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Da Torino: "Con D'Aversa c'è più coraggio. Marianucci? Ecco perché è finito in panchina"

Da Torino: "Con D'Aversa c'è più coraggio. Marianucci? Ecco perché è finito in panchina"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 15:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Elena Rossin, giornalista di TorinoGranata.it, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Con il cambio di allenatore il Torino ha mostrato subito qualcosa di diverso: contro la Lazio si è vista una squadra più determinata, più coraggiosa e più propositiva. Soprattutto non ha subito gol, che è una grande notizia se pensiamo che fino a poco tempo fa aveva la peggior difesa del campionato con 47 reti incassate. È tornata alla vittoria e si è rimessa sulla strada giusta per allontanarsi dalla zona retrocessione”.

Nel tuo articolo parlavi di un Torino che ha perso la sua identità durante la stagione.
“Sì, perché a parte poche partite – come quella d’andata con il Napoli o la Coppa Italia contro la Roma – si è visto un Torino che spesso non credeva neanche in se stesso. Mancavano gioco, convinzione e continuità. A tratti c’erano delle fiammate, ma sembravano episodi isolati. La squadra si è ritrovata progressivamente a complicarsi la vita fino ad arrivare a tre punti dalla zona retrocessione, situazione che ha portato all’esonero di Baroni e all’arrivo di D’Aversa”.

Zapata resta uno dei dubbi principali.
“Dipende molto dalla sua tenuta fisica, perché nell’ultima partita ha giocato quasi tutti i novanta minuti. Se non dovesse essere al meglio si potrebbe vedere Casadei in una posizione più avanzata, magari a supporto di Simeone. Però ci sono anche Adams e Kulenovic, quindi D’Aversa ha comunque diverse opzioni”.

Marianucci è finito in panchina nelle ultime partite: come si spiega questa scelta?
“Probabilmente perché Ismajli sta bene ed è diventato il titolare. Anche Coco ed Ebosse hanno fatto bene nelle ultime gare e potrebbero essere confermati. Una delle critiche mosse a Baroni era proprio quella di cambiare sempre formazione: in trenta partite ufficiali ha utilizzato trenta undici diversi. D’Aversa invece sembra voler costruire una base più stabile”.

Domani al Maradona ci sarà anche Sal Da Vinci con la sua canzone vincitrice di Sanremo. Simeone ha già esultato sulle note di quel brano contro la Lazio: che clima si respira?
“È giusto che Sal Da Vinci faccia il giro di campo, ha appena vinto Sanremo. Però se fossi in lui ci penserei due volte: se Simeone dovesse segnare e rifare il balletto, non so quanto Conte sarebbe contento… Scherzi a parte, il legame tra Simeone e Napoli è fortissimo”.

Ti aspetti che Simeone esulti in caso di gol al Maradona?
“Credo di no, mi aspetto che non esulti per rispetto. Ma questo non significa che non darà tutto per il Torino: una delle sue caratteristiche migliori è proprio la generosità e la capacità di mettersi sempre al servizio della squadra”.