Da 0 a 10: il battibecco in diretta Tv, la scomoda verità su Politano, l'equivoco De Bruyne e il dato agghiacciante

Da 0 a 10: il battibecco in diretta Tv, la scomoda verità su Politano, l'equivoco De Bruyne e il dato agghiaccianteTuttoNapoli.net
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Villarreal-Napoli 3-1, il nostro da 0 a 10: Da 0 a 10: il battibecco in diretta Tv, la scomoda verità su Politano, l'equivoco De Bruyne e il dato agghiacciante

Zero a Politano, che combina un guaio grosso che al confronto il disastro del Titanic sembra una manovra di parcheggio riuscita male. Matteo è generoso, ma anche logoro da un chilometraggio portato all’esasperazione, l’emergenza lo costringe in campo ma è poco lucido. Il suo errore ha l’effetto Roipnol sul Napoli, che da quel momento mette in scena un remake di ‘Una notte da Cog***ni’… 

Uno il gol che nasce, così come a Firenze, da uno schema pensato per liberare Gilmour. Cercando uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, bisogna aggrapparsi a questa ottima gestione dei calci piazzati da parte dei collaboratori di Allegri. Ora sistemiamo gli altri 480 problemi, poi siamo a posto…

Due salvataggi determinanti di Badiashile, che deve ancora farci capire di che materiale è fatto. Spesso riluttante nell’uno contro uno, incline al temporeggiare quando forse ci sarebbe da accorciare, trova comunque il modo di risultare decisivo con queste due ottime scelte di posizione. Un po’ vigile urbano, un po’ pompiere: prima resta a guardare il traffico senza intervenire, poi quando scoppia l'incendio è il primo ad arrivare con l’estintore. Eroe per caso? Lo scopriremo più avanti…

Tre gol presi e Allegri dice “Saper difendere è diventata quasi una vergogna”,  fa sorridere parlarne dopo aver rischiato l’imbarcata e mostrato grandi crepe in entrambe le fasi. Ciò che Allegri non comprende è che al suo Napoli sta mancando anche la caratteristica principale delle sue squadre: la solidità difensiva. "C'è una crepa in ogni cosa", cantava Leonard Cohen, ma qui più che qualche crepa sembra che stia venendo giù l'intero palazzo.

Quattro centrocampisti, forse, Giovane seconda punta, forse. Un enorme forse, una confusione di idee, ruoli, posizioni, movimenti, al punto che finisce in diretta mondiale il battibecco tra De Bruyne e Allegri, che ricorda un pochino quello tra Cana e il disguido tra Sella e Cavallo a chi dovesse avanzare tra Kevin e McTominay. “Così gli avversari non ci capiscono niente… Mister, ma nemmeno noi!”.

Cinque cambi e nemmeno un sussulto, un briciolo di vitalità, un soffio di vento tipo Lino Banfi, quando dà la scossa elettrica alle aragoste per farle sembrare vive. Invece che aggiungere, i nuovi entrati sembrano addirittura togliere quei pochi riferimenti che la squadra aveva. 

Sei punti a disposizione, zero portati a casa. La Champions del Napoli è già una scalata al Mortirolo, la competizione che aveva indotto De Laurentiis a scegliere Allegri è tremendamente a rischio. L’obiettivo di Max era ‘essere in corsa in tutte le competizioni a marzo’, con questa andatura  probabilmente alle idi di Marzo il Napoli rischia di fare la fine di Giulio Cesare.

Sette a Rrahmani, che segna e mette più di una pezza. In un Napoli con poche certezze, Amir continua a rappresentare un perno: segna, tampona, prova a tenere insieme i pezzi di una difesa che a tratti somiglia a un condominio senza amministratore, dove ognuno fa quello che vuole e alla fine tocca sempre allo stesso risolvere i problemi. 

Otto partite, quattro sconfitte: un dato agghiacciante. Racconta di una difficoltà diffusa, di un Napoli incapace di essere il Napoli che abbiamo conosciuto, quello dominante nel gioco e nel risultato, elementi che oggi mancano entrambi. Siam finiti in Ritorno al futuro, ma con la DeLorean in avaria: vorremmo tornare al vecchio Napoli, ma ogni viaggio ci porta sempre più indietro. E il problema è che Allegri, nei panni di Doc, continua ad assicurarci che bastano 1,21 gigawatt per ripartire, mentre questa squadra fatica persino ad accendere i fari.

Nove il voto di De Bruyne col Frosinone, cinque quello di ieri. La gestione di Kevin è un passaggio chiave per il suo rendimento, la lettura ottimale per portarlo a fare ciò che sa fare meglio: la differenza negli ultimi trenta metri. Quando la gara vive di strappi, di ribaltamenti improvvisi, il belga finisce per inseguire una partita che gli scappa continuamente dalle mani, costretto a fare il pendolare tra le due aree come un lavoratore della Circumvesuviana nel giorno dello sciopero. De Bruyne deve accendere la luce, non preoccuparsi di pagare la bolletta. E non è un delitto toglierlo da una gara in cui non è entrato. 

Dieci punti in classifica, che dovranno necessariamente diventare tredici dopo la gara col Venezia. Allegri parla di ‘possibili ossa rotte’ se si gioca senza umiltà in laguna, lanciando una chiara accusa alla squadra. Servirebbe, però, un minimo di autocritica da parte del tecnico che ha sempre seguito il mantra dello scopo che giustifica i mezzi. Max alle vittorie ci è arrivato, anche a costo di mortificare l’estetica. Senza risultati, il suo teorema crolla, rischiando di venire risucchiato in un buco nero.