De Paola: "Parole Chivu suggerite male. E non si esulta per un rosso altrui..."
Paolo De Paola, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
"Io trovo che ci sia sempre troppo spazio per le interpretazioni arbitrali. La famosa risoluzione del protocollo mi convince poco, perché ogni protocollo viene smentito di domenica in domenica da casi nuovi che aprono delle falle nel sistema. Bisogna far entrare nella testa degli arbitri, di tutti, che il VAR deve intervenire su ogni situazione, tutte. Anche sui calci d’angolo, anche sulle rimesse laterali. Ci mette un secondo: molto prima della comunicazione di un assistente, vede l’immagine e assegna rimessa o angolo. La moviola, e soprattutto il VAR, sono stati introdotti per evitare errori grossolani, errori evidenti. Più evidente di così? Dobbiamo aspettare la nuova decisione dell’IFAB nella prossima stagione, vedere cosa accadrà ai prossimi Mondiali, se lo sperimenteranno o meno. Ma c’è una lentezza incredibile rispetto alla velocità della tecnologia. Poi c’è l’aspetto più fastidioso: le simulazioni. È un valore fondamentale non solo per la gara, ma come esempio sociale. Se sei sleale nello sport, il messaggio è devastante. Tutti hanno avuto simulatori nella loro storia: Juve, Inter, Milan, tutti. Ma è il momento di finirla. Se un designatore come Rocchi dice che gli arbitri vengono ingannati, denuncia i limiti della classe arbitrale e del VAR. Il calciatore non deve essere furbo in modo deleterio: la furbizia è rapidità di scelta, non inganno. Ingannare è un furto sportivo, è slealtà."
Secondo te a Bastoni che sanzione andrebbe data?
"Da regolamento non si può fare nulla. La prova televisiva non si può applicare sul secondo giallo, solo sul rosso diretto. È un’altra struttura assurda. Se fosse stata possibile, sarebbe scattata almeno una squalifica. Quindi Bastoni la passerà liscia, come tanti altri. Io mi distacco dagli insulti personali, che sono vergognosi, ma il diritto di critica resta. Un segnale forte potrebbe essere un’esclusione dalla Nazionale anche solo per una partita. E sarebbe bello sentire delle scuse pubbliche. Sarebbe un segnale importante per tutto il calcio. Invece ogni volta ci si scontra con protocolli che bloccano tutto: in campo il VAR non interviene, fuori la prova TV non è ammessa. Così le simulazioni restano impunite. Se inganni palesemente davanti agli occhi di tutti e ne trai vantaggio, la squalifica dovrebbe essere il minimo."
Napoli-Roma è stata anche una partita vera, ben arbitrata. Che gara è stata? E per la Champions chi può farcela?
"È stata una partita molto bella e aperta. Per lo Scudetto mi sembra che la corsa vada verso l’Inter. Per la Champions la lotta è apertissima. Non escluderei nessuno: Juve, Roma, Napoli, ma attenzione anche al Como e all’Atalanta. Il Milan potrebbe ancora dire la sua se capitalizza l’assenza dalle coppe, ma cinque punti sono tanti. La lotta Champions è incandescente. E parlando di allenatori, abbiamo tre tecnici pronti per l’Europa che sono il nostro fiore all’occhiello: Gasperini, Conte e Spalletti."
Tra sei giorni ci sarà Atalanta-Napoli. Quanto rischia il Napoli di rimettere in gioco l’Atalanta?
"È una partita delicata. Oggi ci sono otto punti di distacco, che sono un buon margine. Però il campo decide tutto. Sono squadre con principi simili, marcature a uomo aggressive e ripartenze veloci. Il Napoli è difficilmente scoperto nelle transizioni, ma dovrà trovare soluzioni offensive diverse. Conte, Gasperini e Spalletti stanno sperimentando molto, soprattutto con i difensori che si inseriscono centralmente. La ricerca di nuove soluzioni è ciò che rende un allenatore moderno."
Flash finale: le parole di Chivu prima e dopo la partita. Cosa ne pensi?
"Ho quarant’anni di esperienza e quelle del post-partita non mi sembrano parole spontanee, ma suggerite. Forse suggerite male. Chivu dovrebbe sottolineare l’aspetto non gradevole della simulazione e soprattutto dell’esultanza. Non si esulta per l’espulsione di un avversario. È qualcosa di bassissimo dal punto di vista sportivo. Non è solo slealtà: è mancanza di sportività. Esultare perché l’altro resta in dieci è di una bassezza incredibile."
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