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Padovan: "McTominay e De Bruyne, convivenza difficile! È un problema di Allegri"

Padovan: "McTominay e De Bruyne, convivenza difficile! È un problema di Allegri"
Oggi alle 12:40Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Giancarlo Padovan, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video. Leggi qui l'intervento integrale.

Sulla sconfitta della Roma contro il Real Madrid

"Ottima Roma fino a un certo punto, fino all'ottantaduesimo. Le partite durano 90 minuti. Poi pessima Roma sui calci d'angolo. Se prendi tre gol così, insomma, è anche giusto che perdi, anche se la beffa è clamorosa. Mi domando come questa Roma abbia potuto concedere tre gol a un avversario che è stato sotto per lunghi tratti, non sotto nel risultato, ma proprio nel gioco. A un certo punto la Roma era stanca, loro hanno cominciato a spingere con gli esterni e la Roma si è molto abbassata. Però sui calci d'angolo ha difeso molto male".

Sulle ambizioni scudetto della Roma

"Mentre la vedevo fino all'ottantesimo dicevo che questa Roma si sta dimostrando superiore all'Inter, anche in campo internazionale. Sta facendo una partita che l'Inter non solo non ha fatto, ma neanche si sogna in campo internazionale. Questa Roma può essere meglio dell'Inter in campionato. Quindi io dico che questa sconfitta costerà alla Roma molto. Intanto perché perde giocatori importanti e poi perché da una sconfitta così fai fatica a tornare a livello normale. Hai speso tante energie fisiche e nervose e hai una frustrazione enorme. L'Inter secondo me sorride a vedere una Roma così, perché è indebolita. Mentre la vittoria l'avrebbe esaltata, adesso ha paura di tutto. Ogni calcio d'angolo diventa uno psicodramma per la Roma".

Sulla sconfitta del Como

"Quella del Como era difficile. Io stimo molto Fabregas, lo considero uno che diventerà un grande allenatore. Ma togliere le punte è incomprensibile. Cosa voleva fare? Ha messo dentro due punte, se le mette dentro dieci minuti prima forse pareggia. La partita del Como si era messa bene, poi si è infortunato Diao, che era un'ira di Dio sulla destra. Quella del Como secondo me ci può stare".

Sulla crisi dell'Inter in Champions League

"Per me la partita che non può starci è quella dell'Inter. Perché hai il favore del pronostico, perché hai una rosa straordinaria, perché hai due squadre. La sconfitta del calcio italiano è la sconfitta dell'Inter. Perché l'Inter nel campionato italiano è quella che domina, almeno fino a oggi, in maniera incontrastata. Appena va in Europa fa delle figure barbine. Chivu, che io critico molto dall'anno scorso, è un allenatore sopravvalutato. Ha perso sette partite su otto in Champions. E l'anno scorso non c'era Pepo Martínez su cui scaricare tutte le colpe. Poi ha preso un gol, ma ne ha salvati altri due. Questo non se lo ricorda nessuno. L'Inter è una squadra scombiccherata, senza capo né coda in Champions. Che cosa significa? Che il nostro campionato è un campionato di retroguardia, un campionato mediocre, sempre peggio. Non sta più alla pari con gli altri".

Sul paragone con Simone Inzaghi

"Hanno criticato Inzaghi, che aveva avuto la colpa di arrivare in finale di Champions e perderle. Però intanto c'è arrivato. Due finali di Champions in tre anni. Vedremo quando l'Inter arriverà a fare altre due finali di Champions. Io me ne accontenterei anche di una".

Sui numeri di Allegri in Champions League

"Anche i numeri di Allegri cominciano a preoccupare. Nell'ultima esperienza alla Juve, cinque sconfitte su sei partite in Champions League. Adesso altre due partite nel Napoli, due partite e zero punti. Cominciano a essere pesanti i numeri, e recenti. Non basta più evocare le due finali. Il rischio è di diventare un allenatore superato. Io non dico che devi andare a fare le due finali tutti gli anni, ma vogliamo almeno qualificarci nelle prime 24? Io, per esempio, penso che il Como si qualifichi. Ma non possiamo pensare che sia il Como a rappresentare il calcio italiano. Il Como è il Como, Napoli è Napoli. Napoli non può aspettare".

Su quanto tempo concedere ancora ad Allegri

"Per me le prime otto partite sono emblematiche. Però voglio essere intellettualmente onesto: bisogna dare un po' di tempo all'allenatore. Però quattro sconfitte su otto... Io non glielo darei. Però è giusto che la società, che ha la responsabilità, e i tifosi gli diano ancora qualche chance".

Sulla partita contro il Venezia

"A Venezia devi vincere. Non è che ci sono discorsi, a Venezia devi vincere. Dopo ci sono anche partite difficili e lì bisogna avere un po' di prudenza. Però sapete cosa vi dico? Il Napoli gioca meglio le partite difficili. Per me la partita migliore che ha fatto è stata a Milano con l'Inter, persa in maniera rocambolesca. Ricordo sempre che se Anguissa, invece di fare quello che ha fatto, la mette dentro, adesso l'Inter avrebbe già avuto una sconfitta e sarebbero pari punti. Il calcio è aleatorio e l'abbiamo visto ieri sera".

Sugli obiettivi stagionali del Napoli

"Diamo ancora tempo ad Allegri, anche se i numeri lo condannano, però Venezia deve significare tre punti. Non ci sono altre opzioni. Cosa mi aspetto dal Napoli? Non mi aspetto che vinca lo scudetto, ma anche per stare nelle prime quattro bisogna cominciare a fare punti. E poi c'è la Champions".

Sull'autocritica di Allegri dopo Villarreal-Napoli

"Lui ci racconta che non ha più visto la sua squadra. Ma la squadra è sua e lui è l'allenatore. È un'autocritica. È lui che deve ripristinare il filo del gioco, il filo della convinzione, il filo della reazione. È lui che lo deve fare. Se non riesce a farlo, vuol dire che c'è qualcosa che non va. E allora metta mano a questo Napoli".

Sulla convivenza tra McTominay e De Bruyne

"Per esempio, la convivenza tra McTominay, che non è ancora a posto, è evidente, e De Bruyne. Questo è un tema. È una convivenza che non può esserci o che è difficile da trovare. Questo è un tema tecnico, ma è un tema di Allegri".