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De Rosa: "Tre mancini in difesa? Può essere uno svantaggio ma anche un vantaggio"

De Rosa: "Tre mancini in difesa? Può essere uno svantaggio ma anche un vantaggio"
Ieri alle 22:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
"Sul fatto di essere mancino o destro non darei troppa importanza. Parliamo di giocatori di alto livello che possono adattarsi".

L'ex difensore azzurro Gaetano De Rosa è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Cosa è successo nell’azione del gol del Parma dopo pochi secondi?

"Se mi permetti faccio un passo indietro, perché prima di dire cosa andava fatto bisogna capire cosa chiede l’allenatore in quelle situazioni. Oggi vediamo squadre che vanno a prendere alte lasciando uomo contro uomo e basta una piccola imprecisione per pagare un prezzo altissimo. Detto questo, l’errore più grosso è che i due difensori non si connettono tra loro: sono entrambi attratti dalla palla e non valutano né la posizione reciproca né chi è in vantaggio. Poi c’è anche il merito dell’avversario che prende il tempo e posizione. Dopo diventa difficile rimediare perché non c’è il tempo materiale per mettere una toppa."

Quanto incidono questi errori nel corso della partita?

"Non mi piace parlare del singolo errore, perché in tutte le partite ce ne sono tanti, ma vengono analizzati solo quando portano al gol. Senza errori finirebbero tutte 0-0. Il calcio è fatto anche di questo: vince chi sbaglia meno o chi riesce a sfruttare meglio gli errori degli altri."

Giocare a piede invertito in difesa è un problema?

"Sul fatto di essere mancino o destro non darei troppa importanza. Parliamo di giocatori di alto livello che possono adattarsi. È una scelta dell’allenatore che conosce i giocatori e le loro potenzialità. In alcune situazioni può essere uno svantaggio, in altre un vantaggio, ma Juan Jesus ha sempre dimostrato affidabilità quando è stato chiamato in causa."

Cosa pensi delle squadre che si difendono molto basse?

"Le partite sono sempre uguali: dipende da dove sta la palla e dai momenti della gara. Ci sono momenti in cui devi soffrire e altri in cui hai il controllo. Le squadre forti sono quelle che non perdono il passo nei momenti difficili e sanno reagire."

Il Napoli di Conte: meglio il bel gioco o la concretezza?

"Bisogna capire gli obiettivi e le scelte della società. In base a quello scegli l’allenatore più adatto. Ci sono allenatori che arrivano al risultato in modi diversi. Tutti vorremmo vincere e convincere, ma dipende dagli avversari, dalla forza della squadra e dal contesto. Bisogna smetterla di cercare sempre risposte semplici a problemi complessi."

Si parla di crisi del talento nel calcio italiano: cosa ne pensi?

"Tutti siamo responsabili, non solo nel calcio ma anche nella cultura generale. Bisogna coltivare lo sport con atteggiamenti giusti. Quello che mi preoccupa di più è la violenza, soprattutto nel calcio giovanile: partite che finiscono con aggressioni e sospensioni. Questo è un problema molto più grave di qualsiasi discorso su talento o riforme."