Il punto del Direttore: “Conte indecifrabile. ADL vuole certezze ed evitare altre bruciature”
Il direttore di Tutto Napoli Antonio Gaito è intervenuto nel corso di 'Pausa Caffè' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Difficile lasciare fuori uno dei Fab Four? “Sull'impiego dei 4 ci sono dubbi dall'inizio. Si pensava, in estate, che alcuni non essendo giovanissimi potevano a turno restare fuori, 4 per 3 ruoli da gestire per ruotare in maniera continua sulle tante partite e forse da lì nascono un po' di problemi. Ora restano gli stessi dubbi, soprattutto in alcune partite, tipo quella proprio con il Parma, che è una squadra che magari tutti questi problemini te li ingigantisce, te li moltiplica, te li fa emergere tutti, perché chiaramente stando lì con il catenaccione si vede proprio in maniera nitida questo Napoli molto piatto, anche con l'ampiezza, perché poi quando quelle squadre si piazzano lì col classico pullman almeno in ampiezza devi creare qualcosa con dei giocatori che possono saltare l'uomo e il Napoli ha degli esterni che sono più che altro dei quinti per come gioca adesso, non ha impiegato Alisson Santos, insomma senza tornare ora sull'analisi della partita, è un Napoli che ha queste difficoltà che vengono acuite in queste partite bloccate soprattutto, tant'è che poi alla fine il gap con l'Inter se vogliamo non si crea negli scontri diretti, che il Napoli ha giocato sicuramente meglio, il gap si crea con le medio piccole e l'Inter ha fatto una valanga di gol ed il Napoli invece ha avuto questa mentalità di fare il golletto senza subire, ma quest'anno la difesa per vari motivi non ha la stessa solidità dell'anno scorso quando s'è massimizzato tutti gli 1-0. Al di là di giocare bene e giocare male, l'anno scorso sicuramente era un gioco efficace, non prendevi mai gol, eri la miglior difesa d'Europa, quindi ti bastava fare un gol, quest'anno considerando che il gol lo becchi sempre, se non addirittura due, crei troppo poco, quindi è un Napoli che deve essere più propositivo perché dietro non riesce ad essere solido”.
Le dichiarazioni del presidente su Conte come le hai lette? “E’ stato molto chiaro, onesto, come spesso accade, semplicemente vuole sapere, vuole delle certezze. Vuole evitare ulteriori bruciature. Si parla dell'elezione del presidente federale, ma stiamo parlando di giugno super inoltrato, mica una società possa aspettare metà giugno, siamo oltre ogni data possibile, molto peggio di quello che accadde con Spalletti. Io premetto che non credo a questo scenario della nazionale, in primis semplicemente per la pecunia, perché sappiamo che la nazionale non può permettersi certe cifre, tra l'altro dopo i danni anche economici del mancato mondiale. Però l'incertezza di Conte, al di là se per la nazionale o per un altro club, deve comunque portare la società a fare tutti i passi necessari per mettersi al riparo. Conte poi lo conosciamo, io credo resterà a Napoli, però è un personaggio che è abbastanza indecifrabile. Ricordiamo che lui lascia la Juventus a ritiro addirittura iniziato, ed era la Juventus che in quel momento era tra le top in Europa per spesa. Era una Juventus, quella lì, che spendeva senza limiti”.
Devono coincidere i programmi? "Esatto, bisogna capire se le idee programmatiche coincidono. Per chi ha il Napoli nel cuore che Conte vada a chiedere il massimo possibile deve essere garanzia per tutti noi, quindi va benissimo. Però, è chiaro, dall'altra parte c'è una società che comunque in 30 milioni di rosso per il bilancio scorso, questo qui nonostante comprende la Champions per gli esperti dicono può chiudersi con la stessa cifra di perdita perché sono aumentati ancora stipendi e forse mancano quei soldi che loro avevano messi in preventivo degli ottavi di Champions. E quindi è una società che pronti via deve spendere 100 milioni di riscatti, di riscatti obbligatori, più quello di Alisson Santos che non puoi non riscattare. Quindi il margine di spesa è chiaramente ridotto rispetto alla scorsa estate. Il punto di intesa va trovato lì, però io capisco la società che ha fretta di capire perché ad esempio in questo periodo, lo sappiamo, partono le manovre vere per il mercato. Mettiamoci nei panni del Ds Manna. In questo momento leggiamo che lui sta trattando tanti esterni offensivi, ad esempio. Come vuole giocare il Napoli l'anno prossimo? In questo momento c'è Alisson Santos, manca Neres e comunque non gioca. Ne prendiamo altri o servono i quinti? E io questo finale di stagione, tolto ormai questo sogno a cui io non ho mai creduto, credo possano essere partite anche per chiarire come Conte, nel caso restasse come crediamo, come vorrà giocare. Nel senso che dobbiamo prendere questi quinti di fascia oppure si torna agli esterni e ne prendiamo altri. Questo è il discorso tecnico. Il dato è che un esterno vero abbiamo e non sta giocando, nonostante manchi Neres”.
Cessioni di alcuni senatori over 30? “Sì, ma tenendo conto che comunque alcuni giocatori pur essendo importantissimi ma avendo qualche anno in più non possiamo aspettarci poi di introitare chissà quanto. Perciò io dico che il passo decisivo alla fine, parlando proprio in maniera netta e chiara con chi ci segue, Conte in primis deve essere molto contento della rosa che ha già a disposizione. Se lui crede che questa rosa sia forte, che al completo con una gestione migliore, con meno infortuni, possa fare grandi cose, allora ci sono basi per continuare insieme. Perché è una rosa che già costa tanto a Napoli, forse un pochino di più di quello che è nelle sue possibilità. Che si può ritoccare tenendo conto che già per confermarla ci vogliono 100 milioni di riscatti tra Hojlund, Allison, Milinkovic, forse Elmas eccetera. Quindi questo credo sia il punto di partenza. Se Conte invece ritiene che la rosa debba essere molto rinforzata spendendo abbastanza con 5-6 rinforzi veri, magari anche con quella fascia d'età che gli predilige, lì è un punto d'intesa un po' più difficile da trovare”.
De Bruyne non rende per il gioco? “E’ uno dei motivi principali. Lui storicamente, a proposito di esterni, è abituato a giocare con degli esterni offensivi, a isolare il compagno uno contro uno, se ha pochi scarichi, è chiaro che è uno dei migliori passatori e fa un po' fatica pure lui. Qualche corridoio invisibile pure l'aveva trovato, ma partono un po' in ritardo i compagni. In alcuni casi, secondo me, la scelta, soprattutto delle corsi esterne lo penalizza molto. Spinazzola e Politano ricevono non sulla corsa e non in una posizione offensiva. Quindi sono sempre palloni che devi dargli sui piedi. Se vediamo la partita di Parma di Politano, ad esempio, ha toccato un solo pallone in area di rigore. Nonostante tutto io lo tengo sempre in campo fino alla fine. Anche se solo per i cross finali. Poi il finale della partita ci ha fatto vedere che col centrocampo che era collassato in area, nell'assalto finale, Oliveira e Buongiorno spingendo, salendo, sono diventati i numeri 10 del Napoli. A quel punto io tolgo il difensore centrale e lascio De Bruyne in campo. Perché abbiamo visto poi Oliveira scucchiaiare da centrocampista centrale e ha chiuso, vedevo i dati, con 125 tocchi alla fine. Credo sia il record del campionato del Napoli. Quindi abbiamo poi dovuto attaccare, non proprio con i nostri giocatori più qualitativi. Poi per carità la pareggiamo io lo stesso, ma si potevano fare scelte diverse”.
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