiche diverse. Lo abbiamo visto in autunno quando è mancato. Ogni volta che pensi di recuperare qualcuno, come Lukaku o Anguissa, arrivano nuovi infortuni. Politano poi è uno di rendimento costante, sempre affidabile sia in fase offensiva che difensiva. Però queste cose te le devi scrollare di dosso. Devi essere più forte di ciò che accade, pensare all’obiettivo e andare avanti in Champions. Con tutto il rispetto, il Copenaghen non può essere un ostacolo insormontabile".
Il campionato danese è fermo. Può essere un vantaggio per il Napoli, che invece gioca ogni tre giorni?
"Penso di sì, anche se poi il calcio ci ha insegnato tutto e il contrario di tutto. La teoria dice questo. Però io, da allenatore, alla squadra non lo direi mai.
Queste cose devono diventare un vantaggio durante la partita, non prima. In preparazione devi dare importanza massima all’avversario, soprattutto in un momento come questo. Serve una preparazione molto psicologica. Il Napoli ha già superato altre partite-svolta durante la stagione, pensa alla gara con l’Inter: anche lì c’erano difficoltà e la squadra si è esaltata. Questa è un’altra occasione per dimostrare quei valori".
Conte ieri ha anche sottolineato il calendario folle: nove partite a gennaio. C’è ancora spazio per queste proteste o fa parte della strategia comunicativa?
"Un po’ tutte e due le cose. Tutti gli allenatori si lamentano, e a ragione: il calendario è irrazionale da anni. Nessuno si siede davvero attorno a un tavolo, a livello internazionale, per organizzare meglio tra club, nazionali e competizioni varie. Detto questo, Conte conosce il calendario dall’inizio della stagione. Fa anche parte della sua abilità comunicativa: spostare l’attenzione, togliere pressione alla squadra, distribuire le responsabilità. In questo è bravissimo".
Restando sugli infortuni: se dovessi indicare un’assenza che ha pesato più di tutte, quale diresti?
"Anguissa. È un giocatore unico per forza fisica, inserimenti, gol. Ti dà soluzioni senza palla e a fine stagione i suoi gol li porta sempre. Ma soprattutto è mancata la possibilità di ruotare a centrocampo: mi pare siano dodici partite consecutive senza cambi credibili lì in mezzo. Poi, se parliamo di qualità pura, De Bruyne: anche entrando dalla panchina, un campione così ti risolve le partite con una giocata o un calcio piazzato. Doveva essere un valore aggiunto ed è diventato un disvalore".
E Lukaku?
"Anche lui è mancato tantissimo, non solo in campo ma nello spogliatoio. Sarebbe stato un riferimento per Lucca, un maestro nei movimenti, uno che conosce perfettamente il calcio di Conte. Quando costruisci una squadra c’è un progetto, ma deve andarti tutto bene. Qui invece ci sono state delle “frane” nella costruzione. Alcuni giocatori hanno reso meno anche perché messi sotto pressione continua".
Arriviamo al mercato: Lang e Lucca hanno deluso. Conte fa un passo indietro rispetto alle valutazioni estive?
"Può capitare a chiunque, anche a Conte. Il calcio è imprevedibile. Ci sono esempi storici: Rash alla Juventus, Bergkamp all’Inter. Lang sulla carta era un buon giocatore, nessuno in estate disse il contrario. Quando Conte sceglie un calciatore, lo studia a fondo. Poi succedono cose che non puoi prevedere. Su Lucca invece qualche dubbio c’era già: è stato pagato tanto e forse non era pronto per una piazza così. È arrivato Højlund, più forte e più pronto, e Lucca ha sentito la pressione. Fa parte della legge della compensazione del mercato: alcuni colpi riescono alla grande, altri meno. Nel complesso però il lavoro di Conte resta di grande valore".
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