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Infortuni Napoli, prof. Castellacci difende Conte: "C'è un motivo se si fanno male in tanti"

Infortuni Napoli, prof. Castellacci difende Conte: "C'è un motivo se si fanno male in tanti"
Oggi alle 11:40Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Il professor Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale Italiana, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Oggi il Copenaghen affronta il Napoli dopo quasi 40 giorni dall’ultima partita ufficiale, a causa del blocco del campionato danese, mentre il Napoli arriva da un vero e proprio tour de force, con partite ogni tre giorni. Dal punto di vista fisico e atletico, questa situazione favorisce il Napoli?

Sì, teoricamente è meglio per il Napoli. Tuttavia il Napoli si trova in una situazione infortunistica veramente precaria, gioca in emergenza e purtroppo Antonio Conte è costretto a far giocare sempre gli stessi calciatori. Questo comporta il rischio di sovraccarichi muscolari e di lesioni, come purtroppo stiamo vedendo, che stanno falcidiando la rosa azzurra. Quindi è sicuramente un problema per il Napoli affrontare tutte queste partite ravvicinate. Il Copenaghen, invece, avendo sospeso il campionato, ha dovuto fare una preparazione affrettata per tornare in campo: da un punto di vista atletico questo ha agevolato il Napoli, mentre dal punto di vista della tranquillità mentale probabilmente ne beneficia il Copenaghen.

I tanti infortuni del Napoli sono clamorosi. Possono dipendere anche dal fatto che Conte, avendo pochi calciatori a disposizione, li faccia giocare sempre, aumentando il rischio ogni tre giorni?

Antonio pretende il massimo dai suoi giocatori, e infatti con lui giocano alla grande. Ma per farlo serve una rosa ampia per ruotare gli uomini. Cosa che ha sempre fatto, ma ultimamente non riesce a fare a causa dell’enorme numero di infortunati. Giocando sempre gli stessi, il rischio aumenta. In questi casi lo staff può fare poco: se si gioca al limite, basta una piccola stanchezza muscolare, con partite ogni tre giorni, per trasformarla in una lesione. È probabilmente ciò che è successo. Purtroppo fa parte del gioco colpevolizzare staff medico e preparatori, ma la realtà è diversa. Conte non è certo l’ultimo arrivato: è maniacale nella preparazione, lo conosco benissimo. Figuriamoci se, vedendo tutti questi infortuni, non si fosse già seduto più volte a tavolino con lo staff medico e atletico per verificare se ci fosse qualche errore. Sono convinto che abbiano analizzato tutto per ridurre i rischi.

Dopo le parole di Conte a Dazn, in generale può dirci come sono i rapporti tra staff tecnico e medico quando ci sono molti infortuni?

Questo è un discorso molto personale. Dipende dal rapporto di stima reciproca tra allenatore e medico. Dire “non sono un medico” può semplicemente significare: per la valutazione clinica rivolgetevi allo staff medico. Poi è chiaro che da fuori si cerca sempre la punta polemica: sembra quasi uno scarico di responsabilità. Ma potrebbe essere solo un chiarimento di ruoli. Io non penso che Conte voglia scaricare responsabilità su altri, non è da lui. Spero e credo che il senso fosse proprio questo.

Secondo lei è positivo che un medico parli pubblicamente? Andrebbe fatto più spesso?

Secondo me sì. È una presa d’atto della situazione ed è un dovere della società far sapere come stanno i giocatori. Tifosi e stampa hanno il diritto di conoscere le situazioni, altrimenti nascono illazioni e polemiche inutili. Quando si parla con chiarezza e sincerità, si evita tutto questo. Il dottor Canonico ha fatto benissimo a intervenire. Forse non è abituato, di solito ci si limita ai comunicati stampa, ma quando si dice la verità non si creano mai problemi. I problemi nascono quando si nasconde qualcosa o si raccontano mezze verità.

Arriva un messaggio: “Anche con Sarri giocavano sempre gli stessi e non c’erano tutti questi infortuni”. Come si risponde a un dubbio del genere?

I dubbi sulla preparazione esisteranno sempre: troppo dura, troppo leggera… Però ribadisco il concetto di prima. Le preparazioni di Antonio possono essere intense, ma secondo voi loro non si fanno delle domande? Ce le facciamo noi dall’esterno, figurarsi loro dall’interno. Se c’è da snellire la preparazione o modificare esercizi che sollecitano troppo certi muscoli, lo fanno. Sono certo che si siano messi a tavolino a chiedersi il perché di queste lesioni. Possono esserci fattori che noi non conosciamo, ma escludo nella maniera più assoluta superficialità nella preparazione. Parliamo di professionisti, e bisogna sempre partire da questo aspetto.