Rinnovo McTominay, Schira: "Il Napoli ci lavora da mesi, ma la richiesta è a due cifre"
Nicolò Schira, giornalista ed esperto di mercato, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Allegri rischia l'esonero? Al momento non ho questo tipo di segnali. Anche perché c'è questa ecatombe di infortuni, che non deve rappresentare un alibi, ma il Napoli rischia di andare a Porto con appena 12-13 giocatori di movimento disponibili. L'organico in questo momento è ridotto all'osso. Gli infortuni c'erano stati anche l'anno scorso, quindi probabilmente non era colpa di Conte e forse non è neanche colpa di Allegri. Però qualcosa non funziona, perché il Napoli sta avendo una sequela impressionante e preoccupante di problemi fisici. La sensazione è che in questo momento ci sia fiducia in Allegri. Naturalmente il credito non può essere illimitato: serve una scossa e servono risultati. Qualche prestazione recente era stata incoraggiante, penso alla Roma e alla vittoria di Monza. Con la Juventus ho visto una partita da 0-0 tra due squadre in grande difficoltà, non un Napoli dominato".
Quanto può diventare importante il mercato di gennaio per salvare la stagione?
"Secondo me la società, dopo non aver fatto mercato in estate, deve farlo a gennaio prendendo due o tre giocatori importanti. Il Napoli deve rinforzarsi, altrimenti questa rosa, per infortuni, età media e altri problemi, rischia di non arrivare nelle coppe. È una squadra che va rinfrescata e ringiovanita. Il Napoli è la squadra più vecchia del campionato e, giocando tre volte alla settimana, alla terza partita tende a crollare. Contro la Juventus, secondo me, nel secondo tempo non è mancata tanto la testa quanto le gambe e la benzina".
In quali reparti interverresti prioritariamente?
"A centrocampo manca un giocatore di gamba, sostanza e grande impatto fisico. Quel tipo di caratteristiche le ha Anguissa, che però ha avuto diversi problemi fisici e ha anche un futuro ancora da definire, perché al momento non c'è un accordo per il rinnovo. Qualcosa si può valutare anche dietro, ma bisogna prima avere chiarezza sulla volontà di giocare a tre oppure a quattro, perché cambia tutto. E poi davanti serve un attaccante. Lucca contro la Juventus non ha neanche fatto male ed è stato sfortunato in un'occasione, ma è evidente che stia facendo fatica. Serve un centravanti che abbia la forza del finalizzatore. Hojlund svolge un lavoro importante, ma non è propriamente un attaccante da 15-20 gol: storicamente è più da 10-12 reti".
Varela resta quindi un obiettivo concreto del Napoli?
"Varela sarebbe perfetto. È un pallino di Manna e so che ci stanno lavorando. Poi vedremo se alla fine sarà lui. Naturalmente bisognerà anche trovare qualcosa da vendere. Magari, se il Napoli decidesse di abbandonare stabilmente il 4-3-3, si potrebbe ragionare su qualche elemento della batteria degli esterni. Dovranno essere bravi a inventarsi delle soluzioni, perché nell'anno del centenario non si può continuare in questa maniera".
A che punto è invece il rinnovo di McTominay? C'è il rischio che possa diventare il grande sacrificato della prossima estate?
"Il Napoli vuole rinnovarlo, sta spingendo e ci lavora da mesi. Le prime richieste sono state molto alte, in doppia cifra: circa 10 milioni all'anno più bonus per quattro o cinque anni. Sono stipendi difficilmente sostenibili non soltanto dal Napoli, ma in generale dalle società italiane. Credo che per McTominay il Napoli possa fare uno sforzo. Se arriva a 7-7,5 milioni più bonus, quella cifra la metterà sul piatto. A quel punto bisognerà capire se McTominay farà un passo verso il Napoli rispetto alle richieste iniziali del suo procuratore. Se succede, si può chiudere. Altrimenti diventa difficile. In quel caso potrebbero essere valutate eventuali offerte, anche se non mi aspetto cifre clamorose per il cartellino. Non per il valore di McTominay, che è fortissimo, ma per la durata del contratto e per l'età. Non sarebbe un'operazione da 100 milioni".
Al di là di gennaio, quindi, ritieni che questa rosa abbia bisogno di una vera rifondazione?
"Sì. Il Napoli deve tornare anche alle proprie origini, alla capacità di trovare giocatori validi senza spendere necessariamente cifre incredibili. In passato è stato molto bravo a fare questo tipo di operazioni. Prendere calciatori che devono ancora dare il meglio ti permette di crescere tecnicamente e, eventualmente, anche di fare player trading. Se invece prendi giocatori che il meglio lo hanno già dato, magari ti garantiscono qualcosa per qualche mese, ma alla lunga diventa più difficile. Comunque vada questa stagione, il Napoli va ricostruito e rifondato. Naturalmente farlo partendo da un quarto posto e dalla qualificazione in Champions è un conto; doverlo fare da un sesto, settimo o ottavo posto cambierebbe completamente tutte le dinamiche".
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