Crisi Allegri, da Torino ammettono: "Qui ha vinto perché aveva tanti campioni"
Giulia Borletto, giornalista di Radio Bianconera, è intervenuta sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "La Juventus non è guarita, è ancora convalescente. La vittoria contro il Napoli ha rappresentato soprattutto una boccata d'ossigeno. Spalletti alla vigilia aveva parlato di una partita che sarebbe stata vinta dalla squadra che avrebbe voluto vincerla più dell'altra, perché entrambe arrivavano da un periodo di continua altalena e con assenze importanti. Quando ho saputo che Hojlund non avrebbe giocato ho tirato un respiro di sollievo, perché era il calciatore del Napoli che temevo maggiormente. Non era sicuramente il miglior Napoli e lo abbiamo visto anche durante la partita. Ha vinto la squadra che ha avuto maggiore voglia di tirarsi fuori dalle sabbie mobili. La Juventus veniva da una partita bruttissima contro il Genoa e non poteva permettersi di ripetere una prestazione del genere".
Qual è stato secondo te il momento decisivo della partita?
"Vicario è stato indicato da molti come il migliore in campo e credo che il suo intervento sia stato fondamentale. Se non avesse tolto quel pallone praticamente dalla linea di porta, probabilmente avremmo raccontato un'altra partita. Sarebbero ricominciati i mugugni del pubblico e la Juventus avrebbe potuto nuovamente chiudersi in se stessa e abbassare la testa. Quello è stato il vero momento di svolta della gara. Per una volta, almeno per una sessantina di minuti, abbiamo visto una Juventus che non è stata soltanto una squadra incapace di giocare in maniera corale. Adesso però deve dimostrare continuità, perché quest'anno non è mai riuscita a mettere insieme due partite positive consecutive".
Allegri viene accusato a Napoli di non essersi evoluto rispetto a un calcio sempre più intenso e aggressivo. Pensi che oggi sia inadeguato per una grande squadra?
"Per me è difficile giudicare negativamente Allegri, perché a Torino è stato autore di qualcosa di epico. Io l'ho adorato e quello che ha fatto alla Juventus rimane. Il suo ritorno a Torino, però, lo ha messo davanti alla realtà dei fatti. Con una squadra che, nessuno me ne voglia, era leggermente mediocre, non è riuscito a tirare fuori quello che tutti si aspettavano. Allegri ha stravinto quando la Juventus era piena di campioni, anche dal punto di vista caratteriale e dello spogliatoio, non soltanto perché quei giocatori avevano grandi qualità tecniche. Quando è tornato e quei campioni non c'erano più, abbiamo visto maggiori difficoltà. Al di là della penalizzazione e di tutto quello che accadde in quella stagione, non è riuscito a ricreare quel tipo di squadra".
Stai vedendo qualcosa di simile anche nella sua esperienza al Napoli?
"Questo Napoli probabilmente non è quello che aveva Spalletti quando vinse lo Scudetto. Lo vedo più simile alla squadra che aveva Conte, ma Conte è un allenatore capace di farti sputare l'anima anche al giocatore meno importante della rosa. Allegri è un allenatore differente e bisogna tenerne conto. Questo non significa però che oggi sarebbe giusto togliergli la panchina".
Quindi continueresti con Allegri nonostante la situazione di classifica?
"Sì, anche perché non abbiamo ancora avuto la possibilità di giudicarlo con tutti gli uomini a disposizione. È un discorso simile a quello che stiamo facendo alla Juventus con Spalletti. Il Napoli ha avuto tantissimi problemi fisici e Allegri praticamente non ha mai potuto allenare tutta la squadra. Diventa quindi difficile giudicare negativamente al cento per cento il lavoro di un tecnico in queste condizioni. Gli infortuni stanno riguardando anche altre squadre, naturalmente, ma su Juventus e Napoli quest'anno c'è stato un accanimento non indifferente. Prima di emettere sentenze definitive sugli allenatori bisogna considerare anche questo".
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