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Conte, l'ex compagno: "Lo sento spesso e mi dice una cosa su Napoli"

Conte, l'ex compagno: "Lo sento spesso e mi dice una cosa su Napoli"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 10:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Luigi Garzya, ex compagno di Conte ai tempi del Lecce, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Che stagione è stata questa per il Napoli? Secondo te Conte quanto l’ha sentita e quanto ha sofferto in quest’annata?

"Beh, è chiaro che tutti noi ci aspettavamo qualcosina in più per quanto riguarda la Champions League. Oggettivamente, secondo me si poteva fare qualcosina di meglio. Però, se poi andiamo ad analizzare, ha vinto la Supercoppa, arriverà secondo secondo me. La stagione non è assolutamente da buttare, anzi. Chiaramente là davanti bisogna dare merito anche all’Inter, che secondo me in questo momento è la squadra più forte del campionato e giustamente ha vinto il campionato."

Giudizi sul gioco di Conte?

"Guarda, bisogna vedere due cose secondo me: se si vuole raggiungere il risultato oppure se si guarda al modo di giocare. Perché poi alla fine la sostanza è quella che conta. Io ho fatto questo mestiere, quindi di partite brutte ne abbiamo fatte, però a noi interessava solo ed esclusivamente il risultato, perché alla fine è quello che conta. Però non stiamo parlando di qualcosa di disastroso, non è il gioco più brutto del mondo. Chiaramente Conte e il Napoli ci hanno fatto vedere cose migliori quest’anno, soprattutto i giocatori, non dimentichiamolo."

È partita anche la questione legata al futuro di Conte, secondo te è l’allenatore giusto anche per la prossima stagione?

"Guarda, se lui decide di non proseguire è perché evidentemente c’è qualcosa che non va. Se invece dovesse rispettare il contratto, conoscendolo, è perché ama Napoli e sta bene a Napoli. Quando ci sentiamo lui sta bene, e sfido chiunque a dire che si stia male a Napoli. Chiaramente, se ci saranno programmi importanti, li prenderà in considerazione perché è un allenatore che vuole vincere. In base ai programmi credo deciderà. Io sono convinto e spero di cuore, da tifoso del Napoli, che possa rimanere, anche perché ha vinto lo Scudetto, poi la Supercoppa e ha centrato la Champions. Mandare via un allenatore vincente sarebbe un peccato."

Ci sono troppe critiche su di lui?

"Quest’anno non è stato semplice, e noi siamo bravi a dimenticare. Non dimentichiamo che per settimane e mesi la squadra ha giocato con tanti giocatori che non avevano mai giocato in Serie A, con una rosa ridotta all’osso e con i migliori fuori per infortunio. Io sono convinto che, con tutti a disposizione, avrebbe lottato fino all’ultima giornata per il campionato. Questo l’ha penalizzata, è un dato di fatto."

Se Conte dovesse restare, ti aspetti una rivalsa in Champions League, visto che spesso si dice che in Europa non abbia fatto bene?

"È chiaro che vorrebbe fare di meglio. Non so perché in Champions non riesca a dare quello che dà in campionato. Però il problema non è solo l’allenatore, è tutto il contesto. Noi puntiamo il dito sull’allenatore, ma poi in campo vanno i giocatori. Lui è consapevole di non aver fatto bene, sarebbe stupido dire il contrario. È il primo a essere rammaricato per non aver raggiunto certi traguardi. Se dovesse rimanere, secondo me è perché c’è un programma anche per la Champions: una rosa più ampia e più forte. Questo sarebbe positivo."

In caso di mancata conferma di Conte e di un possibile approdo in Nazionale, sarebbe l’uomo giusto?

"Il problema della Nazionale non è solo l’allenatore. La responsabilità è in percentuale bassa dell’allenatore: il problema sono altri, soprattutto la materia prima, perché mancano i giocatori. Io spero davvero che resti a Napoli, perché se rimane vuol dire che faranno una squadra forte anche per l’Europa."

Che idea ti sei fatto della situazione legata a Romelu Lukaku e come la gestiresti?

"Bisogna vivere lo spogliatoio per capire bene i fatti, perché da fuori è facile giudicare. Lui ci è rimasto male, soprattutto per il rapporto che aveva con Conte: non dimentichiamo che hanno fatto le fortune reciproche. Però bisogna capire il perché di questo comportamento. E poi bisogna vedere anche come l’ha presa il gruppo. Noi possiamo solo immaginare, ma non sappiamo davvero come sono andate le cose."

Su Alessandro Buongiorno: che stagione è stata e che direzione può prendere?

"È stato infortunato tanto, e le annate storte capitano a tutti. Però un difensore centrale non può permettersi errori, perché sono più evidenti. Lo abbiamo visto in periodi migliori e conosciamo le sue qualità. È un ragazzo serio. Ha avuto alti e bassi come altri, non è stata un’annata felicissima, ma gli infortuni possono incidere."

Su Di Lorenzo: che cosa rappresenta oggi per il Napoli?

"È un giocatore rappresentativo. Fare il capitano vuol dire essere accettato dallo spogliatoio. È un giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero: tatticamente affidabile, dove lo metti sta e fa il suo. Al di là dell’aspetto tecnico, è una brava persona ed è il capitano. Fare il capitano non è solo portare la fascia: se è ben voluto dai compagni vuol dire che ha grandi valori, e questo è fondamentale."