Bucchioni: "Troppi infortuni, ADL chieda spiegazioni! Futuro Conte? Dipende da una cosa"
Enzo Bucchioni, noto giornalista, è intervenuto nel corso di 'Napoli Talk', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Il campionato è stressante e pieno di variabili. Il Napoli deve fare quello che dice Conte: giocare ogni partita come fosse una finale. Se perdi questo approccio rischi di indebolirti mentalmente. È vero che stanno rientrando giocatori importanti e forse il periodo peggiore è alle spalle, ma bisogna pensare solo a battere il Torino e poi andare avanti gara dopo gara. I conti si fanno alla fine”.
Secondo te il futuro di Conte sarà ancora a Napoli?
“È difficile dirlo oggi. Ci sono troppe variabili. La prima è la qualificazione alla Champions: io credo che il Napoli abbia buone possibilità, ma bisogna prima andarci. Poi bisognerà capire quali saranno i programmi della società. De Laurentiis dovrà tirare una riga su questa stagione: ha speso molto e investito tanto. Conte è un allenatore che chiede molto a se stesso ma anche alla società, vuole alzare l’asticella. Tutto dipenderà da quali programmi verranno condivisi”.
Gli infortuni sono stati il vero simbolo della stagione: 37 in totale.
“È un dato enorme. Non voglio fare processi perché non sono né un medico né un preparatore atletico, ma un numero del genere impone una riflessione. Il Napoli dovrà analizzare cosa non ha funzionato: capire dove si è sbagliato per evitare che succeda ancora. Se fossi De Laurentiis pretenderei spiegazioni molto chiare”.
Il rientro di Anguissa e De Bruyne può dare una spinta alla squadra?
“Dal punto di vista psicologico sì. Lo abbiamo visto anche con Lukaku: non è ancora al massimo ma il suo rientro ha dato energia. I campioni servono anche per questo, per portare entusiasmo nello spogliatoio. Poi bisognerà capire quanto potranno incidere subito sul piano fisico, ma il loro carisma è fondamentale”.
Contro il Torino mancherà Lobotka: al suo posto possibile coppia Gilmour-Elmas.
“Il Napoli ormai è abituato a situazioni di emergenza. Gilmour non è Lobotka, ma può fare il play e dare un punto di riferimento. Elmas invece è un giocatore che spesso viene sottovalutato: è modernissimo, può fare tanti ruoli, sa adattarsi e può anche segnare. In passato il Napoli si è trovato in situazioni ancora peggiori a centrocampo, quindi la squadra è ormai collaudata ad affrontare le difficoltà”.
Queste difficoltà hanno rafforzato il gruppo?
“Secondo me sì. Non è retorica: quando attraversi momenti così complicati e riesci comunque a restare dentro l’obiettivo, significa che lo spogliatoio ha dato qualcosa in più. Il Napoli ha superato momenti durissimi, presentandosi in campo con formazioni lontane da quelle ideali, eppure è ancora pienamente in corsa per la Champions”.
Anche Conte ha dovuto cambiare qualcosa nella gestione della rosa?
“Probabilmente sì. Lui è un allenatore molto perfezionista e pretende che i giocatori assimilino completamente il suo calcio prima di utilizzarli. Forse questa stagione gli ha insegnato che in alcune situazioni bisogna essere meno integralisti. L’esempio di Vergara è evidente: senza gli infortuni forse avrebbe giocato molto meno, invece si è rivelato un valore importante”.
Alla luce di tutto questo, la stagione del Napoli può essere considerata negativa?
“Assolutamente no. Se a luglio chiedi a un allenatore qual è l’obiettivo, ti dirà sempre la Champions. Il Napoli è ancora dentro questa corsa nonostante tutti i problemi. Basta guardare la Juventus, che ha lo stesso obiettivo ma oggi sarebbe fuori. Per questo non parlerei di stagione fallimentare”.
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