Da Sanremo, il maestro Campagnoli: "Troppe ingiustizie! Ricordate cosa diceva Diego?"
Enzo Campagnoli, direttore d'orchestra, grande tifoso del Napoli, direttamente da Sanremo è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Con il telefono riesco sempre a guardare le partite. Devo solo essere sul podio per non poterle seguire direttamente, ma anche lì sotto ho una persona che mi aggiorna sul risultato. Negli anni ’90 mi capitava di avere il computer nascosto sotto le percussioni per seguire il Napoli mentre dirigevo! Il Napoli è parte di me”.
Hai anche un amuleto speciale con te… “Certo, è sempre con me. È simbolo di forza, energia, vibrazione. Noi abbiamo vissuto Diego negli anni più belli e non mi sono mai staccato da quel ricordo”.
Da direttore d’orchestra a direttore tecnico: che stagione sta vivendo il Napoli di Conte? “È un’annata molto particolare. Il mister si è ritrovato con enormi difficoltà. È come se io avessi un’orchestra decimata: invece di 60 musicisti, 45 con la febbre a 40. Devi trovare soluzioni. E lui lo sta facendo in modo impeccabile, attingendo alle risorse che ha in panchina. Siamo ancora lì a dare fastidio e daremo fastidio fino alla fine”.
C’è bisogno di ritrovare armonia in vista delle ultime 14 partite? “Assolutamente sì. Il compito del mister è rendere tutte le parti consonanti, mettere gli accordi giusti, creare armonia tra i reparti. E Conte questo lo fa in maniera incredibile”.
Da tifoso, quanto ti fanno arrabbiare certi arbitraggi? “Non voglio entrare nel discorso arbitri, ma stiamo subendo tante ingiustizie. Tante. Ci sono cose palesi. Però il verdetto del campo va accettato. Dobbiamo vincere contro tutto e tutti, come diceva Diego. È il nostro destino”.
Direttore, quest’anno ci sono diversi artisti campani in gara. Ce ne può parlare? “Certo. Io quest’anno dirigo tre artisti, come l’anno scorso: Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay, che tra l’altro è un partenopeo molto bravo, di Mugnano. Poi ci sono anche Luchè, Sal Da Vinci, AKA 7even, LDA: insomma, c’è una grande rappresentanza campana. Senza Napoli non si va da nessuna parte”.
Maestro, a nome di chi ci sta ascoltando dal sito di Radio Tutto Napoli, dalle app, da YouTube e da tutte le piattaforme, le chiediamo una cosa speciale. A Sanremo vanno di moda simboli e gesti, anche legati al Fantasanremo: possiamo portare sul palco il “4” dello scudetto, così che Radio Tutto Napoli si senta rappresentata e si porti il Napoli a Sanremo? “Facciamo così: vi faccio una promessa. Il mio gesto quando saluto è sempre questo, con il pugno sul cuore. In una delle serate, magari, potrei fare anche il “4”. Così ci salutiamo”.
Sarebbe bellissimo! Così chi ha seguito questo collegamento capirà…”Esatto, saprà a cosa è dedicato”.
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