Iezzo: “Conte? Lavoro eccezionale, quest'anno ha fritto il pesce con l'acqua! Su Meret..."
Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, è stato nostro ospite nel corso di 'Napoli nel mondo' su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Secondo te il ciclo di Alex Meret a Napoli è arrivato alla fine? “Guardando a quello che è stato il percorso di Meret nell’ultimo anno, credo che un portiere del suo livello possa avere il desiderio di trovare maggiore spazio altrove. Il Napoli oggi ha due portieri forti, ma quando accade questo c’è sempre il rovescio della medaglia: entrambi vogliono giocare. Dopo tanti anni, Meret potrebbe anche sentire l’esigenza di mettersi alla prova in un’altra squadra. Sicuramente il Napoli perderebbe molto, perché trovare un portiere che dia le stesse garanzie non è semplice”.
Restando sul tema portieri, come valuti l’errore difensivo in Parma-Napoli? Il portiere poteva fare qualcosa in più, magari in termini di comunicazione? “Credo che in quell’azione ci sia stato soprattutto un problema di comunicazione. La posizione dell’attaccante del Parma era intermedia e lì serve parlare: uno deve andare in marcatura, l’altro coprire lo spazio alle spalle. In quel caso Juan Jesus è andato a coprire il lungo, mentre forse Buongiorno poteva intervenire grazie alle sue caratteristiche fisiche. È stato un errore, ma più di comunicazione tra i due che tecnico individuale”.
Il bilancio di Antonio Conte è positivo: uno scudetto, una Supercoppa e probabilmente un secondo posto. È giusto continuare con lui? “Assolutamente sì. Anzi, per certi versi quello che ha fatto quest’anno è ancora più importante dello scudetto, considerando le tante assenze. “Friggere il pesce con l’acqua”, come si dice da noi, non è facile: può farlo solo uno come Conte. Il suo lavoro è stato eccezionale e merita di restare. Poi tutto dipenderà dal mercato: cessioni, bilancio e ringiovanimento della rosa, perché il Napoli è una delle squadre più “anziane” d’Europa e dovrà intervenire”.
Il prossimo anno sarà il terzo di Conte: ci si deve aspettare anche uno step in Europa? “In campionato il Napoli può restare competitivo, soprattutto con tutti gli effettivi a disposizione. In Europa, però, serve qualcosa in più: servono investimenti, giocatori pronti e con esperienza internazionale. Questo però incide sul bilancio e non è facile trovare il giusto equilibrio”.
Passando alla Nazionale: tu lavori anche nel calcio giovanile. Qual è la strada giusta per rilanciare il calcio italiano? “Bisogna partire dai settori giovanili e valorizzarli davvero. In Italia spesso vengono affidati a gestioni esterne e si perde la meritocrazia. Servono più controlli e un ritorno a un sistema basato sul merito, come una volta. Solo così possiamo tornare a vincere. Per quanto riguarda la Nazionale, credo che una figura come Silvio Baldini potrebbe essere adatta: una persona vera, di calcio”.
Quanto pesa oggi la mancanza di senso di appartenenza alla maglia azzurra? “Tantissimo. Una volta la Nazionale era il massimo, il sogno di ogni calciatore. Oggi vediamo anche giocatori che rinunciano, pensando ad altro. Questo spirito si è perso: basti pensare ai Mondiali dell’82 o del 2006. Bisogna ritrovare quell’orgoglio”.
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