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De Bruyne play, Pazienza: "Difficile possa accettare cambiamento dopo 15 anni"

De Bruyne play, Pazienza: "Difficile possa accettare cambiamento dopo 15 anni"
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Michele Pazienza, ex centrocampista del Napoli, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.

La difesa a tre può diventare una soluzione definitiva per il Napoli?

La difesa a tre è sicuramente una soluzione che può dare vantaggi al Napoli nel tempo, considerando anche le caratteristiche dei suoi difensori. È chiaro che va lavorata, sistemata e migliorata, ma non credo che i problemi attuali, soprattutto quelli emersi nell'ultima partita, dipendano dal sistema di gioco, dalla difesa a tre o a quattro o dall'interpretazione della gara. Ci sono anche gli infortuni: nel momento in cui si recupera un giocatore, se ne perdono altri due. Questo condiziona la continuità del progetto tecnico che l'allenatore sta cercando di realizzare e incide sui risultati.

Perché il Napoli non è riuscito a reagire dopo il pareggio e il vantaggio del Villarreal?

Credo che il prossimo passo che il Napoli debba compiere, al di là del sistema di gioco e dell'interpretazione della gara, sia proprio imparare a reagire alle difficoltà che si presentano durante la partita. All'interno di una gara se ne sviluppano tante altre, con situazioni diverse da affrontare. Quando il Napoli riuscirà ad avere la reazione e l'atteggiamento giusti nei momenti difficili, farà quel salto di qualità che oggi gli manca. Una squadra si costruisce soprattutto attraverso il modo in cui affronta le difficoltà. Questo aspetto oggi manca ed è evidente, ma parliamo di una squadra in costruzione, che sta cercando di creare un proprio percorso. Siamo ancora all'inizio e credo che Allegri lavorerà molto su questo aspetto, soprattutto mentale, giorno dopo giorno.

Come dovrebbe comportarsi un allenatore se un campione come De Bruyne rifiutasse un ruolo diverso da quello abituale?

Dipende dal rapporto con il calciatore, dalla sua personalità, dal ruolo che ricopre all'interno del gruppo e dal peso tecnico che ha nella squadra. Nel mio percorso mi è capitata una situazione simile: ho chiesto a un calciatore di giocare in un ruolo che non aveva mai ricoperto, se non in alcune circostanze di emergenza. In un primo momento era perplesso, ma quando ha iniziato a giocare in quella posizione si è reso conto dei vantaggi che poteva ricavarne. La sua risposta è stata più positiva del previsto, tanto che, quando ho avuto bisogno di riportarlo nel suo ruolo abituale, quasi desiderava restare dov'era. Molto dipende, quindi, da come il calciatore vive la richiesta e la accetta. Nel caso specifico di De Bruyne, se Allegri ritiene opportuno abbassarlo e allontanarlo dalla porta, chiedendogli di fare qualcosa a cui non è abituato e che probabilmente non gradisce, bisogna considerare anche la sua mentalità. Allontanandosi dalla porta ha meno possibilità di arrivare al gol, almeno nella sua percezione, perché per tutta la carriera ha giocato a 20-25 metri dalla porta avversaria. È chiaro che per lui possa essere difficile accettare un cambiamento del genere. Credo però che, se Allegri si rendesse conto che il calciatore non risponde nel modo giusto, pur ritenendo valida la propria idea tattica, non insisterebbe e cercherebbe di sfruttare al massimo le caratteristiche di De Bruyne.

Contro il Venezia il Napoli deve reagire dopo la sconfitta con il Villarreal?

È una partita insidiosissima, ma rappresenta anche un'opportunità per iniziare quel percorso di crescita di cui parlavamo prima e imparare a reagire alle difficoltà. Il Napoli arriva da una sconfitta pesante in Champions League e la partita contro il Venezia deve essere affrontata con attenzione, ma anche come un'occasione per rispondere alle difficoltà che la squadra sta vivendo.