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L'editoriale di Forgione: "Napoli, almeno 12 punti in Champions. Mercato? Qualcuno arriverà"

L'editoriale di Forgione: "Napoli, almeno 12 punti in Champions. Mercato? Qualcuno arriverà"
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Angelo Forgione promuove il sorteggio Champions del Napoli e fissa l'obiettivo minimo degli azzurri: "Bisogna fare decisamente meglio dell'anno scorso".

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Il Napoli ha degli accoppiamenti abbastanza accessibili. Non dico favorevoli perché sarebbe esagerato, ma se togliamo le due inglesi, le altre sono tutte squadre abbordabili. È positivo soprattutto dover affrontare il Bodo/Glimt in casa, perché quella è una trasferta pericolosissima per chiunque. Naturalmente in Champions non esistono partite facili, ma dobbiamo anche uscire da questa retorica. L'anno scorso ci siamo cosparsi il capo di cenere per gli otto punti conquistati dal Napoli, che aveva potenzialità decisamente maggiori. Quest'anno deve necessariamente fare meglio. Credo che almeno 12 punti siano nelle corde del Napoli: nella scorsa edizione sarebbero valsi il sedicesimo posto".

Oltre ad Arsenal e Manchester City, quali sono le altre partite più insidiose?
"La trasferta di Porto è sempre difficile e deve essere affrontata con la testa giusta. L'anno scorso a Lisbona è andata come sappiamo e le squadre portoghesi in casa sono sempre temibili. Però da partite come quelle contro Viking e Sabah mi aspetto dei punti. Parliamo di squadre che hanno un ranking molto basso rispetto alle altre partecipanti e, se non pensiamo di fare punti contro queste avversarie, allora stiamo ragionando del nulla".

Quanto sarà importante il calendario della Champions e l'incastro con la Serie A?
"Molto, soprattutto per gli incastri con il campionato. In Italia sembra sempre che disputare una partita di Champions in mezzo agli impegni di Serie A rappresenti una montagna insormontabile, mentre negli altri grandi campionati europei questo problema viene vissuto diversamente. Se ti capita una partita importante di campionato vicino a una trasferta come Manchester, chiaramente tutto diventa più complicato. Però alla fine conta soprattutto l'approccio. L'anno scorso il Napoli aveva la qualificazione nelle proprie mani a Copenaghen, dominò in undici contro dieci e poi concesse un rigore sull'unica ripartenza. In Europa, contro qualsiasi avversario, serve la mentalità giusta".

Che partita ti aspetti domenica contro il Como di Fabregas?
"Una partita molto difficile. Parliamo di due squadre di Champions e già questo rende importante una sfida che storicamente non sarebbe considerata di cartello. Il Como ha grandi ambizioni e probabilmente vuole arrivare a vincere qualcosa nei prossimi anni. Sta lavorando per accelerare la propria crescita. Il Napoli dovrà quindi avere la stessa concentrazione di una partita di Champions. Partire bene è importante anche in campionato: riuscire a mettere subito il Como a quattro punti di distanza sarebbe un ottimo modo per cominciare la stagione".

Il Napoli riuscirà a chiudere il mercato con un altro attaccante?
"Il fatto che ci sia un ventaglio di tre opzioni significa che il Napoli sta lavorando per prendere un attaccante. Magari uno dei tre può arrivare anche indipendentemente dalle uscite, mentre per gli altri è necessaria una cessione. Mi riferisco chiaramente a Woltemade e Gabriel Jesus. Questo significa che il Napoli vuole un nuovo attaccante e io ritengo che alla fine qualcuno arriverà. Sono tre calciatori molto diversi tra loro, non hanno le stesse caratteristiche. Se mi chiedete una preferenza, dico Gabriel Jesus, ma poi spetta alla società scegliere il profilo giusto in base alle indicazioni tecniche di Allegri".

Come giudichi le nuove tensioni tra il tifo organizzato e la società di De Laurentiis?
"Non credo ci sia la volontà di estromettere o mancare di rispetto ai tifosi. Vedo piuttosto la volontà imprenditoriale di De Laurentiis, che qualche volta dimentica che servono anche buon senso e capacità di convivere con l'ambiente. Determinate decisioni finiscono così per incrinare ulteriormente un rapporto già complicato. Il Napoli avrebbe invece bisogno di operazioni che vadano nella direzione opposta: simpatia e conciliazione. Dispiace vedere situazioni che, pur non ritenendole dolose, considero quantomeno incautamente gestite".

Quindi dovrebbe essere soprattutto la società a cercare una riconciliazione?
"Credo sia necessario fare un passo in avanti e debba essere soprattutto la società a farlo. Un club possiede una forza economica e comunicativa decisamente superiore rispetto ai tifosi e proprio per questo dovrebbe assumere un atteggiamento maggiormente conciliante. Il tifoso è parte integrante del calcio, se non addirittura la sua linfa vitale. Il fatto che il Napoli sia stabilmente ad alti livelli aiuta a mantenere una sorta di armistizio, ma sarebbe importante ricucire realmente questo rapporto".