Emergenza infortuni, dott. Casucci: "Davvero troppi, credo sia un problema di metodo"
Gerardo Casucci, medico neurologo e giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Troppi infortuni? Credo che qualcosa bisognerebbe fare. Parlo soprattutto da medico: quando accade quello che sta succedendo al Napoli, credo che ci sia un problema di metodo. Bisogna comprendere esattamente cosa non stia funzionando. Naturalmente esiste un problema più generale. Tutto il mondo del calcio sta andando incontro a un parossismo atletico che esporrà sempre maggiormente i calciatori a questo tipo di situazioni. Lo abbiamo visto anche con la Juventus, che aveva assenze importanti sia numericamente sia qualitativamente".
Perché secondo te il Napoli sembra soffrire il problema ancora più delle altre squadre?
"Credo che dipenda principalmente da due fattori. Il primo riguarda l'età: il Napoli ha una rosa mediamente più anziana e questo rappresenta un problema importante. Poi c'è un altro aspetto. Nell'attività fisica, quando si cambiano i metodi di lavoro anche in maniera piuttosto brusca e repentina, passando per esempio da metodologie molto aggressive ad altre meno aggressive, il rischio muscolare non necessariamente diminuisce e può anche aumentare. Il Napoli veniva da una preparazione con Conte che, come sappiamo, era estremamente intensa. Successivamente si è trovato ad affrontare una preparazione differente. Si è parlato molto, per esempio, del fatto che durante il lavoro estivo si utilizzasse maggiormente il pallone rispetto al passato. Credo che cambiamenti gestionali, organizzativi, formativi e quindi anche atletici possano aver inciso".
La quantità e la varietà degli infortuni possono essere considerate ormai un campanello d'allarme?
"Quello che colpisce ancora di più è quanto accaduto nell'ultima partita. C'erano già sei-otto indisponibili, altri giocatori sono stati colpiti dall'influenza e durante la gara sono arrivati ulteriori problemi. Questo fa capire come il Napoli sia veramente in una condizione che in questo momento non appare gestita. Si torna quindi al problema iniziale, quello del metodo. Qualcuno deve comprendere cosa, sul piano clinico, non stia funzionando nella gestione di questa squadra".
Quindi non ritieni credibile spiegare tutto semplicemente con la sfortuna?
"Quando gli infortuni diventano così numerosi significa che qualcosa può essere fatto in maniera inappropriata. Io naturalmente non conosco i dettagli e quindi non posso dire quale sia il problema specifico. Bisognerebbe valutare diversi aspetti: eventuali sovraccarichi muscolari, l'alimentazione, i tempi di recupero e tutto ciò che può incidere sulla condizione generale degli atleti. Sono elementi che devono essere analizzati per capire perché questa situazione continui a ripetersi".
Quanto incide il fatto che non si tratti neppure di un'unica tipologia di problema fisico?
"È proprio questo uno degli aspetti che rendono la situazione particolare. Non ci sono soltanto problematiche muscolari, ma anche episodi traumatici e altri problemi di natura differente. Siamo arrivati a un livello di emergenza che, per tanti anni che seguo il calcio, personalmente non ricordo. Ogni volta sembra di aver raggiunto l'apice e invece continuano ad aggiungersi altre situazioni. È evidente che serva un'analisi approfondita per capire cosa stia accadendo".
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